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Auto elettriche, allarme costruttori Ue su mancanza punti ricarica

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Acea stima che ne servirebbero 8 volte quelli attuali per il 2030

Roma, 29 apr. (askanews) – L’Associazione delle case automobilistiche europee lancia un allarme sulla mancanza di sufficienti punti di ricarica per le auto elettriche.

Con un comunicato, la European Automobile Manufacturers’ Association (Acea) rileva che dal 2017 al 2023 anni la crescita di vendite di auto elettriche ha oltrepassato di tre volte il numero di nuovi punti di ricarica approntati. E che per centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, che l’Ue asserisce di voler raggiungere con l’elettrificazione dell’autotrasporto per il 2030, servirebbero 8 volte i punti di ricarica attualmente disponibili.

Il tutto in un quadro in cui da mesi sono aumentati gli scetticismi su questo segmento, particolare sulla effettiva capacità di sostituire il parco auto esistente con veicoli elettrici, sia per le loro caratteristiche, sia per il fatto che questa produzione andrebbe a beneficiare soprattutto a produttori esteri, sia e anche per l’effettiva utilizzabilità di questi sistemi rispetto alla disponibilità di punti di ricarica, che peraltro non sempre risultano efficacemente funzionanti.

L’associazione riporta che complessivamente nella Ue finora sono stati installati 630.000 punti di ricarica per veicoli elettrici e che secondo la Commissione Ue ne servirebbero 3,5 milioni entro il 2023. Invece secondo l’Acea ne servirebbero 8,8 milioni, che significherebbe installarne 1,2 milioni all’anno, o 22.000 a settimana, ovvero otto volte i livelli registrati lo scorso anno: nel 2023 ne sono stati installati 150.000, circa 3.000 a settimana.

“Punti di ricarica accessibili pubblici non sono qualcosa che fa semplicemente piacere avere ma una condizione essenziale se si vuole decarbonizzare il trasporto su strada”, afferma la direttrice dell’Acea, Sigrid de Vries.

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