Nella foto a bordo campo come un addetto ai lavori Antonio Lo Russo, figlio del boss Salvatore capo dell'omonimo clan (Ansa)
Calcioscommesse: Legale Quadrini, Figc sapeva tutto
9 Giugno 2011
Bossi e Berlusconi (Ansa)
Verifica, premier alla Camera il 22/6
9 Giugno 2011
Mostra tutto

Italia ricorrerà all’Aja, Napolitano lesi accordi

Cesare Battisti (Ansa)

Cesare Battisti è libero. L’ex terrorista rosso ha lasciato il carcere di Papuda, nella periferia di Brasilia, poco dopo la mezzanotte ora locale (le 5:00 in Italia). 

All’uscita non ha rilasciato dichiarazioni, ma si è limitato ad un saluto con la mano prima di salire in macchina. Era vestito con pantaloni e camicia chiara e, secondo alcune fonti, trascorrerà la notte in un’abitazione di un quartiere residenziale di Brasilia.”Mi ha detto che ha scelto di vivere in Brasile, probabilmente per lavorare come scrittore, qui ha molti amici”, ha detto uno dei suoi avvocati, Luis Roberto Barroso, che ha incontrato Battisti pochi minuti prima della liberazione. Si è conclusa dunque l’annosa e sofferta vicenda del’ex terrorista, che la Corte Suprema brasiliana ha deciso di scarcerare con 6 voti contro 3 al termine di una seduta fiume a Brasilia, ricca di colpi di scena e di lunghi soliloqui. Alla fine la maggioranza dei giudici ha approvato incondizionatamente la decisione proferita dall’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva di non concedere l’estradizione in Italia dell’ex terrorista rosso, con una scelta fatta il 31 dicembre, ultimo giorno del suo mandato.

La sessione plenaria del Supremo Tribunale Federale (Stf) si é trasformata in una maratona durata quasi sette ore. Grande sorpresa all’inizio ha destato la proposta del giudice Marco Aurelio Mello, suffragata dal nuovo giudice Luis Fux, per una mozione avulsa che proponeva la ricusa della richiesta fatta dall’Italia di concedere l’estradizione, dal momento che il presidente Lula non aveva rispettato il trattato di collaborazione giuridica firmato a Roma dal Brasile. Hanno votato per il rifiuto dell’istanza italiana, offensiva nelle parole di molti della sovranità brasiliana, sei giudici contro tre, quelli stessi che hanno votato alla fine per la scarcerazione di Battisti. A questo punto i nove giudici si sono divisi in due fazioni: quelli che davano per già conclusa la seduta plenaria, dal momento che era stata annullata la ragione stessa della riunione del Stf, e quelli che volevano continuarla fino a che si decidesse col voto sulla questione dell’ estradizione e della liberazione di Battisti.

Il giudice relatore Gilmar Mendes ha prolungato per quasi due ore la sua dichiarazione di voto favorevole a che l’ex membro dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) venisse consegnato alle autorità italiane. Ma a nulla è valso il suo tentativo di convincere in extremis i giudici ancora titubanti della gravità delle accuse rivolte a Battisti in Italia, che gli hanno fruttato la condanna all’ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni 70. Guidati dal giudice Mello, la maggior parte dei giudici si è espressa per l’immediata scarcerazione di Battisti, da oltre quattro anni detenuto nel penitenziario della Papuda a Brasilia. Il presidente del Stf, Cezar Peluso, nonostante avesse votato contro la scarcerazione assieme a Mendes e alla giudice Ellen Gracie, ha a questo punto proclamato la liberazione di Battisti che dovrà avvenire nelle prossime ore. Il legale brasiliano Nabor Bulhoes, inoltre, conta di fare ricorso contro la decisione del Stf presso il Tribunale Internazionle dell’Aja.

NAPOLITANO, PIENO APPOGGIO A ISTANZE ITALIA Il capo dello Stato ”appoggia pienamente ogni passo che l’Italia vorra’ compiere avvalendosi di tutte le istanze giurisdizionali cui compete assicurare il pieno rispetto delle convenzioni internazionali”. Lo afferma la nota di Giorgio Napolitano sulla mancata estradizione di Cesare Battisti dal Brasile.NAPOLITANO, DECISIONE LEDE ACCORDI E AMICIZIA ”La pronuncia con cui il Tribunale Supremo del Brasile – si legge nella nota del Quirinale – ha confermato la precedente decisione del Presidente Luiz Inacio Lula da Silva di negare l’estradizione di Cesare Battisti, assume un significato gravemente lesivo del rispetto dovuto sia agli accordi sottoscritti in materia tra l’Italia e il Brasile sia alle ragioni della lotta contro il terrorismo condotta in Italia, in difesa delle liberta’ e istituzioni democratiche, nella rigorosa osservanza delle regole dello Stato di diritto”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, deplora la decisione, che contrasta con gli storici rapporti di consanguineita’ e amicizia tra i due paesi, e rinnova l’espressione della sua vicinanza e solidarieta’ ai famigliari delle vittime degli orrendi delitti commessi da Cesare Battisti. Egli – conclude la nota – appoggia pienamente ogni passo che l’Italia vorra’ compiere avvalendosi di tutte le istanze giurisdizionali cui compete assicurare il pieno rispetto delle convenzioni internazionali”.

FRATTINI, PROFONDO RAMMARICO – Il ministro degli Esteri Franco Frattini “prende atto con profondo rammarico” della decisione con la quale il Supremo Tribunale Federale del Brasile ha convalidato il no all’estradizione in Italia di Cesare Battisti permettendone la scarcerazione. Lo si legge in un comunicato della Farnesina. “Pur rispettando la decisione del massimo organo giurisdizionale brasiliano – si legge nel testo -, il ministro Frattini ribadisce il convincimento del governo italiano, condiviso da tutte le forze politiche e dall’opinione pubblica, in merito alla fondatezza della richiesta di estradizione”. “Non posso non rilevare – afferma Frattini nel comunicato – come la decisione odierna del massimo organo giudiziario brasiliano, oltre ad offendere il diritto alla giustizia per le vittime dei crimini di Battisti, appaia contraria agli obblighi sanciti dagli accordi internazionali che legano i due Paesi, peraltro accomunati da profondi e antichi legami di amicizia e consanguineità”. “Da parte italiana – prosegue il testo – si intende attivare immediatamente ogni ulteriore possibile meccanismo di tutela giurisdizionale presso le competenti Istituzioni multilaterali, e in particolare presso la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, per perseguire la revisione di una decisione che non si ritiene coerente con i principi generali del diritto e con gli obblighi previsti dal diritto internazionale”.

BERLUSCONI, RAMMARICO MA CONTINUEREMO AZIONE – Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha appreso con vivo rammarico dell’ultima pronuncia del Tribunale Supremo Federale del Brasile che conferma il diniego all’estradizione di Cesare Battisti. La decisione, si legge in una nota di Palazzo Chigi, non tiene conto delle legittime aspettative di giustizia del popolo italiano ed in particolare dei familiari delle vittime di Battisti. L’Italia, pur rispettando la volontà del Tribunale Supremo Federale, continuerà la sua azione e attiverà le opportune istanze giurisdizionali per assicurare il rispetto degli accordi internazionali che vincolano due Paesi accomunati da legami storici di amicizia e solidarietà.

ITALIA PRONTA A RIVOLGERSI A CORTE AJA – Dopo il no del Supremo Tribunale Federale del Brasile alla richiesta di estradizione per Cesare Battisti, l’Italia “intende attivare immediatamente – si legge in un comunicato della Farnesina – ogni ulteriore possibile meccanismo di tutela giurisdizionale presso le competenti Istituzioni multilaterali, e in particolare presso la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, per perseguire la revisione di una decisione che non si ritiene coerente con i principi generali del diritto e con gli obblighi previsti dal diritto internazionale”.

SCHIFANI, PROFONDA DELUSIONE E TRISTEZZA – “Profonda delusione e tristezza”. Così il Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito alla decisione delle autorità brasiliane che non hanno concesso l’estradizione a Cesare Battisti. “Il verdetto del Tribunale Supremo Federale del Brasile – scrive in una nota – non permette di rendere giustizia alle famiglie delle vittime del terrorismo. Una decisione che, per ora, cancella la richiesta di giustizia che proviene dal nostro Paese. Si tratta di una brutta pagina che non vorremmo fosse mai stata scritta”.

FINI, SCONCERTO E AMAREZZA, GOVERNO INSISTA – “Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha appreso con sconcerto e amarezza la decisione del Tribunale Supremo Federale del Brasile di negare l’estradizione del pluriomicida Cesare Battisti e di porlo in libertà”: è quanto si legge in una nota della presidenza della Camera, nella quale si auspica che il governo insista nella sua azione per assicurare l’ex terrorista alla giustizia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *