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Specie viventi a rischio: l’allarme dell’Onu

A Parigi si è tenuto il più vasto congresso scientifico e politico dell’Onu sullo stato della biodiversità mondiale. Quaranta pagine redatte e approvate all’unanimità dai delegati di 130 nazioni, che lanciano un allarme inquietante.
 
Erosione delle nostre economie, dei mezzi di sostentamento, della sicurezza alimentare e della qualità di vita a causa dell’offensiva dell’uomo verso le biodiversità, è ciò che emerge al termine dei lavori.
 
Sir Robert Watson , scienziato ambientale britannico a capo della piattaforma intergovernativa scientifica-politica (Ipbes), mette in guardia dal rischio di estinzione futura di un milione di specie viventi, circa un ottavo di quelle presenti sul pianeta. “Sfruttamento” è la parola che più ricorre a descrivere l’attività umana di impatto sulla perdita di biodiversità, azioni che precorrono al disastro ecologico.
 
Questioni primarie quelle dello scempio delle terre, della lotta all’inquinamento, dell’uso dei pesticidi, che richiedono interventi politici concreti. Tre quarti della superficie terrestre e il 40% di acque inquinate dall’attività antropica si aggiungono al riscaldamento globale, reo di accelerare la scomparsa di alcune specie. Gli elementi che la natura offre sono indispensabili per la prosperità e la sopravvivenza umana, il loro utilizzo impatta sull’esistenza di ognuno.
 
Materie prime non sostituibili per miliardi di persone, come il legno per la produzione di energia, le medicine naturali e l’impollinazione del 75% delle colture da parte di quegli insetti ora più soggetti al rischio estinzione. Queste le premesse della lettera del Fondo mondiale per la Natura (WWF) a margine della riunione di Parigi, rivolta a tutti i governanti e firmata da 600 attivisti e Ong.
 
“Siamo ancora in tempo per proteggere quanto rimane e cominciare a ripristinare la natura” è il messaggio lanciato da chi ha a cuore il pianeta. Per farlo occorre ripensare ai comportamenti quotidiani dell’uomo, per ridurre l’anidride carbonica, imparare come smaltire i rifiuti, usare l’energia elettrica e come far crescere il cibo.
 
I cambiamenti devono partire da azioni ambiziose che smuovano in maniera decisa le coscienze e la percezione di un pianeta che continua a involvere. I meri interessi economici hanno prevalso sul rispetto degli equilibri naturali e sulla tutela della salute in scenari globali ora da ripensare. In gioco ci sono le nostre vite, gli obbiettivi da realizzare. Un futuro ancora tutto da scrivere.
 
Marita Langella

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