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Vino, Crea: studi del Centro viticoltura e enologia compiono 150 anni

Nel 1872 nasceva infatti la Regia Stazione enologica di Asti

Milano, 25 nov. (askanews) – “Il Centro viticoltura ed enologia rappresenta l’eredità scientifica della Regia Stazione Enologica Sperimentale di Asti, istituita da Re Vittorio Emanuele II nel 1872. L’evoluzione delle sue ricerche rispecchia quella stessa del vino italiano. I recenti studi sugli aromi del vino e delle uve permettono di individuare le relazioni tra composizione chimica e caratteristiche olfattive, di stabilire l’effetto delle cultivar nonché delle pratiche agronomiche ed enologiche sulla composizione aromatica dei vini, di sviluppare nuovi metodi analitici orientati al riconoscimento varietale, dell’origine geografica o finalizzati alla individuazione di sofisticazioni in campo enologico. Ma guardiamo anche al futuro, verso ambiti di grande attualità: dalla conservabilità alle innovazioni di cantina, dalla tipicità e salubrità alla sostenibilità, mirando ad un’economia circolare, con il recupero e la valorizzazione degli scarti di lavorazione”. Lo ha affermato il presidente del Crea, Carlo Gaudio, in apertura dell’evento ad Asti per celebrare l’anniversario della nascita del centro di Ricerca Crea Viticoltura ed Enologia (Crea VE).

Alla manifestazione partecipano, tra gli altri, il sindaco di Asti e presidente della Provincia di Asti, Maurizio Rasero, l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa, oltre al direttore del Crea Viticoltura ed enologia, Riccardo Velasco, e a dg di Crea, Stefano Vaccari.

Istituita con Decreto Regio da Vittorio Emanuele II nel 1872, la Regia Stazione Enologica di Asti, in seguito Istituto Sperimentale per l’enologia (1967) e Centro di Ricerca per l’Enologia (2008), ha contribuito alla nascita e al progresso dell’enologia italiana e non solo, affrontando problemi e sfide del mondo del vino, un settore moderno e dinamico, ma con radici ben salde nella tradizione. Dal 2017, è entrato a far parte del Crea come Centro di ricerca viticoltura ed enologia. Nata con una forte vocazione per l’enologia, la Regia Stazione ha sin dagli albori implementato un’intensa attività legata anche alla viticoltura, essendo dotata di un campo sperimentale di otto chilometri quadrati, con circa duecento varietà di viti.

Durante la famigerata crisi della fillossera, ricorda sempre il Crea – nella seconda metà dell’800, sono state distribuite quasi 200mila talee ai viticoltori bisognosi. Da ricordare, infine, la creazione del cosiddetto “metodo Martinotti”, il processo di spumantizzazione in autoclave che riduce tempi e costi di produzione, senza pregiudicare la qualità del prodotto. Nel 1967, in seguito alla riforma delle stazioni sperimentali del Ministero dell’Agricoltura, la Stazione, divenuta Istituto Sperimentale per l’Enologia, ha incluso gli uffici della direzione, la cantina sperimentale dotata di moderne attrezzature per la microvinificazione delle uve, l’Ispettorato repressione frodi e il Servizio revisione analisi, nonché nuovi laboratori di chimica, tecnologia, microbiologia enologica, biologia molecolare e analisi sensoriale.

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