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Egitto, esercito assicura: ‘Elezioni libere’

Egitto, la protesta della piazza continua (Ansa)

Poteri a Suleiman, resto fino alle elezioni‘. Il presidente egiziano Hosni Mubarak ha annunciato ieri sera che non accetta ‘diktat da altri Paesi’.  Ma, soprattutto, ha terminato senza annunciare le sue dimissioni. Una folla sterminata di manifestanti a Tahrir ha reagito con rabbia al discorso di Mubarak, agitando scarpe al cielo, in segno di disprezzo verso il rais.
Dagli Stati Uniti Obama si rivolge al governo egiziano chiedendo chiarezza: ‘
Noi con il popolo‘.
Oggi 18/mo giorno di rivolta: attese grandi manifestazioni. L’esercito in un comunicato assicura: ‘
Elezioni libere nel Paese‘.
E dall’Iran Ahmadinejad esulta: “
Le potenze arroganti sono alla fine del loro cammino” e “con l’aiuto di Dio, si va verso un Medio Oriente senza il regime sionista (Israele, ndr) e senza gli Usa”.

ESERCITO, GARANTIREMO PASSAGGIO POTERI, ELEZIONI – Il Consiglio supremo delle Forze Armate egiziane garantirà “il pacifico passaggio dei poteri” ed “elezioni libere” nel Paese. Lo sottolinea il comunicato n.2 dei militari dopo una riunione del Consiglio. I militari si fanno inoltre garanti – recita il comunicato – delle “riforme legislative e costituzionali” promesse dal presidente Hosni Mubarak. Il testo è stato letto alla Tv di Stato da uno speaker e nno da un portavoce dell’esercito. Il palazzo è presidiato all’esterno dai manifestanti, che hanno impedito l’accesso ad alcuni ospiti previsti nei programmi mattutini, e costringendo la Tv a scusarsi per le assenze.
Lo stato di emergenza verrà tolto in Egitto “una volta che saranno finiti i disordini”. L’Esercito egiziano fa appello perché “si torni a una vita normale”. Invitiamo “le persone nobili che hanno condannato la corruzione e chiedono le riforme”, “a tornare a una vita normale”, recita il comunicato.

LA PROTESTA CONTINUA, 18/O GIORNO – Migliaia di dimostranti anti-governativi hanno presidiato piazza Tahrir al Cairo, così come altri luoghi ‘sensibili’ della capitale, dal palazzo presidenziale alla sede della tv. I dimostranti, riferiscono i corrispondenti di al Jazira, hanno bloccato l’area di accesso al palazzo del Parlamento, poco distante da piazza Tahrir. Imponente la presenza anche nei pressi del palazzo della tv, visto dai dimostranti come uno dei simboli del potere del regime: centinaia di persone si aggirano nelle strade circostanti, avvolte ancora dalle coperte con cui hanno passato la notte. I manifestanti nella zona, sempre secondo al Jazira, superano già le 10-20 mila persone. Dopo la preghiera del venerdì, i dimostranti dovrebbero dar vita ad una serie di massicci cortei. Al Arabiya stima, sulla base dei manifestanti già presenti nelle strade, che si tratterà di dimostrazioni “senza precedenti” in questi 18 giorni dall’inizio della protesta.

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