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Belgio, l’esordio Leterme: “Il Paese accetti di cambiare”

Un chiaro discorso d'esordio. Prospero se il paese ''accetta di cambiare''. Cosi', il neo-primo ministro del paese, Yves Leterme, leader dei cristiano-democratici fiamminghi, nel suo primo discorso da capo di governo davanti alla Camera bassa del Parlamento. ''Il nostro - ha detto Leterme - resta un paese dove si vive bene e di cui andare fieri.

Un chiaro discorso d’esordio. Prospero se il paese ”accetta di cambiare”. Cosi’, il neo-primo ministro del paese, Yves Leterme, leader dei cristiano-democratici fiamminghi, nel suo primo discorso da capo di governo davanti alla Camera bassa del Parlamento. ”Il nostro – ha detto Leterme – resta un paese dove si vive bene e di cui andare fieri.

Un paese che puo’ voltarsi a guardare un passato ricco e sperare in un futuro prospero, ma solo se e’ pronto ad accettare il cambiamento. Per ciascuno di noi ci sara’ un futuro migliore se avremo il coraggio di unire gli sforzi, di lavorare insieme, di essere davvero solidali e di lottare insieme per raggiungere questi obiettivi comuni”. ”Questi mesi – ha aggiunto il successore di Guy Verhofstadt dopo nove mesi di crisi politica, segnata dalle spinte automiste del nord fiammingo – non sono andati perduti ma hanno chiaramente dimostrato che e’ necessario raggiungere un nuovo equilibrio tra le comunita’, le regioni e lo Stato federale”. Secondo il leader fiammingo, indispensabile e’ anche ”una nuova riforma dello Stato. Riforma di cui ogni cittadino di questo paese, che sia fiammingo, vallone, di Bruxelles o di origine tedesca, si giovera”’. Leterme ha quindi assicurato che e’ sua intenzione continuare sulla linea del decentramento, avviata con l’accordo di febbraio per trasferire alcune competenze dello Stato alle Regioni, come e’ avvenuto in materia di gestione stradale. Ha quindi promesso di presentare una serie di proposte in tal senso ”da oggi alla meta’ di luglio, per continuare questo importante lavoro. E sara’ cosi’ che lavoreremo – ha assicurato – un passo alla volta, per realizzare la necessaria riforma del nostro paese”. Il nuovo premier ha concluso chiedendo la fiducia per il suo governo, quindici ministri e sette segretari di Stato appartenenti a una coalizione di cinque partiti di cui tre francofoni (Socialisti, Liberali e Centristi) e due fiamminghi (Cristiano-democratici e Liberali). Una fiducia ritenuta scontata ma attesa non prima di sabato. 

Federica Daniele

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