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Gheddafi invia emissari, aerei al Cairo e Bruxelles

L'Italia è pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioni attualmente all'esame delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea edell'Alleanza Atlantica.

L’Italia è pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioni attualmente all’esame delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea edell’Alleanza Atlantica.

 E’ la decisione presa dal Consigliosuperiore della Difesa. Tre aerei del rais Gheddafi sono decollati da Tripoli. Il primo, diretto in Egitto, e’ atterrato:a bordo un emissario del Colonnello. Gli altri due hanno fattoscalo in Italia, a Fiumicino e Linate, diretti a Bruxelles. Abordo viaggerebbero due uomini incaricati dal rais dipartecipare a riunioni Ue e Nato. L’aeroporto di Tripoli e’ gia’da alcune ore chiuso al traffico aereo. Violenti scontri sono incorso a Ben Jawad tra l’esercito di Gheddafi e gli oppositori. A Ras Lanuf colpiti i serbatoi di stoccaggio del greggio nelterminale petrolifero di Es Sider.

DUE AEREI DI GHEDDAFI  DIRETTI BRUXELLES – Due aerei appartenenti al leader colonnello libico Muammar Gheddafi decollati stamani da Tripoli hanno fatto scalo in Italia, uno a Roma e l’altro a Milano Linate, diretti a Bruxelles. Lo hanno riferito fonti militari maltesi. Secondo le fonti, a bordo dei due aerei viaggerebbero due emissari del colonnello (uno dei quali sarebbe il vice-ministro della Difesa) che dovrebbero partecipare a riunioni dell’Ue e della Nato a Bruxelles. Le fonti hanno precisato che gli emissari potrebbero essere latori di messaggi di Gheddafi per i vertici dell’Unione europea e dell’Alleanza atlantica. Stamani la tv Al Jazira aveva dato notizia del decollo di tre aerei appartenenti a Gheddafi da Tripoli. Uno è atterrato al Cairo, secondo fonti aeroportuali della capitale egiziana.

AEREO CON EMISSARIO GHEDDAFI AL CAIRO – Un aereo libico con a bordo un emissario del colonnello Muammar Gheddafi è atterrato al Cairo. A bordo, riferiscono le fonti aeroportuali, il generale Abdel Rahman Ben Ali El Said Al Sawi, responsabile delle forniture militari, che porta con sé un messaggio del colonnello libico al capo del consiglio supremo delle forze armate egiziano, Hussein Tantawi.


ITALIA DARA’CONTRIBUTO SU DECISIONI UE-NATO-ONU – L’Italia è pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioni attualmente all’esame delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica. E’ quanto si legge nel comunicato finale della riunione del Consiglio supremo di difesa tenutosi stamane al Quirinale.

Il Consiglio, si legge nella nota diffusa dal Quirinale, “ha esaminato la situazione venutasi a creare a seguito dei rivolgimenti popolari verificatisi in numerosi Paesi dell’Africa e del Medio-Oriente allargato, con particolare attenzione agli eventi che hanno interessato la sponda Sud del Mediterraneo. In tale quadro, per quel che concerne specificamente la crisi libica, sono state valutate le misure adottate e quelle in approntamento per il soccorso dei profughi e la loro evacuazione”. “Sono state altresì discusse – prosegue la nota – le predisposizioni attivate, sul territorio nazionale e nella regione interessata, per far fronte ai prevedibili sviluppi della crisi ed agli eventuali rischi che ne potrebbero derivare”.

AEROPORTO TRIPOLI CHIUSO A TRAFFICO AEREO  – L’aeroporto internazionale di Tripoli è chiuso da alcune ore al traffico aereo. Al momento, tutti i voli previsti sono stati cancellati e non é possibile acquistare biglietti con nessuna compagnia aerea.

ARABIA SAUDITA SMENTISCE COINVOLGIMENTO RIVOLTA – L’Arabia Saudita non partecipa in alcun modo all’azione dei ribelli libici contro il regime di Muammar Gheddafi: lo ha affermato oggi il ministro degli esteri di Riad, Saud al Faysal, in una conferenza stampa diffusa in diretta tv.

“Non interferiamo nelle vicende interne degli altri Paesi, così come non permettiamo che nessuno interferisca nei nostri affari”, ha detto Faysal. Nei giorni scorsi la stampa britannica aveva riferito di un piano americano per sostenere i rivoltosi libici usando armi e munizioni provenienti dall’Arabia Saudita. In cambio, secondo l’autorevole giornale di Londra, Washington avrebbe promesso a Riad di non schierarsi a fianco delle proteste anti-governative indette nei prossimi giorni nel regno petrolifero del Golfo sulla scia delle rivolte in corso in molti Paesi arabi.

GHEDDAFI, COMPLOTTO COLONIALISTA OCCIDENTE   – Il leader libico Muammar Gheddafi ha accusato gli occidentali, in particolare la Francia, di condurre un “complotto colonialista” contro il suo paese. Gheddafi ha parlato in una intervista diffusa stamani dalla tv francese LCI.
A una domanda sulle posizioni dei paesi occidentali, ed in particolare della Francia, che hanno dato il loro sostegno agli insorti, Gheddafi ha risposto: “Vogliono colonizzare la Libia di nuovo. E’ un complotto colonialista”. Quando il giornalista gli ha chiesto se prevede di adottare delle “misure di rappresaglia contro la Francia, il leader libico si è limitato a rispondere “si vedrà”, dicendosi fiducioso su future “visite” in Europa una volta che “tutto questo sarà finito”.

I ribelli che lottano contro il governo hanno ricevuto il lavaggio del cervello da parte di Al Qaida. Lo ha detto il leader libico Muammar Gheddafi tornando a parlare alla televisione di stato, secondo quanto riferisce Al Jazira.

“Se al Qaida riuscirà a impadronirsi della Libia, l’intera regione fino ad Israele sarà preda del caos” ha detto poi Gheddafi alla tv turca TRT, che l’ha trasmessa questa mattina. “La comunità internazionale ha cominciato a comprendere ora che siamo noi ad impedire a Osama bin Laden di prendere il controllo della Libia e dell’Africa”, ha aggiunto Gheddafi, che parlava in arabo ed era sottotitolato in turco.

Il popolo libico prenderà le armi se le potenze occidentali imporranno la no fly zone sulla Libia.  Ha affermato il Colonnello.

FONTI, ZAWIYA VICINA A CAPITOLAZIONE,RESISTE MISURATA  – Potrebbe essere vicina alla capitolazione Zawiya, la città libica occidentale dove le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno intensificato nelle ultime ore l’offensiva sui ribelli, mentre a Misurata le forze governative avanzano, ma i ribelli oppongono una forte resistenza. Lo dicono fonti interpellate a Tripoli. Le fonti parlano dell’ingresso a Zawiya di una cinquantina di carri armati e di pesanti combattimenti, ma dicono che pur essendoci ancora rivoltosi in città, questi tendono a nascondersi. Fonti sentite a Tripoli parlano di una resistenza tenace dei ribelli a Misurata. Secondo il governo libico, fra i ribelli a Misurata vi sono elementi algerini e tunisini di Al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi).

BIDEN OGGI A MOSCA, ANCHE LIBIA IN AGENDA  – La no-fly zone per la Libia e lo stato delle relazioni fra Russia e Stati Uniti in campo militare e economico: assieme alla candidatura della Russia ad un ingresso nel Wto, sono questi – secondo fonti ufficiali rilanciate dalle agenzie russe – i temi che vengono affrontati fra oggi e domani dal vicepresidente americano Joe Biden in visita a Mosca. Anche se l’agenda ha connotati soprattutto bilateali, tema d’attualità è la crisi libica in cui Mosca rimane contraria alla cosiddetta “opzione militare” per tutelare gli insorti dai raid del colonnello Muammar Gheddafi: Washington, assieme a Francia e Gran Bretagna, preme all’Onu per una no-fly zone sui cieli della Libia e spera di ottenere un via libera (o almeno un’astensione) di Russia e Cina grazie alle pressioni del mondo arabo. La tappa moscovita del viaggio di Biden, che ieri era in Finlandia e venerdì andrà in Moldavia, è considerata preparatoria di una seconda visita del presidente americano Barack Obama in Russia dopo quella compiuta alla vigilia del G8 dell’Aquila del luglio 2009. Il numero due della casa Bianca incontrerà stasera il presidente russo Dmitri Medvedev e, domani, il premier Vladimir Putin, protagonisti assieme ad Obama di un “nuovo inizio” (reset) delle relazioni fra i due paesi impostato due anni fa dopo decenni di attriti soprattutto sulla difesa missilistica. A coniare il termine reset, peraltro, era stato proprio Biden alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza del 2008.

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