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Gas: ancora problemi tra Ucraina e Russia

Ancora problemi tra Russia e Ucraina per il ripristino delle forniture di gas russo destianto all'Europa che passa attraverso il territorio ucraino a causa di quali gasdotti andrebbero utilizzati. E l'Ue attacca sia Mosca che Kiev: «Vedremo presto se la questione è effettivamente tecnica o se è politica», ha detto il presidente della Commissione Ue Barroso. Posizione ribadita dal premier ceco Mirek Topolanek, presidente di turno dell'Ue: « Non voglio puntare il dito contro una delle parti, la verità è che entrambi sono colpevoli, uno non fornisce il gas e l’altro lo blocca».

Ancora problemi tra Russia e Ucraina per il ripristino delle forniture di gas russo destianto all’Europa che passa attraverso il territorio ucraino a causa di quali gasdotti andrebbero utilizzati. E l’Ue attacca sia Mosca che Kiev: «Vedremo presto se la questione è effettivamente tecnica o se è politica», ha detto il presidente della Commissione Ue Barroso. Posizione ribadita dal premier ceco Mirek Topolanek, presidente di turno dell’Ue: « Non voglio puntare il dito contro una delle parti, la verità è che entrambi sono colpevoli, uno non fornisce il gas e l’altro lo blocca».

POSIZIONE UCRAINA – Il premier ucraino Yulia Tymoshenko ha assicurato che il transito del gas riprenderà non appena Mosca lo fornirà nuovamente all’Ucraina. Timoshenko ha incontrato il premier slovacco Robert Fico, atteso a Mosca insieme ai premier bulgaro e moldavo. «Se il gas verrà erogato, sarà mandato subito ai Paesi europei», ha dichiarato Tymoshenko. La giustiticazione ucraina al mancato transito, è che Gazprom ha deciso di inviare il gas diretto all’Europa attraverso un gasdotto «tecnicamente difficile» che obbligherebbe Kiev a interrompere la fornitura per i propri cittadini per far passare quello europeo e questo, ha riferito Oleh Dubina, capo di Naftogaz, l’ente del gas ucraina, non può essere accettato. Naftogaz ha proposto invece a Gazprom di usare le stazioni di Pisarevka e di Valuiki dove far transitare rispettivamente 62,2 e 36,6 milioni di metri cubi di metano.

POSIZIONE RUSSA – La posizione russa, sostenuta da Berlusconi, è stata invece ribadita dal colosso energetico Gazprom: è Kiev a impedire il transito del gas russo destinato all’Europa. Gazprom spiega di aver «inviato a Naftogaz un’altra richiesta per il transito di 98,8 milioni di metri cubi di gas dalle ore 10 attraverso l’impianto Sudzha. Di questi, 13,9 milioni di metri cubi da fornire ai consumatori della Moldova, e 62,7 milioni di metri cubi attraverso Orlovka in area balcanica e 22,2 milioni di metri cubi attraverso Uzhhorod per la Slovacchia». In risposta, il passaggio è stato «rifiutato e ancora una volta» il gas in ingresso è stato «dirottato» per il consumo interno.

BARROSO – Il presidente della Commissione europea, José Manuel Durao Barroso, ha affermato che se l’accordo fra Russia e Ucraina non verrà messo in pratica «con urgenza» la Commissione Ue dirà alle società Ue di procedere per vie legali e di fare un’azione concertata. «È una questione incredibile e inaccettabile. Ci sono cittadini di alcuni Stati Ue che dopo una settimana si trovano ancora senza gas», ha affermato Barroso all’Europarlamento. «Russia e Ucraina stanno mostrando di non essere in grado di fare fronte ai propri impegni e potrebbero non essere più considerate partner affidabili per quanto riguarda la fornitura energetica».

ALTERNATIVE – Ancora dodici giorni senza gas e la Slovacchia sarà costretta a prendere misure mai viste prima, ha spiegato Fico a Tymoshenko. Intanto la Croazia (che importa dalla Russia il 40% metano) è pronta a discutere la fornitura di gas con l’Algeria attraverso l’Italia. Lo ha annunciato il vice premier croato, Damir Polancec. Srbijagas, l’ente di Stato energetico serbo, ha ricevuto dal governo via libera per un’azione legale contro l’Ucraina. Per Belgrado «è chiaro che l’Ucraina è la principale responsabile».

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