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Superbonus 110%: Non si lascino vincere i delinquenti

È di queste ore la notizia che la Guardia di Finanza, nelle sole province di Caserta e Napoli, ha sequestrato quasi 800 milioni di euro a finti titolari di credito. Ben 143 le persone fisiche e giuridiche coinvolte nella colossale truffa, che fa seguito a quelle precedenti, per importi ancora più consistenti, rilevatrici della grande abilità delinquenziale che troppe persone mettono in campo a fronte di importanti azioni di politica sociale, sempre utili e, mai come in questo momento, fondamentali per contrastare i costi delle risorse energetiche, in quotidiana crescita.

A quanto pare tra i beneficiari dei crediti figurano parcheggiatori abusivi, soggetti privi di partita Iva, addirittura un detenuto e, con altissima percentuale, percettori del reddito di cittadinanza (altra pratica sociale che si è trasformata in un boomerang per i troppi abusi, determinando tra l’altro una vera crisi in tanti settori imprenditoriali, costretti a chiudere le attività per mancanza di mano d’opera). Non ci vuole un mago per comprendere che costoro siano solo la “facciata” di un articolato sistema, gestito a ben più alti livelli criminali.

Come a tutti noto, il presidente Draghi, pregno del pragmatismo tipico di tutti i grand commis dell’alta finanza, è un netto oppositore della misura di incentivazione. La sua formazione culturale, ovviamente,  è ancorata ai dettami di quel liberal-capitalismo da sempre fonte delle profonde iniquità sociali e già da molto tempo degenerato verso i complessi e oscuri lidi della finanza sporca,  incomprensibili dai comuni mortali, che ne possono solo patire le nefaste conseguenze.

Offrirgli sul piatto della bilancia le troppe distonie che traspaiono dalla cattiva gestione del progetto, gli consente di esprimersi con toni di disapprovazione ancora più marcati e argomenti non facilmente confutabili.

Non bisogna demordere, tuttavia. Gli sviluppi di una crisi planetaria per ora non facilmente decantabili, ma ben prevedibili nelle grandi linee a meno che non intervengano drastici e immediati interventi risolutori, hanno reso ben evidente quanto fosse importante l’autonomia energetica per evitare di dipendere da chi vuole spostare all’indietro le lancette dell’orologio, utilizzando le proprie risorse come arma di ricatto pur di continuare impunemente a massacrare il popolo ucraino.

I momenti di grande turbolenza sociale generano sempre quel “caos” che, lungi dal manifestare le immaginifiche e talvolta stupende rappresentazioni offerte da filosofi,  letterati, scienziati, psicologi e artisti, mettono in luce precipuamente i limiti della natura umana, le debolezze di troppi soggetti che popolano le stanze del potere e soprattutto la nefasta propensione ad approfittarne per tornaconto personale. Dopo decenni di battaglie a favore delle energie rinnovabili, infatti, la drammatica realtà contingente sta spingendo già troppe persone “importanti” a parlare di ripristino delle centrali a carbone e, addirittura, di ritorno al nucleare. (Mi sia consentita una nota personale: avevo ancora i pantaloni corti quando fondai un’associazione ecologica e iniziai a diffondere le tematiche elaborate nel famoso (e disatteso) rapporto del MIT -, dicendo, di fatto, le stesse cose che dice oggi Greta Thunberg – e a combattere contro le centrali nucleari, fortunatamente con pieno successo. Ritornare a parlarne a distanza di mezzo secolo mi riempie il cuore di tristezza. Leggere articolo a pagina 4; qui a pagina 9; qui a pag. 5qui a pag. 9)

Premesso, quindi, che la strada per rendere sempre più fruibili le fonti energetiche rinnovabili è “segnata” e si può solo andare avanti in tal senso, senza alcun cedimento verso pericolosi passi indietro, la straordinaria idea della riqualificazione edilizia con l’ecobonus “non deve” essere assolutamente accantonata solo perché inficiata da una miriade di delinquenti. Si sbattano in galera i delinquenti, si presti maggiore attenzione nella fase dei controlli, ma si vada avanti senza indugi, colpendo severamente anche gli speculatori che hanno determinato l’ingiustificato aumento dei costi delle materie prime.

Per gli esperti in materia è un gioco da ragazzi calcolare quanti miliardi si possono risparmiare con l’isolamento termico delle abitazioni, la sostituzione dei generatori di calore, la coibentazione, i pannelli fotovoltaici. Altro che ritorno al nucleare, con i rischi connessi ai possibili incidenti e il problema (irrisolvibile) delle scorie, senza considerare – cosa che evidentemente sfugge a chi parla a vanvera – che per costruire una centrale nucleare occorrono non meno di nove-dieci anni, mentre noi dobbiamo ridurre “subito” i costi dell’energia elettrica e del gas per tutelare le famiglie allo stremo e le attività produttive che, in ogni settore, sono prossime al fallimento. Al momento, la piena attuazione dell’efficientamento energetico, realizzabile in tempi brevi, costituisce una delle soluzioni più valide alla tragedia che sta condizionando pesantemente la vita di milioni di cittadini.

Molti soggetti, soprattutto i proprietari di singole unità abitative, si sono sottoposti già a cospicui esborsi economici sia per le parcelle corrisposte ai tecnici esecutori dello studio di fattibilità e dell’analisi preventiva dei costi e dei benefici sia per gli oneri connessi al deposito delle pratiche nei comuni di pertinenza.  Queste persone, con il blocco dei lavori, corrono il rischio di subire “danno e beffa”, mentre molti truffatori si stanno godendo fior di milioni guadagnati solo con un pizzico di fantasia. Sintomatico quanto dichiarato da uno di loro che, con i suoi complici, degustando “pizza, panini e birre”, passava le nottate a caricare sulla piattaforma digitale dell’Agenzia delle Entrate i crediti di imposta: “Sono diventato uno squalo! Cinquanta milioni di crediti in appena quindici giorni. Lo Stato italiano è pazzesco; vogliono essere fregati, praticamente”.

Può il Governo permettere tutto questo?  Sui parlamentari non è lecito contare più di tanto perché ora sono tutti occupati a “trovarsi” una sistemazione personale, considerata l’imminenza delle elezioni politiche e l’evidente impossibilità, per tanti di loro, di essere rieletti. Non è un delitto, tuttavia, ricordare loro che dovrebbero operare “soprattutto” nell’interesse dei cittadini e ogni tanto sarebbe opportuno rispettare questo mandato.

Si provveda subito, pertanto, a rimediare con chiari provvedimenti esecutivi che rendano possibile, soprattutto a chi si trovi “a metà dell’opera”, di portarla a compimento. Una proroga generale, se non proprio sine die almeno di tre-quattro anni, si rende necessaria per consentire la reale e totale ristrutturazione energetica del Paese. Una proroga, però, che deve essere ancorata ad una efficace prevenzione delle inevitabili truffe che saranno tentate. Uno Stato che si rispetti non può essere prigioniero dei delinquenti e deve liberarsi soprattutto di coloro che possono commettere i crimini grazie al potere scaturito dal ruolo esercitato.

Alle forze dell’ordine giungano il plauso e la gratitudine della parte sana del Paese per la loro meritoria opera in chiave repressiva. Non smettano mai e s’impegnino sempre più. Più delinquenti si assicurano alla giustizia, meglio staremo tutti.  

Lino Lavorgna

 

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