Fiat, per Chrysler probabile bancarotta
30 Aprile 2009
Azerbaigian, strage all’università: 10 morti
30 Aprile 2009
Mostra tutto

Febbre suina, primo caso in Svizzera

Poche ore dopo l'innalzamento del livello di allarme sulla febbre suina da 4 a 5 da parte dell'Oms, il contagio arriva in Svizzera. Un primo caso è stato confermato dall'ospedale cantonale di Baden, nel nord. Il paziente, uno studente di 19 anni arrivato dal Messico, era stato dimesso mercoledì dopo un primo test negativo del Centro nazionale influenza di Ginevra: un secondo test ha dato invece esito positivo. Tutte le persone che erano state in contatto con lui sono state informate e pregate di rimanere in casa. In Svizzera sono 25 i casi sospetti.

Poche ore dopo l’innalzamento del livello di allarme sulla febbre suina da 4 a 5 da parte dell’Oms, il contagio arriva in Svizzera. Un primo caso è stato confermato dall’ospedale cantonale di Baden, nel nord. Il paziente, uno studente di 19 anni arrivato dal Messico, era stato dimesso mercoledì dopo un primo test negativo del Centro nazionale influenza di Ginevra: un secondo test ha dato invece esito positivo. Tutte le persone che erano state in contatto con lui sono state informate e pregate di rimanere in casa. In Svizzera sono 25 i casi sospetti.

MESSICO: OTTO MORTI – L’Organizzazione mondiale della Sanità considera dunque la pandemia “imminente” e ha chiesto a tutti i Paesi del mondo di «attivare immediatamente il loro piano di preparazione». Ci sono nuovi casi in Messico, Europa e Stati Uniti: la malattia si è diffusa fino a totalizzare i 193 casi ufficialmente confermati in tutto il mondo, 114 secondo l’Oms. In Messico il bilancio delle vittime passa da 7 a 8, su un totale di 99 casi positivi, ma il numero delle morti sospette è sceso da 159 a 84. Lo ha detto il ministro della Sanità Josè Angel Cordova, aggiungendo che sui 99 casi positivi «91 stanno bene». E mentre la Federazione di calcio messicana ha deciso di far giocare tutte le 176 partite di calcio di questo fine settimana senza pubblico, il sindaco della capitale ha indicato che se l’epidemia si stabilizzerà, potrebbe revocare l’ordine di chiusura dei luoghi pubblici fino al 5 maggio. Il presidente Felipe Calderon ha consigliato ai cittadini di rimanere in casa durante il ponte del 1° maggio.

OBAMA: NON CHIUDIAMO FRONTIERE – Negli Stati Uniti la situazione non è ancora così grave, ma diventa sempre più preoccupante: oltre alla morte di un bambino messicano di due anni – che era in Texas con la famiglia – sono stati ormai confermati 92 casi in 10 Stati, dalla costa est a quella ovest. Il Pentagono ha confermato il contagio di un marine nel sud della California. Il presidente Obama ha detto che l’influenza H1N1 è preoccupante, ma non deve provocare il panico e non c’èè motivo di chiudere i confini con il Messico. Il governo – ha aggiunto – farà quanto possibile per far fronte all’epidemia, ma le singole famiglie e i singoli americani devono fare la loro parte. In Europa ci sono 6 casi in Spagna (di cui uno che non proveniva dal Messico, anche se la fidanzata era stata recentemente in quel Paese), che portano il totale nel Paese a 10; 3 in Gran Bretagna, che ne totalizza 5; 3 in Germania e uno in Austria, oltre a quello già citato in Svizzera. La Nuova Zelanda ha confermato il contagio di 13 persone tornate dal Messico.

«CI SARANNO DECESSI IN EUROPA» – Secondo la Commissione Ue in Europa ci sarà un certo numero di decessi per la nuova influenza, anche se il vecchio continente è ben preparato a farvi fronte. «Sì, qualcuno morirà a causa di essa. Non è questione di se qualcuno morirà, ma di quanti moriranno. Saranno centinaia, migliaia o decine di migliaia? Non conosciamo le dimensioni di questa pandemia, ma l’Europa è pronta più che mai» ha detto il direttore generale per le politiche della salute e dei consumatori Robert Madelin. In Europa il vaccino potrebbe essere pronto in cento giorni. A Lussemburgo si riunisce giovedì il Consiglio dei ministri della Salute dell’Ue: sul tavolo la situazione e le misure intraprese dagli Stati per fronteggiare il virus influenzale.

LE MISURE D’EMERGENZA – Diversi Paesi hanno già annunciato misure d’emergenza: negli Stati Uniti il governo federale ha deciso di distribuire ai singoli Stati riserve dell’antivirale Tamiflu sufficienti al trattamento di 11 milioni persone. In Egitto, dove non è stato segnalato finora nessun caso di influenza, il governo ha tuttavia ordinato l’abbattimento di tutti i 250mila maiali negli allevamenti. Una misura che ha rilanciato le polemiche: la contrazione della malattia, ha detto la commissaria Ue alla Salute Anrdroulla Vassiliou, «nulla a ha che fare con la carne di maiale, che se mangiata cotta è perfettamente sana». La Francia (dove sono sotto esame due casi sospetti) ha annunciato che intende chiedere all’Ue la sospensione dei voli verso il Messico. La questione sarà sul tavolo della riunione straordinaria a Lussemburgo.

Comments are closed.