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Libia: ribelli, abbiamo circondato Gheddafi. Liberati con blitz giornalisti italiani

Libia: ribelli, circondato Gheddafi (Ansa)

I ribelli sostengono di aver circondato alcuni edifici, a Tripoli, all’interno dei quali presumono sia nascosto il leader libico Muammar Gheddafi con i suoi figli. La struttura si trova non lontano dal compound. “Loro sono assieme, in una piccola buca”, ha detto uno degli insorti coinvolti negli scontri.

Un centinaio di di ribelli, a bordo di pick-up e motorini, hanno lanciato a Tripoli l’assalto ad una roccaforte gheddafiana ad Abu Salim, nel parte sud-orientale della capitale. Lo ha constatato l’inviato dell’ANSA. I ribelli all’attacco provengono per lo più da Misurata. Il quartiere di Abu Salim è immediatamente a sud del compound di Muammar Gheddafi di Bab al-Aziziya espugnato l’altro ieri.

Una colonna di fumo su Tripoli: è quello che mostrano le immagini di Skynews. Secondo l’emittente é questo il risultato di un bombardamento della Nato sul quartiere di Abu Salim, dove si suppone sia nascosto il colonnello Muammar Gheddafi.

Sono stati liberati oggi i quattro giornalisti italiani sequestrati ieri mattina in Libia. Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera, Domenico Quirico de La Stampa e Claudio Monici di Avvenire stanno bene e si trovano all’Hotel Corinthia a Tripoli. E’ stato invece ucciso l’autista che li accompagnava. A quanto si apprende i quattro reporter sono stati liberati in seguito all’irruzione di due giovani nella casa privata a Tripoli in cui erano prigionieri, ha confermato Domenico Quirico de La stampa. “Ci hanno salvato due libici, due ragazzi a cui dobbiamo tutto”, ha detto Quirico dopo la liberazione. Erano lealisti, secondo il racconto dell’inviato del Corriere della Sera Giuseppe Sarcina: “Siamo stati liberati da lealisti, c’erano due gruppi differenti”, ha detto Sarcina, precisando a Skytg24 che “non erano soldati regolari, ma neanche civili. Erano miliziani”. “Sono vivo, vegeto e libero”: sono state le prime parole di Domenico Quirico che si è messo in contatto con la redazione della Stampa da Tripoli. “Adesso sto bene, fino a un’ora fa pensavo di essere morto”. Anche l’inviata del Corriere della sera, Elisabetta Rosaspina, ha parlato con il suo giornale, al direttore del quotidiano Ferruccio De Bortoli ha assicurato che stanno tutti bene. La giornalista “é apparsa tranquilla”, ha detto De Bortoli. “Il nostro primo pensiero va all’autista ucciso a sangue freddo dai sequestratori”, hanno detto poi i giornalisti appena liberati in un’intervista all’inviata del GR Rai in Libia. “Hanno picchiato e ucciso il nostro autista davanti a noi”, ha raccontato l’inviato dell’Avvenire Claudio Monici in un’intervista trasmessa da SkyTg24. “Era un amico. Non un amico da tanti anni. Un uomo buono”, ha detto Monici. “Parlava un misto di italiano e inglese. Lavoravamo spalla a spalla. Lui era spalla a spalla con me quando gli hanno sparato. L’ho visto pregare per la sua vita”. Esprimendosi poi in italiano, Monici ha continuato: “Io sto bene, penso alla famiglia e alle persone care dell’autista che per permetterci di fare il nostro mestiere di giornalista ha perso la vita”.

INVIATO STAMPA, SALVATI DA DUE RAGAZZI LIBICI – “Ci hanno salvato due libici, due ragazzi a cui dobbiamo tutto”. Lo ha detto l’inviato della Stampa Domenico Quirico dopo la liberazione. Lo si legge sul sito del quotidiano. (ANSA).

SPARI DAVANTI A HOTEL CORINTHIA A TRIPOLI – Intensi scambi di colpi di arma da fuoco sono in corso davanti all’Hotel Corinthia a Tripoli. Nello stesso albergo sono giunti oggi i quattro giornalisti italiani liberati in mattinata dopo essere stati sequestrati ieri nella capitale

 

LA RUSSA, NESSUN INTERVENTO DA TERRA ITALIANO O NATO – ”Non ci sara’ nessun intervento da terra in Libia dell’esercito italiano ne’ delle forze Nato”. A escluderlo categoricamente e’ stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, incontrando nella base del 37/0 stormo dell’Aeronautica di Trapani Birgi i militari italiani impegnati nella operazione ‘Unified protector’. Al termine della visita, durata circa un’ora e mezzo e che ha compreso anche un briefing con gli ufficiali della base, il ministro e’ ripartito con un aereo di stato

– CNT, SERVONO SUBITO 5 MLD DOLLARI PER DOPO-GHEDDAFI – Per far ripartire l’economia e risollevare le sorti della popolazione il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) ha chiesto aiuti urgenti per 5 miliardi di dollari attraverso lo scongelamento dei beni libici. Il doppio di quanto i ribelli avessero stimato in precedenza. La richiesta é stata avanzata da Aref Ali Nayed, rappresentante del Cnt, durante il vertice del Gruppo di contatto tenutosi ieri a Doha, nel Qatar. “Chiediamo lo sblocco di 5 miliardi di dollari di asset libici per cominciare a ricostruire il Paese. Ci saranno altre richieste in futuro, ma adesso abbiamo urgentemente bisogno di questi soldi per sorreggere l’economia”, ha detto il delegato del Cnt esprimendo l’auspicio che questa somma possa essere disponibile “per la fine del mese”. I direttori politici del Gruppo di contatto sulla Libia hanno in programma una riunione oggi ad Istanbul dove è atteso anche il presidente del Cnt, Mahmud Jibril, che arriverà direttamente dall’Italia, dove questa mattina ha in programma un incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ieri a Parigi aveva incontrato il presidente francese Nicolas Sarkozy.

 – GHEDDAFI IN GIRO PER TRIPOLI: “Vittoria o morte”, dice Gheddafi sostenendo che la ritirata da Bab al Aziziya, il compound finito ieri nelle mani dei ribelli, è stata una “mossa tattica”, sostiene Gheddafi. Il portavoce del governo parla subito dopo alla tv Al Arouba: sostiene di poter durare ancora “mesi o anni”. “I ribelli non avranno pace, se vengono qui”, aggiunge e minaccia di trasformare il paese in “fuoco, lava, e vulcani”. Si sente, in quest’ultima affermazione, un’eco alle parole del colonnello di qualche giorno fa, che ha minacciato di bruciare Tripoli. Intanto i ribelli hanno annunciato una taglia da 1,6 milioni di dollari sul rais: è questa la ricompensa, con l’amnistia, offerta a chiunque catturi o uccida Gheddafi. E’ caccia ai figli: In serata un manipolo di ribelli, tutti armati, ha perlustrato l’hotel Corinthia ‘stanza per stanza’, alla ricerca di Saadi, intercettando diversi giornalisti stranieri.

SI COMBATTE A TRIPOLI: Dopo una ennesima notte di bombardamenti, la capitale è stata attraversata da esplosioni violente anche oggi. Gli insorti hanno annunciato di voler marciare verso il carcere di Abu Salim, luogo simbolico dove nel 1996 furono uccisi 1300 oppositori del regime. Ieri sera il lancio da parte dei lealisti di diversi missili Scud da Sirte, città natale del rais, verso la roccaforte degli insorti di Misurata. Missili Grad sono caduti anche sulla capitale. I lealisti hanno attaccato o ovest di Tripoli la città di Ajelat con missili e carriarmati.

BBC, SCONTRI E LANCI RAZZI A 100 CHILOMETRI DA SIRTE – Violenti scontri tra i ribelli e le forze lealiste sono in corso da stamattina a un centinaio di chilometri da Sirte, citta’ natale di Muammar Gheddafi e ormai uno degli ultimi bastioni ancora in mano alle forze fedeli al colonnello. In mattinata un corrispondente della Bbc ha assistito sul posto a un lancio di razzi tra le due fazioni. Gia’ ieri i ribelli avevano riferito di avere incontrato una resistenza ”inattesa” nella loro avanzata verso Ovest per prendere Sirte

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