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Italia-Israele: Berlusconi, sempre difeso Israele Netanyahu critica risoluzione Onu Anp

Vertice Italia- Israele (Ansa)

L’Italia ha sempre difeso ”la causa di Israele in ogni sede internazionale” e in particolare al Consiglio europeo. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa a Villa Madama riferendo del ”grande apprezzamento” riferitogli dal primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.

NETANYAHU, RISOLUZIONE ONU ANP ALLONTANEREBBE PACE – ”Una risoluzione dell’Onu” in settembre che imporrebbe la nascita di uno Stato palestinese cosi’ come paventato dal presidente palestinese Abu Mazen ”potrebbe solo far indietreggiare la pace e allontanare la prospettiva dei negoziati”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu nella conferenza stampa a Villa Madama con il premier Silvio Berlusconi.

NETANYAHU, CON SEI PAROLE ABU MAZEN PUO’ CAMBIARE MONDO – “Ho chiesto ad Abu Mazen di rivolgersi al suo popolo, per amore della pace, e dire: ‘accettero’ lo Stato ebraico di Israelé. Se dice queste sei parole, cambieremo il mondo”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu alla conferenza stampa con Berlusconi a Villa Madama ribadendo che “la radice del conflitto è sempre stata e sarà sempre” il rifiuto dei palestinesi di riconoscere lo Stato di Israele.

NETANYAHU A BERLUSCONI, NON ESISTE MIGLIOR AMICO DI TE – “grazie per aver sempre avuto una posizione chiara su Israele, per il vostro sostegno e grazie presidente perché non esiste un amico migliore di te”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in una conferenza stampa a villa Madama. “Spero di continuare a lavorare con te in futuro”, ha detto il premier israeliano a Berlusconi. “Ti ringrazio a nome del popolo israeliano: non esiste amico migliore di te”, ha aggiunto Netanyahu dicendosi grato a Berlusconi per “tutte le posizioni chiare che hai adottato e tutto l’appoggio che ci hai dato”.

PER NETANYHAU A ROMA NODO VOTO ANP A ONU – Un intervento del governo per scoraggiare la partecipazione italiana alla flottiglia di attivisti che intende tornare a sfidare il blocco navale della Striscia di Gaza; e la conferma dell’impegno di Roma a votare contro l’attesa richiesta ”unilaterale” di riconoscimento dello Stato palestinese all’Onu, a settembre, entro i confini del 1967. Sono questi due degli obiettivi chiave del premier israeliano, Benyamin Netanyahu. Accompagnato a Roma da ben nove ministri, Netanyahu cogliera’ senz’altro l’occasione per confermare – in un momento di crescenti timori d’isolamento per il suo Paese – il contesto di rapporti privilegiati con l’Italia. Come testimonia il formato ampio del vertice, analogo a quello che a livello europeo Israele vanta solo con Germania e Polonia. ”L’atteggiamento dell’Italia verso Israele e’ molto positivo.

Il premier Netanyahu e i suoi ministri possono attendersi un’accoglienza calorosa”, ha dichiarato alla vigilia al quotidiano Haaretz l’ambasciatore israeliano a Roma, Gideon Meir, sottolineando come ciascuno dei ministri abbia in agenda incontri con il proprio omologo italiano in previsione della firma di ”almeno nove” accordi bilaterali di settore. Secondo Meir, fra i due Paesi le relazioni sono del resto oggi decisamente ”strette”, anche se ”cio’ non significa che non ci siano divergenze” su cui ”lavorare insieme”. Su quella che per la diplomazia israeliana sembra essere in questo momento la questione piu’ impellente – ossia il sempre piu’ probabile ricorso dei palestinesi a settembre all’Onu (di fronte allo stallo del processo di pace e all’insuccesso degli sforzi di mediazione negoziale americani) per il riconoscimento di un loro Stato indipendente – l’ambasciatore si e’ mostrato tuttavia piu’ che certo dell’atteggiamento italiano.

E ha notato come sia il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sia il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sia il capo dello Stato, Giorgio Napolitano si siano espressi con chiarezza in proposito. ”La posizione (di Berlusconi e del vertice politico italiano) – ha affermato Meir – e’ molto netta: sicuramente favorevole alla costituzione di uno Stato palestinese accanto a uno Stato ebraico”, ma a condizione che tale Stato ”scaturisca solo dal negoziato” con Israele. Una posizione che sembra offrire dunque ampie garanzie a Netanyahu.

Quanto alla nuova flottiglia – in partenza a fine giugno secondo i piani, a poco piu’ di un anno dall’epilogo sanguinoso dell’abbordaggio israeliano al traghetto turco Mavi Marmara – l’ambasciatore ha preferito glissare. Ma per la stampa anche questo sara’ fra gli argomenti del summit romano, pur nella consapevolezza che il governo Berlusconi non possa intervenire d’autorita’ sulle iniziative di movimenti e soggetti privati. Nell’intervista a Haaretz, Meir non ha mancato infine di lodare l’esecutivo italiano e le autorita’ locali per non aver ceduto alle pressioni di quanti chiedevano di spostare altrove la rassegna ‘Unexpected Israel’, inaugurata oggi a Milano in Piazza del Duomo. Un evento volto a promuovere l’immagine – non solo turistica – d’Israele e che, a dispetto dell’allerta contestazioni, sara’ visitata dallo stesso Netanyahu a conclusione del vertice di Roma.

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