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I soldati israeliani entrano a Gaza City

E' stata una delle giornate più violente dall'inizio del conflitto: i colpi israeliani hanno centrato anche una sede dell'Onu, un palazzo dei media e una piccolo ospedale. Soldati israeliani, appoggiati da elicotteri, carri armati e artiglieria pesante, sono entrati già dalla mattinata nei quartieri densamente popolati di Gaza City. Migliaia di civili palestinesi sono fuggiti dalle loro case, alcuni ancora in pigiama altri spingendo anziani su sedie a rotelle. Fonti palestinesi riferiscono di accesi combattimenti nel quartiere di Tal al-Hawa. Incursioni di blindati si sarebbero inoltre verificate anche nei quartieri di Sajaiya e Zaitun. Intanto dal Vaticano arriva un appello ad occuparsi maggiormente delle popolazioni civili che stanno subendo «violazione di diritti e dignità».

E’ stata una delle giornate più violente dall’inizio del conflitto: i colpi israeliani hanno centrato anche una sede dell’Onu, un palazzo dei media e una piccolo ospedale. Soldati israeliani, appoggiati da elicotteri, carri armati e artiglieria pesante, sono entrati già dalla mattinata nei quartieri densamente popolati di Gaza City. Migliaia di civili palestinesi sono fuggiti dalle loro case, alcuni ancora in pigiama altri spingendo anziani su sedie a rotelle. Fonti palestinesi riferiscono di accesi combattimenti nel quartiere di Tal al-Hawa. Incursioni di blindati si sarebbero inoltre verificate anche nei quartieri di Sajaiya e Zaitun. Intanto dal Vaticano arriva un appello ad occuparsi maggiormente delle popolazioni civili che stanno subendo «violazione di diritti e dignità».

SPARI SUI CIVILI – Civili palestinesi in fuga da Gaza denunciano di essere stati attaccati dalle forze israeliane mentre cercavano di fuggire dalle loro case, mettendo in mostra la bandiera bianca. Lo riporta la Bbc online che ha ricevuto la testimonianza insieme all’organizzazione israeliana per i diritti umani B’tselem in particolare di una donna con una bandiera bianca che sarebbe stata colpita alla testa. Israele affema che l’episodio è «senza fondamento». In un’altra testimonianza, una famiglia palestinese accusa di essere stata colpita dagli spari durante le tre ore di tregua umanitaria quotidiana mentre stava riempiendo taniche d’acqua.

COLPITE SEDI DELL’ONU, DEI MEDIA: FERITI DUE GIORNALISTI – Israele ha intensificato l’offensiva su Gaza City: colpita due volte la sede dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu che si occupa dei profughi palestinesi, con tre dipendenti che sono rimasti feriti. Attaccato anche l’edificio che ospita numerosi giornalisti di testate arabe e internazionali, dove due cameramen sono rimasti feriti. I due cameramen feriti nel grattacielo di Al-Shuruq lavorano per la tv di Abu Dhabi, hanno riferito alcuni testimoni. Il grattacielo sorge nel quartiere di Rimal, nel centro di Gaza City, e ospita anche l’agenzia Reuters e le emittenti Fox, Sky e Al Arabi. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che si trova in Israle, si è detto “indignato” per il bombardamento israeliano del quartier generale dell’Unrwa nella città di Gaza. Il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha commentato l’episodio definendolo un “grave errore”.

COLPITO ANCHE UN OSPEDALE – Poco dopo è stata colpita la sede della Mezzaluna Rossa, che si trova nella zona di Tel Hawa e che ospita anche un piccolo ospedale. All’interno di questo ospedale erano presenti 500 persone tra operatori sanitari e feriti e i suoi locali sono andati in fiamme.

L’ONU SOSPEDNDE DI NUOVO GLI AIUTI UMANITARI – Un portavoce dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu che si occupa dei profughi palestinesi, ha frattanto annunciato la sospensione delle attività dopo il ferimento di tre suo dipendenti da parte dell’artiglieria israeliana.

RAID – Nella notte sono proseguiti i raid aerei israeliani che hanno causato la morte di almeno sedici palestinesi, tra i quali un ragazzo di 13 anni, affermano fonti mediche locali. Altre cinque persone sono rimaste ferite in un attacco contro una moschea di Rafah.

TREGUA, BAN KI-MOON: «E’ POSSIBILE» – Per quanto riguarda gli sforzi diplomatici per giungere a una tregua – mercoledì si è fatto un passo avanti con il parziale sì di Hamas – il generale della riserva Amos Gilad, capo nei negoziatori israeliani, è giunto al Cairo per discutere con i capi dei servizi di sicurezza egiziani il piano per il cessate il fuoco, che comprenda anche il controllo del traffico d’armi tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Stati Uniti e Israele sono vicini alla firma di un’intesa per bloccare il contrabbando di armi nella Striscia di Gaza. Lo riferisce il quotidiano israeliano Haaretz, precisando che il documento potrebbe essere firmato entro venerdì. Ban Ki-moon è giunto in Israele. Il segretario generale dell’Onu avrà colloqui con il ministro degli Esteri Tzipi Livni, il premier Ehud Olmert e il presidente Shimon Peres. Hamas non intende sottoscrivere un accordo illimitato di cessate il fuoco. Lo afferma Mohammed Nassal, esponente dell’ufficio politico di Hamas a Damasco, in un’intervista ad al-Arabiya. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, si è detto convinto che un cessate il fuoco possa essere prossimo, nonostante le nuove fiammate di guerra registrate stamattina all’interno stesso di Gaza City.

NAVE PACIFISTA – Nella notte quattro unità della Marina israeliana hanno intercettato a un centinaio di miglia a nord di Gaza la «Spirit of Humanity», la nave dell’organizzazione pacifista Free Gaza con a bordo 21 persone tra cui medici, giornalisti, politici (anche Francesco Caruso, eurodeputato di Rifondazione comunista) e 200 casse di aiuti. Fonti dell’ong hanno riferito che dopo che le unità israeliane hanno minacciato di far fuoco, l’imbarcazione, che batte bandiera greca, ha fatto rotta verso Cipro.

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