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Un mondo più social: lo dicono i numeri

 
Siamo diventati tutti più social. È questo dato a emergere dal report Global Digital 2018, indagine condotta da We are Social, la piattaforma di social media management più diffusa al mondo. Gli utenti attivi sono più di 3 miliardi nei 239 Paesi e, grazie all’evoluzione continua del mobile, più di 250 milioni di persone si sono connesse a Internet nel 2017. Solo in Italia 34 milioni di persone operano su un social media e trascorrono almeno due ore al giorno navigando su uno di questi.  Smartphone sofisticati e connessione a Internet sempre più accessibile sono ormai strumento e garanzia di successo delle community virtuali. Ma social e socialità sono diventati quasi un esempio di paronomasia, perché hanno mantenuto soltanto un suono similare mentre hanno acquistato un significato differente. 
 
Il mondo della connessione alla rete ha abdicato all’interazione fisica con gli altri, quella che include l’incontro, il confronto, la condivisione di attività, giochi e interessi. Ci sembrano più lontani i tempi in cui i bambini crescevano nei cortili sui pattini e con il pallone tra i piedi, a suon di spinte, ginocchia graffiate e qualche marachella da farsi perdonare. I millennials, come vengono definite le nuove generazioni, si sono rintanati dietro lo schermo di uno smartphone o di un computer, tra PlayStation e canali YouTube. Hanno migliorato competenze tecniche e abilità perdendo però il valore dei contatti umani e le occasioni di incontro. Quella che oggi intendiamo per “socialità multimediale” fa leva sull’approvazione e il riconoscimento in un potenziale gruppo di utenti che commenta, divora contenuti e clicca centinaia di volte al giorno. Superati i concetti di privacy, senso del pudore, intimità e discrezione, siamo diventati tutti attori sul palcoscenico della rete all’apparenza sfavillante, pronti a recitare il ruolo che altri si aspettano o peggio ci cuciono addosso. 
 
Questi i presupposti alla base del successo dei social network, e se Facebook ad esempio ha segnato un calo dei propri utenti in alcuni Paesi come in Nord America dove è sceso a 184 milioni, a livello globale con i suoi quasi 2,1 miliardi di iscritti continua tuttavia a dominare lo scenario mondale. Seguono Instagram che ha triplicato i seguaci con 800 milioni nel mondo e WhatsApp e Facebook Messenger tra le app di messaggistica a detenere il primato assoluto. Non è difficile immaginare in un futuro neanche troppo lontano che cosa ci riserverà la rete e quali nuove piattaforme sono destinate ancora a spopolare. Forse nasceranno nuovi social che entreranno nelle case a spiarci e monitorare le nostre vite. Mentre chi vive dall’altra parte del mondo accorcerà sempre più le distanze comunicative, o almeno ci darà questa impressione. Spetterà sempre a noi delimitare i confini tra vita reale, simulazione, realtà virtuale e percezione fittizia. 
 
Marita Langella

 

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