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La prova costume al tempo dei social

“Non toglietemi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care”. Così scriveva Anna Magnani sugli anni che passano e sul rapporto con il proprio corpo. Oggi recenti studi presentano invece un quadro ribaltato, nel tempo in cui l’immagine è garanzia di un successo reinventato dai social network.

Perfezione fisica e canoni estetici standardizzati sono la cifra distintiva del successo di Instagram o Facebook. L’esistenza ha valore se condotta sulla scorta della desiderabilità sociale. Azioni finalizzate a quello che gli altri si aspettano o credono di noi e non a ciò che siamo.

In quest’ottica di estetizzazione non c’è spazio per smagliature, leggere rotondità, taglie comode e fisici rilassati, almeno non per i moderni influencer. Assistiamo ad un bombardamento social costante di corpi perfetti, abbronzature impeccabili, abiti succinti dai quali intravedere addominali scolpiti e glutei tonici. 

Il National Center for Biotechnology Information parla di ansia generata da un’identità sociale fondata sulla forma fisica, dall’approvazione di una comunità che si riconosce nel corpo come veicolo privilegiato per affermarsi. L’estate appena iniziata poi conduce a inevitabili appetiti. Propositi di viaggi verso mete lontane, divertimenti facili, tormentoni musicali, ma anche l’appuntamento immancabile con la prova costume.

Un sondaggio di In a Bottle condotto su circa 1.300 italiani tra i 20 e i 55 anni, rivela che il 54% di essi si sente impreparato a scoprirsi, e questo è alla base di stati di insoddisfazione e scarsa autostima. Pur di mettersi in forma si ricorre a diete estreme improvvisate, trattamenti di ogni genere, integratori e cicli di allenamento in palestra.

Per il 35% del campione intervistato l’obbiettivo è fare bella figura con gli altri, contro il 28% che punta a stare bene con se stesso. Perché, come spiega il professor Carlo Galimberti, psicologo sociale della comunicazione presso l’Università Cattolica di  Milano, il segreto per la salute psicofisica deve passare attraverso la psicologia positiva. Ossia ricercare attività che diano piacere e si sposino con un complesso di valori acquisiti, ma che non vengano praticate come obblighi. 

Recuperare ognuno una dimensione legata al benessere è un atto indispensabile a cui nessun ritocco chirurgico o di photoshop fotografico potrà mai sopperire. Un complesso di comportamenti da seguire senza esasperazioni, che includano alimentazione sana, attività fisica e giusta idratazione quotidiana. Senza dimenticare di prendersi cura della mente. Perché anche quella ha bisogno di allenamento, cibo e sostanza. 

Marita Langella

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