Scatta il piano di emergenza a Roma
12 Dicembre 2008
Natale a Napoli: musica trance, riti e catarsi
12 Dicembre 2008
Mostra tutto

Crisi auto, il Senato Usa boccia il piano

Il Senato americano non trova l'accordo sul piano di salvataggio delle industrie automobilistiche (fino a 15 miliardi di dollari). Lo ha annunciato giovedì sera il leader della maggioranza democratica Harry Reid. «Non siamo riusciti a tagliare il traguardo», ha dichiarato Reid dopo lunghe ore passate a negoziare e compiere pressioni su un nocciolo duro di senatori repubblicani che rifiutano di salvare con fondi pubblici i tre colossi dell'auto, General Motors, Chrysler e Ford.

Il Senato americano non trova l’accordo sul piano di salvataggio delle industrie automobilistiche (fino a 15 miliardi di dollari). Lo ha annunciato giovedì sera il leader della maggioranza democratica Harry Reid. «Non siamo riusciti a tagliare il traguardo», ha dichiarato Reid dopo lunghe ore passate a negoziare e compiere pressioni su un nocciolo duro di senatori repubblicani che rifiutano di salvare con fondi pubblici i tre colossi dell’auto, General Motors, Chrysler e Ford.

TIMORI PER WALL STREET – «Potremmo passare tutta la notte, venerdì, sabato e domenica e non ci riusciremmo», ha ammesso Reid, aggiungendo: «Ora ho paura a guardare Wall Street». Il piano era stato adottato mercoledì sera a larga maggioranza dalla Camera. Intanto la bocciatura del piano di salvataggio delle «Big Three» dell’auto fa affondare le Borse asiatiche e europee. La decisione della Camera alta Usa di non proseguire nel dibattito sul piano – presa con 52 voti a favore dell’interruzione e 35 contrari – ha rafforzato infatti i timori di un collasso dell’industria quindi di un conseguente peggioramento della recessione.

LA PALLA PASSA A BUSH – Dopo la bocciatura del piano di aiuti alle auto, la palla passa ora al presidente George W. Bush che dovrà decidere se far fallire le due case automobilistiche più esposte, oppure trovare un altro canale per intervenire in loro soccorso. Poco dopo la decisione del Senato, il leader della maggioranza in Senato Harry Reid e la speaker della Camera Nancy Pelosi hanno chiesto al numero uno della Casa Bianca di attingere denaro al fondo da 700 miliardi di dollari costituito dal Tesoro nei mesi scorsi per il salvataggio delle banche. «Non possiamo semplicemente star lì a guardare il collasso di questa industria», ha detto il presidente eletto Barak Obama in una conferenza stampa a Chicago. Del resto un fallimento di Gm e Chrysler sarebbe davvero disastroso visto che assieme a Ford impiegano direttamente quasi 250.000 dipendenti e hanno un indotto di altri 100.000 lavoratori. Mentre Ford versa in condizioni di liquidità un po’ migliori, le altre due delle «Big Three» di Detroit hanno fatto sapere che senza un sostegno non riusciranno ad arrivare all’inizio del nuovo anno.

LE MOTIVAZIONI DELLA BOCCIATURA – Il principale punto sul quale si è arenata la possibilità di raggiungere un accordo in Senato, ha spiegato il senatore democratico Christopher Dodd, è stata la data entro la quale richiedere la parificazione degli stipendi dei lavoratori delle case auto di Detroit a quelli dei dipendenti dei produttori stranieri. «Eravamo a un passo dall’accordo», ha detto il senatore repubblicano Bob Corker. Il voto è stato un ripudio nei confronti dello stesso Bush che aveva personalmente sponsorizzato l’intervento a favore del settore auto. Solo 10 repubblicani in Senato hanno votato per andare avanti con il piano.

Comments are closed.