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La Clinton nuovo segretario di Stato Usa?

Si riaffaccia all'orizzonte il Dream Team Obama-Hillary. Un incontro a Chicago ieri sera tra l'ex First Lady e il presidente eletto degli Stati Uniti ha catapultato la senatrice in vetta alla lista dei candidati a guidare la diplomazia americana. Sono state alcune fonti anonime dello staff di Obama, già giovedì sera, a far girare il nome della Clinton come possibile successore di Condoleezza Rice, proprio nelle ore in cui l'ex avversaria di Obama per la nomination dei democratici era a Chicago a incontrare in segreto (o quasi) il successore di George W.Bush e il futuro capo dello staff presidenziale Rahm Emanuel.

Si riaffaccia all’orizzonte il Dream Team Obama-Hillary. Un incontro a Chicago ieri sera tra l’ex First Lady e il presidente eletto degli Stati Uniti ha catapultato la senatrice in vetta alla lista dei candidati a guidare la diplomazia americana. Sono state alcune fonti anonime dello staff di Obama, già giovedì sera, a far girare il nome della Clinton come possibile successore di Condoleezza Rice, proprio nelle ore in cui l’ex avversaria di Obama per la nomination dei democratici era a Chicago a incontrare in segreto (o quasi) il successore di George W.Bush e il futuro capo dello staff presidenziale Rahm Emanuel.


Oggi la Cnn ha riferito che nell’incontro di ieri sera a Chicago il futuro presidente degli Stati Uniti ha chiesto alla senatrice se sarebbe interessata a ricoprire l’incarico di segretario di Stato. “C’è stata una seria discussione per appurare se Hillary Clinton accetterebbe l’incarico se le fosse offerto”, hanno detto alla Cnn fonti del partito democratico senza riferire la risposta della ex First Lady. Nessuna conferma è arrivata dal presidente eletto o dalla senatrice riguardo i contenuti del colloquio. Ma l’ipotesi che Hillary divenga il volto dell’amministrazione Obama nel mondo, circolata peraltro alla vigilia dell’apertura del vertice del G20 a Washington, ha innescato di nuovo la frenesia mediatica che in estate aveva accompagnato le voci di una scelta della Clinton come vice di Obama (che non si è poi concretizzata: le è stato preferito Joe Biden). La senatrice ha eluso con ironia le domande, comparendo a un evento pubblico ad Albany, la capitale dello Stato di New York, dedicato al tema dei trasporti. “Sono molto felice che ci sia così tanta attenzione sui trasporti…”, ha scherzato la Clinton con i giornalisti. “Nel caso invece che siate qui per qualche altra ragione, dico solo che non farò speculazioni né intendo affrontare alcun discorso sull’amministrazione del presidente eletto”.

La Clinton è salita al primo posto in una lista, quella dei candidati alla successione di Condoleezza Rice, che è ricca di nomi importanti. Prima che spuntasse l’ipotesi dell’ex First Lady, le chance maggiori venivano assegnate all’ex candidato presidente John Kerry, al governatore del New Mexico Bill Richardson (che da ispanico gode dell’appoggio dell’influente comunità dei ‘latinos’) e all’ex ambasciatore all’Onu Richard Holbrooke.

Il ritorno in scena di Hillary aggiunge un ulteriore tocco a un trend in corso nella preparazione dell’amministrazione Obama: la ricostituzione del gruppo dei clintoniani a Washington. Secondo calcoli della rivista The Politico, tra membri dello staff della transizione e nomine vere e proprie, fino a ora il presidente eletto ha affidato incarichi a 47 persone, di cui 31 risultano aver avuto legami con l’amministrazione Clinton negli anni Novanta. Una realtà che gli stessi capi di Stato e di governo a Washington per il G20 possono toccare con mano questo fine settimana: Obama resterà a Chicago, lontano dalla capitale, ma a rappresentarlo ci sarà l’ex segretario di Stato Madeleine Albright, uno dei personaggi-chiave dell’era Clinton.

Hillary a parte, nella Chicago ormai salita al rango di vice capitale d’America Obama lavora a pieno ritmo a mettere insieme la squadra, restando lontano dai riflettori almeno fino a domenica, quando la Cbs trasmetterà la prima intervista a lui e alla moglie Michelle dopo l’elezione. Nel toto nomine sale il nome di Jon Corzine, governatore del New Jersey, tra i candidati a uno dei posti più importanti e attesi nell’amministrazione, quello di ministro del Tesoro. Un qualche ruolo a sorpresa – ma difficilmente di governo – potrebbe toccare oltre alla Clinton a un altro ex avversario elettorale di Obama, il senatore repubblicano John McCain. Il presidente eletto lo ha invitato lunedì a Chicago, per parlare – ha detto una portavoce – della loro “convinzione condivisa che gli americani meritano un governo più efficace ed efficiente”. Obama e McCain, anticipa lo staff del futuro presidente, “discuteranno come lavorare insieme per far avverare questo obiettivo”.

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