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Rientrata la salma del tenete Romani

Il tenente Alessandro Romani (Ansa)

E’ tornato a casa, nella sua città, il tenente Alessandro Romani, in una bara avvolta dal tricolore. Commozione e dolore ieri a Ciampino per il rientro della salma del parà 36enne ucciso in Afghanistan. Ad attenderlo, la famiglia straziata, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, il governatore del Lazio, Renata Polverini, i vertici militari.

Oggi i funerali solenni alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Il C-130 che trasportava il feretro dell’incursore del Col Moschin – un veterano delle missioni all’estero – è atterrato intorno alle 14. La bara è stata trasportata a spalla fuori dall’aereo da sei baschi amaranto nel nono reggimento. Sulla pista dell’aeroporto c’é stata la benedizione da parte dell’ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi. La Russa vi ha quindi posto la mano destra sopra e ha chinato il capo in raccoglimento per qualche secondo. Un gesto analogo a quello che, in circostanze analoghe, hanno mostrato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ed il suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi. E’ stato poi suonato il silenzio, c’e stata la resa degli onori del picchetto interforze schierato ed il feretro ha lasciato la pista, accompagnato dalla mesta processione dei familiari, in testa la madre del tenente, Elsa Chemotti ed il padre Carlo. L’autopsia è stata eseguita all’Istituto di medicina legale.

Oggi, dalle 9 alle 12, sarà allestita una camera ardente presso il policlinico militare del Celio. Nel pomeriggio, alle 15.30, si svolgeranno i funerali solenni, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. La famiglia ha chiesto che l’ufficiale venga sepolto nel cimitero monumentale del Verano, dove riposano le spoglie della nonna. Il sindaco ha concesso l’autorizzazione e disposto che la sepoltura del militare avvenga al termine delle esequie. “Alessandro era il nostro ‘orsone’ – è il ricordo di un commilitone del parà che lo ha accolto a Ciampino – un ragazzo dal carattere indescrivibile, dolce e gentile con chiunque, il suo sorriso contagiava tutti noi suoi compagni”. All’aeroporto ha parlato anche il sindaco Alemanno.

“Abbiamo dedicato i tre giorni di celebrazione di Roma Capitale – ha detto – al tenente Alessandro Romani perché era un soldato italiano e un soldato di Roma, un ragazzo cresciuto dentro i nostri quartieri” da cui “ha tratto lo spunto per una vita eroica in prima linea senza mai tirarsi indietro”. Domani, ha aggiunto il sindaco, le insegne saranno coperte e le bandiere a mezz’asta “proprio per sottolineare l’affetto e il cordoglio di tutta la città per questo ragazzo e per i suoi familiari”. Polverini, da parte sua, ha spiegato che “il papà in particolare è orgoglioso, come lo siamo anche noi di suo figlio che era stato congedato, ma ha voluto ripartire anche con un grado inferiore: quindi era davvero convinto di quello che ha fatto. La sua è stata una morte straziante, ma per una missione altissima”.

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