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Sigarette elettroniche, è allerta di grado 2

Tornano a far discutere le sigarette elettroniche dopo che l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha diramato un’allerta di grado 2 (su un massimo di tre). È il messaggio che l’Istituto superiore di sanità ha inviato agli assessorati regionali di tutta Italia in riferimento all’utilizzo di sigarette elettroniche.

I recenti casi di cronaca avvenuti negli Stati Uniti hanno spinto l’ISS ad alzare il livello di attenzione anche in Italia. L’Istituto Superiore di Sanità ha invitato il Ministero della Salute e le autorità regionali a vigilare sui casi di malattie polmonari che potrebbero essere collegate, direttamente o indirettamente, alle sigarette elettroniche. Negli States si sono verificati circa 1300 casi e ventisei decessi riconducibili all’uso di sigarette elettroniche.

ISS, allerta di grado 2 sulle sigarette elettroniche: possono causare lievi danni. Ma il pericolo sarebbe legato in gran parte ai prodotti venduti sul mercato nero.  I recenti casi di cronaca avvenuti negli Stati Uniti hanno spinto l’ISS ad alzare il livello di attenzione anche in Italia.

Con lo stato di allerta al grado 2 si presuppone che le e-cig possano causare lievi danni per la salute legati soprattutto ad alcuni liquidi venduti fuori dal circuito legale ed ufficiale. Nei casi registrati negli Usa, molti fumatori hanno consumato sostanze contenenti THC. Al momento in Italia non si registrano casi, ma le autorità vogliono monitorare con attenzione la situazione prevenendo soprattutto i rischi legati alla vendita di prodotti nocivi sul mercato nero e presso rivenditori non autorizzati, che sfuggono quindi al controllo.

L’obiettivo dichiarato è vigilare sulla ‘grave malattia polmonare tra le persone che utilizzano le sigarette elettroniche, con causa sconosciuta’, segnalata in diversi Stati degli Usa. In realtà, la causa è ormai conosciuta: le persone hanno inalato sostanze tossiche reperite nel mercato illegale, non destinate cioè alla normale vaporizzazione di nicotina ma consumate coscientemente con il solo intento di sballarsi. Le sostanze in questione sono prodotte in Cina e sono state immesse clandestinamente sul mercato statunitense, dove in effetti hanno causato una trentina di decessi e un migliaio di ricoveri.

Poiché negli Usa si sta affrontando una nuova malattia polmonare, chiamata Evali (E-cigarette, or Vaping, product use Associated Lung Injury) diffusa tra chi fa un uso improprio di questo strumento, l’Istituto superiore di sanità vuole accertarsi che tali sostanze non siano approdate anche in Europa e in Italia. E l’unico modo per scoprirlo è monitorare i pazienti ricoverati nei reparti di pneumologia.

Antonella Di Pietro

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