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Namibia: incidente bus, 1 italiana morta e 15 feriti

Namibia (Ansa)

Una turista italiana e’ morta e altri 15 sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, in un incidente stradale avvenuto ieri nel sud della Namibia. Il bus sul quale viaggiava il gruppo di italiani, 20 in tutto, si e’ rovesciato. Quattro di loro sono rimasti illesi. Lo si apprende da fonti della Farnesina.

Il gruppo, giunto in Namibia con l’agenzia turistica ”Avventure nel mondo”, e’ assistito dall’ambasciata d’Italia a Pretoria, che ha la competenza anche per la Namibia, ed e’ in contatto con i familiari. Del gruppo di 20 turisti 4 sono rimasti illesi. Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche e’ il terzo anno che l’agenzia ‘Avventure nel mondo’ risulta coinvolta in incidenti stradali in Namibia, nei quali hanno perso la vita turisti italiani.

Domani o al massimo giovedì i viaggiatori rimasti illesi nell’incidente di due giorni fa in Namibia, circa una decina, faranno ritorno in Italia: lo annuncia il direttore di Avventure nel Mondo Paolo Nugari, ribadendo che il gruppo di 20 persone coinvolto nell’incidente mortale proveniva per lo più dal Piemonte, vale a dire Torino, Vercelli e Novara. I feriti, spiega, “hanno riportato in massima parte fratture e al momento sono ricoverati in vari ospedali di Windhoeck, la capitale della Namibia. Sulla prognosi – ha aggiunto – sappiamo molto poco perché sta seguendo tutto la nostra assicurazione”.

“Non so – spiega il direttore di Avventure nel Mondo – se al momento il mezzo usato, un camion 4×4 adattato per il deserto, stesse viaggiando su asfalto o su pista”. I nostri veicoli, informa Nugari, “vengono affittati presso un’agenzia da noi ben conosciuta e gli autisti sono del posto. I quali – sottolinea – seguono le nostre indicazioni sui limiti di velocità da tenere nelle varie aree della Namibia, visto che le strade sono scorrevoli anche se il più delle volte non asfaltate”. Ma, chiarisce, “ho parlato con l’autista e mi ha assicurato che al momento dello scoppio della gomma stava tenendo una velocità assolutamente normale”. Nugari spiega di essere “vicino agli sfortunati e ai familiari della donna morta”. Però aggiunge, “purtroppo è scoppiata una gomma, cosa che può succedere ovunque, e ciò non può mettere in dubbio la nostra serietà e professionalità. E questo lo dico perché chi in questi giorni avesse letto la stampa si sarà fatto sicuramente un’idea sbagliata della nostra organizzazione. Noi – aggiunge – non siamo assolutamente borderline e siamo sempre molto attenti alla sicurezza dei nostri viaggiatori, i quali, mi piace dirlo, hanno mediamente un livello di preparazione, anche a livello culturale, più alto della media dei turisti”. In questo momento, dice ancora il direttore di Avventure nel Mondo, “abbiamo molte persone in Namibia, circa 40 gruppi, ciascuno formato da circa 10-12 persone, e quindi statisticamente è chiaro che la nostra organizzazione abbia più probabilità di essere coinvolta in incidenti, come quello di due giorni fa, purtroppo mortale”.

SEDICI I COMPONENTI PIEMONTESI DEL GRUPPO – Sono sedici i piemontesi che facevano parte della comitiva di venti italiani che, durante un viaggio in Namibia, è stato coinvolto in un incidente stradale costato la vita a una donna di Vercelli. Due sono lombardi e altri due provengono dalla Campania. Tutti hanno riportato delle ferite, ma solo otto sono stati trattenuti negli ospedali di Windhoek, la capitale del Paese, per essere sottoposti a intervento chirurgico: due sono al “Roman Catholic”, sei al “Mediclinic”.

Dei componenti della comitiva, sei sono di Torino, quattro di Vercelli – tra cui Rosa Ubezio, 66 anni, l’unica vittima – gli altri sei di Casale Monferrato (Alessandria) o della provincia di Novara. Sono amici e non è la prima volta che viaggiano insieme; quasi tutti sono ultracinquantenni e molti sono medici. Da Vercelli ci sono Roberto Bellini con la moglie Daniela, da Casale Monferrato Tiziana Barbano (la più giovane del gruppo), medico all’Asl cittadina, con Giuseppe D’Avanzo e la moglie, da Torino un ex primario di radiologia in pensione. “Una comitiva di persone bravissime e assai posate”. Così le descrive un loro amico, Valmer Buoso, di Vercelli, che in un primo tempo avrebbe dovuto unirsi al gruppo ma che ha dovuto rinunciare per altri impegni. “Naturalmente – dice – quando si viaggia come noi bisogna essere di animo giovane. Ma questo non significa essere imprudenti. E con ‘Avventure nel mondo’ (il tour operator, ndr) avevamo avuto già in passato ottime esperienze. Un incidente stradale può capitare ovunque”. Dalla Namibia, i piemontesi hanno informato i familiari con degli sms che, in un primo momento, tentavano di essere il più rassicuranti possibile: la morte di Rosa non veniva menzionata. Poi, però, la notizia è trapelata ugualmente. Rosa Ubezio aveva insegnato scienze e geografia all’Itis ‘Faccio’ di Vercelli fino al 2006 e i viaggi, per lei, erano una seconda natura. “Era innamorata della sua professione – racconta Buoso – e vedere il mondo le era servito anche per arricchire il bagaglio professionale”. Era stata in Tibet, in Israele e, con ‘Avventure nel mondo’, in Patagonia, in Bolivia e in Cile. La donna era impegnata nel sociale e nel volontariato, con l’Acli e la Soms di Villata (Vercelli). A Vercelli faceva parte degli “Amici della via Francigena”, associazione di persone (di cui era stata una delle prime iscritte) che amano percorrere a piedi i grandi itinerari storici e religiosi.

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