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Scala, Meyer: “Boris Godunov” non fa propaganda a Putin, anzi…

“Libretto opera non fa apologia del potere, casomai il contrario”

Milano, 22 nov. (askanews) – “A giugno abbiamo presentato la stagione e annunciato l’apertura con ‘Boris Godunov’, ripeto quello che ho spiegato allora: abbiamo deciso di fare quest’opera tre anni fa ed era impossibile cancellarla. Ma soprattutto, perché avremmo dovuto cancellarla? Non facciamo mica propaganda a Putin, c’è una grande differenza tra quanto sta accadendo oggi in Russia e un grande capolavoro della storia dell’arte. Ripeto, non voglio nascondermi quando leggo Dostoevskij o Puskin e non c’è nulla in questa Prima che è contro l’Ucraina. Leggete il Libretto di quest’opera, non fa apologia del potere, semmai il contrario”. Lo ha detto il sovrintendente della Scala, Dominique Meyer, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Boris Godunov”, l’opera di Modest Musorgskij che il prossimo 7 dicembre aprirà la stagione 2022-2023 del Piermarini. Spettacolo che nei giorni scorsi, il console ucraino aveva chiesto di non fare.

“Quanto è scoppiata la guerra stavamo festeggiando la prima della ‘Dama di picche’, è stato un momento terribile” aveva raccontato poco prima Meyer, aggiungendo che “abbiamo dovuto prendere una decisione difficile, chiedere un chiarimento a Valerij Gergiev e 4-5 ore dopo l’inizio del conflitto, gli abbiamo chiesto di fare una dichiarazione chiara per una soluzione pacifica, per la pace, ma lui non ha potuto o non ha voluto, non so rispondere”. “Poi abbiamo deciso con le maestranze di fare un grande concerto per l’Ucraina, e abbiamo raccolto circa 400mila euro a sostengo delle vittime, quindi abbiamo fatto anche altre cose che non abbiamo pubblicizzato, ad esempio abbiamo accolto alcuni bimbi della Scuola di ballo di Kiev, e trovato alloggio per i loro genitori” ha proseguito il sovrintendente, concludendo “penso che il nostro compito lo abbiamo fatto”.

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