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Come cambiano le abitudini alimentari degli italiani

Nello scontro tutto ideologico tra vegani e carnivori, un altro punto è stato segnato. Modaioli e in controtendenza, ma anche alla ricerca di modelli alimentari di riferimento, gli italiani si attestano un popolo che guardano al cibo come sinonimo di salute e benessere. Ed ogni anno arrivano puntuali ricerche di mercato e statistiche a presentare un quadro inequivocabile della fiducia attestata verso il Made in Italy e le eccellenze della filiera nostrana. Il modello proteico carnivoro  rimane una fonte di sostentamento primaria, nonostante regimi vegetariani alternativi abbiano contrapposto da tempo le due “scuole di pensiero” . Soia, tofu, seitan e mopur solo per citarne alcuni, hanno decretato il successo di un’alimentazione alternativa che attinge dalle proteine vegetali per il suo apporto nutrizionale. I dati di Unaitalia, associazione di riferimento del settore avicolo, invece raccontano di una crescita del 24% di carni bianche negli ultimi cinque anni, con un consumo pro capite di 21 kg nel 2017. La leggerezza di pollo e tacchino e i costi accessibili di un prodotto interamente allevato nel nostro Paese, sono alla base di questo successo. Qualità  è anche sinonimo di controlli certificati che virano sempre piu verso processi biologici, come la razionalizzazione dell’uso di farmaci sugli animali, e le tecniche usate per garantire il loro benessere.

Il fatturato delle carni avicole è salito lo scorso anno a 5850 milioni di euro, in crescita rispetto agli anni precedenti, ma ci sono altri alimenti che mantengono il primato sulle tavole dei consumatori. Legumi e uova di cui se ne consumano 215 l’anno a testa per un totale di 34 milioni, due cibi dalle indiscusse proprietà nutritive, vanno a completare il quadro delle abitudini cibiche degli italiani. Lasciando per il momento da parte la questione etica del consumo di carne e derivati che accende il dibattito pubblico, più in generale la riflessione da fare è di carattere qualitativo per il nostro paese. L’Italia è il sesto Paese produttore che incentiva sempre piu l’esportazione dei suo prodotti a livello mondiale. Made in Italy continua ad essere garanzia di qualità, diversità e marchio di fabbrica inequivocabile per le numerose realtà  produttive nazionali che hanno bisogno di essere supportate e valorizzate.

 Marita Langella

 

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