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Scontro tra Regione e Comune sulla gestione della Cittadella di Aosta

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AOSTA – Dall’inizio della pandemia, la Cittadella dei giovani di Aosta è rimasta chiusa per quasi un anno. I costi di gestione sono rimasti grossomodo gli stessi: per questo, si è aperto uno scontro tra la Regione Valle d’Aosta e il Comune di Aosta. I dubbi sono stati sollevati durante l’ultima seduta del gruppo interistituzionale (formato oltre che dal Comune, dagli assessorati regionali all’Istruzione e ai Beni culturali e dal Celva) che conduce la struttura di viale Giuseppe Garibaldi, nel capoluogo. “Abbiamo contestato come Regione il fatto che il piccolo avanzo 2020 venisse riversato in capo alla Cittadella” spiega l’assessore all’Istruzione, Luciano Caveri, rispondendo a un’interpellanza di Andrea Manfrin (Lega) nel Consiglio regionale di questo pomeriggio.

Manfrin sostiene che “con la chiusura di circa un anno, il bar, il teatro, le aule studio e di registrazione non hanno segnalato attività”. Caveri aggiunge: “Con il collega Jean-Pierre Guichardaz, abbiamo espresso dei dubbi anche sul fatto che la quasi totalità della cifra sia stata spesa egualmente per quanto l’attività sia stata ridotta. Abbiamo preso atto delle spiegazioni fornite: comunque delle attività ci sono state, non in presenza ma attraverso webinar e presenza tramite i social, la cui organizzazione ha determinato dei costi”. Per l’assessore, la Regione “ha messo molti puntini sulle ‘i’ ed espresso una serie di puntualizzazioni”, ma “la responsabilità sugli aspetti finanziari è in capo al Comune”. “Alcune voci ci hanno molto colpito- aggiunge Caveri-, come il costo del lavoro nel bar rimasto lo stesso degli anni precedenti nonostante la riduzione del lavoro”.

Altra questione sollevata dall’amministrazione regionale è l’assenza di “una compartecipazione economica da parte del soggetto vincitore, ma parrebbe che il peso gravi sul pubblico, tra l’altro per attività che vengono svolte prevalentemente fuori dalla Cittadella”. Caveri conclude: “Dico tutto questo non per polemica. Al di là dei contenuti, deve esserci una chiarezza amministrativa. Abbiamo fatto presente all’assessore Samuele Tedesco (delegato per il Comune all’Istruzione, ndr) di creare una sorta di gruppo di lavoro per capire come le cose possano essere fatte meglio”.

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