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2 Febbraio 2017
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Il Turismo la crescita internazionale e nazionale

Un Turismo in ripresa, fonte sempre più primaria in Italia

Pur nonostante la difficile congiuntura mondiale e le crescenti tensioni geopolitiche, il Turismo è uno dei principali settori in crescita nell’economia globale e rappresenta una fonte di sviluppo economico e di lavoro. Il Turismo Internazionale cresce anno dopo anno e a partire dal 2009 ha fatto registrare un aumento costante pari al 4% (annuo), queste sono le stime. Rispetto al passato, la domanda turistica è decisamente cambiata, diventando non solo più globale, ma anche più selettiva e instabile: si richiedono mete nuove ed esclusive, servizi personalizzati, canali di vendita sempre più diretti, e tutto ciò rappresenta solo alcuni degli aspetti che hanno influito sui cambiamenti in atto. Si è passati da un modello in cui la vacanza annuale era una sola ed importante (costituendo anche uno degli investimenti principali dell’anno) al considerare il Turismo come una commodity. Il positivo trend della domanda turistica internazionale pare registrerà un aumento annuo di 43 milioni di arrivi fino al 2030 e dovrebbe riguardare soprattutto i paesi emergenti in cui si stima un tasso di crescita doppio rispetto a quello dei paesi avanzati; tenendo sempre presente che nella scelta hanno influito l’avvento di internet come strumento di informazione e promo-commercializzazione, la diffusione di modelli low cost sempre più attrattivi, e, da alcuni anni il fattore sicurezza. Dall’11 settembre 2001, con l’attacco alle due torri infatti, i turisti sono diventati sempre più spesso obiettivo di terroristi, senza contare l’espansione di pandemie e virus di varia natura, nonché le calamità naturali. Si tratta, in tutti i casi, di fattori che hanno indotto le masse ad escludere dai propri itinerari determinate destinazioni, dando vita ad una costante ridefinizione e riallocazione, con un turista che sta cambiando e che cerca sempre più la vera essenza ed i sapori del territorio che visita.

Per descrivere quelle che sono le principali caratteristiche del turista di oggi è possibile ricorrere al modello delle “6 i” che lo inquadra come una figura sempre più:

  • internazionale ed innovatrice per quanto riguarda le intenzioni di viaggio;
  • informata ed interessata in merito a tutti gli aspetti organizzativi (e non solo);
  • infedele ed impaziente nelle sue scelte finali e d’acquisto.

L’Italia è nella Top 10 delle destinazioni del Turismo Internazionale

In Italia la filiera turistica rappresenta per l’economia un vero pilastro grazie al suo contributo al PIL, per il volume di posti di lavoro che genera, ma soprattutto per i rilevanti effetti diretti ed indiretti sugli altri comparti economici. Aumentano gli arrivi internazionali da Paesi una volta “chiusi” e lontani. Nascono quindi nuove esigenze da soddisfare e un’offerta più elastica e flessibile e se, prima dell’avvento di internet, la domanda turistica era prevalentemente indirizzata verso prodotti standardizzati e ad un consumo di massa, nell’era digitale il turista ricerca soluzioni personalizzate che soddisfino i propri bisogni. Oggi questa ‘visione’ del Turismo rientra nel Turismo Sostenibile e il Turismo Emozionale. Gli operatori turistici guardano pertanto alle varie mete come a sistemi integrati, che mettono insieme tutte le risorse e le attrattive disponibili sul territorio e qualunque sia la ricchezza del patrimonio artistico, paesaggistico o enogastronomico di una località, essa non è più sufficiente da sola, quale attrattiva per un Turismo Internazionale. Negli ultimi dieci anni sono aumentati notevolmente gli arrivi, tanto che nel 2015, con 55 milioni di turisti internazionali, l’Italia si è confermata al 5° posto delle destinazioni turistiche mondiali più frequentate dal turismo straniero. Tedeschi, statunitensi e francesi, sono tra coloro che scelgono l’Italia come meta preferita. Tutto ciò è legato a vari fattori, tra cui il primato per strutture ricettive di cui gode la Penisola che è seconda alla Francia con riferimento ai posti letto. Considerando i soli primi 5 Paesi della Top Ten, l’Italia possiede oltre il 40% degli esercizi ricettivi e circa il 29% dei posti letto, tra alberghi ed esercizi extra-alberghieri. In particolare il Mezzogiorno presenta un’offerta ricettiva solida ma una domanda ancora debole che ha però tutte le potenzialità per svilupparsi; ed è la seconda area in Italia per posti letto presso le strutture ricettive (1° il Nord-Est), con un trend positivo che ha registrato una crescita degli arrivi dal 2004 ad oggi e dove la destinazione mare rappresenta di gran lunga la prima per presenze turistiche in relazione alla tipologia di località. Questo chiaramente porta ad una forte stagionalità dei flussi turistici nei mesi estivi, nonostante l’ampia varietà di patrimonio esistente che consentirebbe di averne per tutto l’anno.

Da qui, Il Piano Strategico del Turismo 2017 – 2023 in Italia, approvato dal Comitato Permanente del Turismo, ha evidenziato l’importanza di sfruttare al meglio l’onda lunga del Turismo prevista in Italia, cercando di valorizzare tutto il territorio nazionale e per tutto l’anno. Poli attrattivi come Venezia, Firenze e Roma o le infrastrutture culturali più importanti quali musei, parchi archeologici, teatri, ecc. si trasformerebbero in «porte di accesso» per altri territori e chiaramente per forme di turismo diverse da quello tradizionale, come il turismo sostenibile (cammini, parchi e aree protette) e quello che privilegia i luoghi minori (borghi, aree rurali, piccoli centri). Per raggiungere tale obiettivo l’attenzione va posta sull’integrazione, la riqualificazione, la valorizzazione, mentre lo strumento principale da utilizzare è quello della digitalizzazione. Affinché l’intero Paese (oltre che ovviamente le regioni) possa raggiungere un adeguato livello di competitività è necessario che si crei un’adeguata sinergia tra politica, amministrazione, università, ed ovviamente le aziende che offrono quotidianamente i servizi turistici. Un ruolo fondamentale compete pertanto a tutte le aziende che forniscono servizi diretti e indiretti al turista, e non solo, si pensi a come le scelte dei viaggiatori vengano influenzate dall’ospitalità degli abitanti di un luogo, dai loro stili di vita, dalla cultura folkloristica di un territorio.  L’Italia (e le sue regioni), che si annovera tra le principali mete turistiche mondiali, non può esimersi dunque da un’attenta riflessione sui cambiamenti in atto e sui nuovi scenari che vanno via via configurandosi.

Quattro gli obiettivi principali del Piano (che comprende oltre 150 azioni):

  1. innovare l’offerta turistica nazionale;
  2. accrescere la competitività;
  3. sviluppare il marketing;
  4. realizzare una governance l’insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo di una società, di un’istituzione, di un fenomeno collettivo delle politiche di settore.

Un esempio di azione già messa in campo è la creazione di una rete di Ciclovie Turistiche Nazionali con uno stanziamento di 91 milioni di euro, oppure quello della riqualificazione di cammini storici e religiosi che attraversano l’Italia, o lo sfruttamento ai fini turistici di fari, case cantoniere e stazioni ferroviarie dismesse, ecc. Di grande importanza è poi un turismo alternativo tra i più ricchi previsti dal Piano, perché annuale, ossia quello Congressuale, per il quale si prevedono potenzialità di sviluppo anche per il Sud. Il Piano prevede inoltre misure per le imprese: dall’aumento degli incentivi per la digitalizzazione a quelli per l’aggregazione e l’integrazione dei servizi e per le reti d’impresa.

Una crescita esponenziale che declina il Turismo dall’Internazionale al Nazionale, e viceversa, ma che prevede possibilità di margini di profitto.

Marco Fiore

 

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