martedì, Marzo 5, 2024
HomeAttualitàConfcooperative: lotta a 30% spreco alimentare in fase produzione

Confcooperative: lotta a 30% spreco alimentare in fase produzione

Date:

Articoli correlati

Ue, cosa prevede l’accordo in trilogo sul regolamento imballaggi

Accolte eccezioni su obiettivi riuso, restano divieti plastica monouso Bruxelles,...

Calcio, Sarri: “Niente è impossibile, serve coraggio”

Domani Bayern-Lazio, ritorno degli ottavi di Champions Roma, 4 mar....

Regolamento sugli imballaggi, c’è l’accordo tra le istituzioni Ue

Concluso il negoziato iniziato stamattina, a breve i dettagli Bruxelles,...

Cresce sensibilità dei consumatori

Roma, 5 feb. (askanews) – Il 30% dello spreco alimentare si combatte già in fase di produzione. La cooperazione agroalimentare, che porta sulle tavole 1 prodotto su 4, è un modello virtuoso per ridurre gli sprechi e dalle cooperative arriva un contributo importante per invertire il trend che vede a livello mondiale il 14% del cibo perso prima della commercializzazione mentre il 17%, pari a 931 milioni di tonnellate, viene sprecato dai consumatori e retail. In termini economici vengono bruciati 400 miliardi di dollari in cibo non consumato.

Così Confcooperative – Fedagripesca in occasione della giornata nazionale della prevenzione dello spreco alimentare che si celebra il 5 febbraio.

Dalle cooperative tanti gli esempi virtuosi nel segno della sostenibilità. Per frutta e la verdura che non trovano sbocchi nella vendita del fresco si punta sull’impiego industriale per realizzare, per esempio, succhi e conserve. Nel segno della solidarietà le tantissime collaborazioni delle cooperative agroalimentari con enti no profit per donare a chi ne ha bisogno i prodotti agroalimentari che non hanno sbocco commerciale. Solo lo scorso anno le cooperative aderenti a Confcooperative hanno donato 14.000 tonnellate di prodotti agroalimentari e oltre 1 milioni di pasti caldi ad associazioni come Banco Alimentare, Croce Rossa e ad altri enti no profit.

Ma lo spreco si combatte anche educando il consumatore. È il caso di alcune cooperative che hanno deciso di puntare sulla valorizzazione di parti meno nobili dei prodotti come quelle di carni e salumi, grazie alla collaborazione con enti locali o ristoranti. E così alimenti che sarebbero destinati a finire nei rifiuti vengono trasformati in vere e proprie risorse con corsi che insegnano come cucinare quelli che solo in apparenza possono essere trattati come scarti alimentari domestici.

Ultimi pubblicati