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Gaza, terzo giorno di bombardamenti

Terzo giorno di bombardamenti a Gaza, in quella che il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha definito una «guerra totale» contro Hamas. I raid aerei sono ripresi dopo la mezzanotte e hanno colpito una quarantina di obiettivi. A Gaza sono stati distrutti l'Università islamica e il ministero dell'Interno, nel primo attacco aereo contro un edificio governativo. Secondo fonti ospedaliere, sette palestinesi, fra cui sei bambini, sono morti nei blitz aerei della scorsa notte. Gli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza sono stati decine.

Terzo giorno di bombardamenti a Gaza, in quella che il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha definito una «guerra totale» contro Hamas. I raid aerei sono ripresi dopo la mezzanotte e hanno colpito una quarantina di obiettivi. A Gaza sono stati distrutti l’Università islamica e il ministero dell’Interno, nel primo attacco aereo contro un edificio governativo. Secondo fonti ospedaliere, sette palestinesi, fra cui sei bambini, sono morti nei blitz aerei della scorsa notte. Gli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza sono stati decine.

COMMANDO – Secondo il sito israeliano Debka, vicino all’intelligence dello Stato ebraico, commando israeliani sarebbero già penetrati nella Striscia di Gaza anticipando quella che potrebbe essere la fase terrestre dell’operazione lanciata due giorni fa da Israele. I soldati sarebbero sbucati in posti di comando di Hamas, colpendo inoltre vie di comunicazione e gruppi di miliziani impegnati a lanciare razzi contro Israele, prima di scomparire di nuovo dietro le dune di sabbia della Striscia. Il compito di queste unità scelte, afferma Debka, è duplice: marcare obiettivi chiave per successivi attacchi aerei e spianare la strada a una prossima vasta incursione di mezzi blindati.

BILANCI VITTIME – Le Nazioni Unite a Gerusalemme hanno diffuso un bilancio ufficiale delle vittime civili palestinesi dei bombardamenti aerei israeliani: su 280 morti (in buona parte agenti della polizia), almeno 90 sono i civili. Tra questi, 51 sono deceduti in ospedale. «È probabile che siano dati prudenti e sono certamente destinati a salire», ha detto il portavoce dell’Unrwa Christopher Gunness, precisando che sono stati raccolti da funzionari dell’agenzia negli ospedali e nei centri medici della Striscia. Il bilancio del capo dei servizi di soccorso di Gaza, Moawiya Hassanein, aggiornato a lunedì mattina, è invece di 331 morti. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha lanciato un appello affinché vengano «immediatamente» interrotte le violenze nella Striscia di Gaza. Ban Ki-moon ha espresso il suo rammarico per le numerose vittime palestinesi: fra queste anche otto praticanti dell’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) e di un membro dello staff.

GUERRA TOTALE – «Questa operazione si estenderà e si approfondirà quanto necessario – ha affermato Barak, che ha autorizzato l’ingresso nella Striscia di un centinaio di camion carichi di generi di prima necessità per la popolazione palestinese – siamo entrati in guerra per infliggere un duro attacco ad Hamas e per cambiare la situazione nel Sud» di Israele. «Eviteremo, per quanto possibile, di colpire i civili mentre la gente di Hamas e gli altri terroristi che si nascondono deliberatamente e operano tra la popolazione civile», ha continuato. «Non vogliamo colpire i bambini e le donne – ha detto – e non impediremo che gli aiuti umanitari» arrivino nelle Striscia.

SHALIT – Intanto fonti di Hamas riferiscono che il caporale israeliano Gilad Shalit sarebbe rimasto ferito nel corso dei bombardamenti su Gaza. Ma per il momento non c’è alcuna conferma ufficiale da parte di Gerusalemme. Fonti militari israeliane ritengono invece che Shalit, rapito da Hamas nel giugno 2006, sia custodito in un luogo sicuro perché potrebbe essere scambiato con centinaia di prigionieri palestinesi. La notizia del suo ferimento, aggiungono queste fonti, potrebbe essere dunque «un espediente di guerra psicologica» o anche un tentativo di indurre forze israeliane ad entrare a Gaza per cercare di liberarlo.

MISSILE SU ASHQELON – Prosegue anche il lancio di razzi palestinesi dalla Striscia. Un israeliano è morto e altri 14 sono rimasti feriti per l’esplosione di un missile Grad nella città costiera israeliana di Ashkelon. Cinque dei 14 feriti versano in gravi condizioni, riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz. Almeno 17 razzi sono caduti dalla mattinata in Israele, otto dei quali hanno colpito Ashkelon. Cinque razzi sono caduti invece su Sderot e altri quattro hanno colpito varie comunità nel Negev occidentale. Una casa di Sderot è stata centrata in pieno. Domenica i gruppi palestinesi della Striscia hanno sparato almeno 40 razzi contro il Negev occidentale: due razzi Katyusha da 122 mm di diametro sono esplosi per la prima volta vicino alla città di Ashdod, che si trova a oltre 30 chilometri dalla Striscia di Gaza.

MINACCE – Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, Hamas vorrebbe uccidere il ministro della Difesa, Ehud Barak, e quello degli Esteri, Tzipi Livni. Il portavoce di Hamas, Fatah Hamad, ha anche minacciato di colpire la dirigenza di Fatah in Cisgiordania e «coloro nel mondo arabo che hanno cospirato contro di noi».

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