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Gaza, iniziata l’offensiva di terra

Le truppe israeliane sono penetrate nella Striscia di Gaza dopo un intenso tiro di artiglieria che ha martellato dal pomeriggio la zona orientale dell'enclave costiera. Lo riferiscono testimoni palestinesi citati dall'agenzia Reuters. L'artiglieria israeliana è entrata in azione sul confine orientale lanciando granate su Beit Hanun e a Jabaliya, nel nord del territorio palestinese.

Le truppe israeliane sono penetrate nella Striscia di Gaza dopo un intenso tiro di artiglieria che ha martellato dal pomeriggio la zona orientale dell’enclave costiera. Lo riferiscono testimoni palestinesi citati dall’agenzia Reuters. L’artiglieria israeliana è entrata in azione sul confine orientale lanciando granate su Beit Hanun e a Jabaliya, nel nord del territorio palestinese.

STRAGE NELLA MOSCHEA – In precedenza un raid aereo è stata bombardata una moschea nel campo profughi di Jabaliya: una strage. Sono morti 16 palestinesi (quattro i bambini, compresi due fratelli di 10 e 12 anni), 60 i feriti di cui 16 gravi. Più di duecento fedeli stavano pregando nell’edificio, che è stato completamente distrutto nell’esplosione. Nelle ore precedenti i militari di Tsahal avevano bombardato diverse presunte postazioni di Hamas, attaccando dal cielo e dal mare. Un alto dirigente del gruppo, Abu Zakaria al Jamal, è rimasto ucciso. E mentre l’offensiva israeliana entra nella sua seconda settimana, le scorte di cibo nella zona densamente popolata scarseggiano e le forniture di acqua sono limitate a causa dei danni al sistema idrico. Gli ospedali sono alle prese con l’emergenza dei feriti, mentre i Medici senza frontiere denunciano la difficoltà di soccorrere i feriti.

IN ATTESA DELL’ORDINE – Carri armati e militari israeliani si sono ammassati ai confini con Gaza e i militari sono in attesa dell’ordine di attacco via terra. Finora i raid aerei, che hanno provocato almeno 457 vittime e oltre 2.300 feriti (secondo l’ultimo bilancio diffuso da Al Jazira), non sono riusciti a bloccare il lancio di razzi verso Israele. Hamas, per bocca del suo leader in esilio a Damasco Khaled Meshaal, ha detto che «non si arrenderà mai» e che un’eventuale operazione di terra si risolverà in una tragedia per Israele, con nuovi rapimenti di soldati israeliani e lanci di razzi. Il ramo armato del movimento integralista ha affermato di aver respinto un’incursione di membri delle forze speciali israeliane che tentavano di superare la frontiera con la Striscia di Gaza.

COLPITA UNA SCUOLA – In un raid dell’aviazione israeliana è stato colpito un college privato palestinese, l’American School, uccidendo una guardia. L’esercito ha detto che la scuola era un nascondiglio per attivisti di Hamas e una base per il lancio di razzi. Due palestinesi sono stati uccisi vicino a Khan Yunes, nella sud della Striscia di Gaza, in un attacco aereo che ha colpito l’ auto su cui viaggiavano. Un poliziotto egiziano è rimasto ferito in un raid alla frontiera fra Gaza e l’Egitto, al valico di Rafah. I militanti di Hamas hanno sparato diversi razzi Qassam, nel deserto del Negev, ad Ashkelon – dove è stata centrata una casa – e ad Ashdod, dove è stato colpito un edificio di otto piani e due persone sono rimaste leggermente ferite. Dall’inizio dell’offensiva sono stati uccisi quattro israeliani.

MANIFESTAZIONI – In Israele sono state organizzate tre grandi manifestazioni per chiedere il cessate il fuoco, ad Haifa, Sakhnin e Tel Aviv. A Sakhnin si sono radunati circa 10mila arabi israeliani che, sventolando bandiere nere, hanno chiesto a Israele di cessare il fuoco a Gaza e lanciato slogan contro il presidente egiziano, Hosni Mubarak, accusato di essere «un collaboratore degli americani». Alla manifestazione hanno partecipato diversi deputati arabi della Knesset e sindaci di città arabe. Jamal Zahalka, deputato del partito Balad, ha chiesto che il primo ministro Ehud Olmert, i ministri della Difesa e degli Esteri Ehud Barack e Tzipi Livni, oltre al capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi, vengano processati per crimini di guerra davanti a un tribunale internazionale. In serata a Tel Aviv diverse centinaia di persone hanno preso parte a un’altra manifestazione contro la guerra organizzata da gruppi pacifisti e di sinistra. Dalla manifestazione si è dissociato Meretz, il partito della sinistra sionista all’opposizione, che ha detto di riconoscere il diritto all’ autodifesa di Israele. «Giustifichiamo l’operazione a Gaza, ma al tempo stesso siamo per un immediato cessate il fuoco e contro l’impiego delle truppe di terra» ha detto il leader di Meretz, Haim Oron. Cortei anche in diverse città italiane e straniere.

BUSH: CESSATE IL FUOCO – Venerdì il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha definito «atti di terrorismo» i lanci di missili da parte di Hamas contro Israele. Secondo Bush è necessario raggiungere un cessate-il-fuoco stabile e duraturo che garantisca la sicurezza dello Stato di Israele ponendo fine agli attacchi palestinesi. Bush ha aggiunto che una delle condizioni necessarie per il cessate-il-fuoco è l’interruzione delle attività di contrabbando che riforniscono di armi la guerriglia palestinese. Lunedì Abu Mazen incontrerà il presidente francese Nicolas Sarkozy a Ramallah e subito dopo volerà a New York dove parlerà prima della riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lunedì sarà a Ramallah anche la delegazione dell’Ue, composta dal ministro degli Esteri ceco Karel Schwarzenberg e dai suoi colleghi svedese e francese, Carl Bildt e Bernard Kouchner.

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