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Verso l’infinito e… Marte

Atterraggio compiuto con successo dalla sonda InSight, lanciata dalla NASA, che ha toccato il suolo del pianeta Marte, aprendo a nuovi scenari di ricerca e scrivendo un importante pagina della “storia spaziale” dell’uomo. InSight è una missione della NASA, coadiuvata dalle più importanti agenzie spaziali europee e giapponesi, finalizzata all’esplorazione del suolo marziano. Lo sviluppo della sonda destinata ad esplorare il pianeta rosso è stato portato avanti dal Jet Propulsion Laboratory e pare che il costo complessivo della missione sia di 420 milioni di dollari. Sono stati necessari sette anni per costruire il veicolo spaziale e renderlo pronto al lancio, avvenuto con successo il 5 maggio 2018. Dopo sette mesi di permanenza nello spazio e più di 400 milioni di Km, InSight è ora pronto a compiere la missione per cui è stato programmato ovvero esplorare le profondità di Marte per comprendere il processo di formazione dei pianeti terresti del sistema solare.Per raggiungere tale obiettivo, il lander studierà la struttura interna del pianeta rosso utilizzando gli strumenti di cui è dotata, tra cui un sismometro, utile a rilevare eventuali terremoti, e un sensore in grado di misurare il flusso termico, entrambi alimentati tramite dei pannelli fotovoltaici. Durante la sua missione, la quale dovrebbe durare circa due anni, InSight dovrà, inoltre, raccogliere dei dati sulle caratteristiche geofisiche di Marte, sulla sua attività tettonica e sulle conseguenze dell’impatto dei meteoriti sulla superfice del corpo celeste.  Il sismometro, realizzato in Francia, percepirà ogni vibrazione del suolo di Marte, dalle onde d’urto causate dall’impatto delle meteore ai movimenti del magma in profondità. In Germania è nato, invece, il sensore HP3 che, tramite un braccio estensibile, può misurare la temperatura della superficie del pianeta fino a 5 metri di profondità. Un contributo significativo è stato dato anche dall’Italia, infatti l’azienda Leonardo ha realizzato  un sensore in grado di calcolare l’orientamento della sonda ogni decimo di secondo. Anche l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Istituto Nazionale di fisica nucleare e l’Istituto nazionale di astrofisica hanno collaborato con la Nasa.  L’atterraggio, avvennuto lo scorso 26 Novembre, è stato un enorme successo, ma non senza attimi di preoccupazione. Infatti durante la discesa, che si aggirava intorno ai 20 mila chilometri orari, la sonda autonomamente è riuscita a ridurre la velocità senza distruggersi al suolo marziano. Una volta atterrato, InSight si è fatto vivo inviando un segnale radio, seguito sette minuti dopo da un’ulteriore comunicazione più potente. Ogni messaggio impiega 8 minuti per coprire la distanza tra Marte e la Terra, in questo periodo dell’anno paragonabile a quella tra la Terra e il Sole. In seguito ha trasmesso una prima fotografia dal suolo marziano, seguita poi da un’altra fotografia più nitida che fa vedere il panorama di Marte circostante al lander. Esplorare lo spazio vuol dire non porsi limiti e ogni obiettivo raggiunto è la base per una nuova esplorazione, per quanto è infinito lo spazio, infinita sarà la curiosità e la voglia di scoprire nuovi pianeti.

 

di Emanuele Lasco

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