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Il nuovo ruolo dei consultori

Tra assistenza alla famiglia con la donna nella società moderna

 

Il consultorio è un servizio socio-sanitario territoriale erogato dalla ASL, con competenze multidisciplinari: questo genere di presidio è stato istituito in Italia a seguito della Legge numero 405 (istituzione dei consultori familiari) del 29 luglio 1975, allo scopo di intervenire in sostegno e a tutela della salute della famiglia o del singolo individuo.

Il consultorio offre un servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità a tutto tondo ed ha come scopi principali quelli di fornire:

assistenza psicologica e sociale per la preparazione e il sostegno alla genitorialità; sostegno psicologico all’individuo, alla coppia o al nucleo familiare; servizi di tutela e sostegno della salute della donna;

prevenzione dei fenomeni di maltrattamento e abuso a danno dei minori e delle donne; visite mediche ginecologiche e pediatriche;

corsi di preparazione alla nascita; consulenza professionale e informazioni a proposito di procreazione responsabile, contraccezione e fertilità; consulenze sull’interruzione volontaria di gravidanza (IVG); spazio di ascolto psicologico rivolto specificatamente a giovani adulti e adolescenti.

Inoltre la Legge del 19 febbraio 2004, n. 40 in materia di procreazione medicalmente assistita, ha aggiunto come scopi:

l’informazione e l’assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonché alle tecniche di procreazione medicalmente assistita; l’informazione sulle procedure per l’adozione e l’affidamento familiare.

Inoltre i consultori familiari possono avere ulteriori scopi, individuati sulla base dei bisogni sanitari e sociosanitari specifici del territorio in questo agisce, per realizzare i quali possono collaborare con enti pubblici o organizzazioni private ma anche con associazioni di volontariato o organizzazioni no profit.

I motivi per recarsi presso un consultorio familiare possono essere molteplici, così come molteplici sono i servizi che i consultori dissipati sul territorio nazionale offrono.

È opportuno recarsi presso un consultorio familiare nelle seguenti situazioni:

per avere informazioni circa i metodi di contraccezione; per effettuare una visita ginecologica; per parlare con uno psicologo; se si aspetta un bambino e si vuole essere seguite per tutto il corso della gravidanza;

se si ha una gravidanza a rischio; se si vogliono seguire i corsi di preparazione e accompagnamento alla nascita; se si ha bisogno di consulenze legali o legate all’area sociale.

In alcuni consultori è inoltre presente quello che viene chiamato “Spazio giovani”, ovvero centri d’ascolto creati con l’obiettivo di realizzare iniziative rivolte agli adolescenti ed ai giovani adulti, alle loro famiglie e alle scuole, sui temi della sessualità, della contraccezione e della sfera affettiva e relazionale. Il servizio è gratuito e si rivolge ai giovani dai 14 ai 20 anni di età.

Per accedere ai servizi di un consultorio familiare non è richiesta la prescrizione medica e si può fissare appuntamento con una delle figure professionali presenti nel consultorio (ginecologo, ostetrica, psicologo o assistente sociale), che permette  di ricevere l’assistenza più appropriata.

Per quanto riguarda i costi, se non altrimenti comunicato al momento della prenotazione, le prestazioni erogate all’interno del consultorio familiare sono esenti dal pagamento del ticket, quindi gratuite.

Alcune delle attività principali svolte all’interno del consultorio sono rivolte alla tutela della salute sessuale e riproduttiva della donna e alla prevenzione delle gravidanze indesiderate.

Nei consultori familiari è inoltre possibile effettuare visite ginecologiche periodiche oltre allo screening citologico per la diagnosi precoce del carcinoma del collo dell’utero o pap-test.

All’interno del consultorio è possibile usufruire di colloqui psicologici individuali, di coppia e familiari con uno psicologo del servizio sanitario nazionale, riguardo problematiche inerenti: la procreazione, la coppia, la sessualità, l’adolescenza, la menopausa, l’oncologia ginecologica e più in generale eventuali disagi relazionali o personali che l’individuo sta vivendo.

Questo ‘cappello’ giornalistico era necessario per parlare di queste preziose strutture sanitarie istituite, come detto,  con legge 405/1975 e del convegno promosso  dall’Istituto Superiore di Sanità: ‘Consultori Familiari a 40 anni dalla loro nascita tra passato, presente e futuro’,  che si è tenuto a Roma lo scorso  dicembre.

L’indagine dell’Iss, condotta su 1.800 consultori italiani, non si è fermata a un semplice conteggio dei centri, ma ha analizzato nel dettaglio le attività per individuare punti di forza e margini di miglioramento.

I consultori famigliari per legge dovrebbero essere presenti sul territorio in questa proporzione: 1 ogni 20mila abitanti. In media invece ce ne è uno ogni 35mila e in sette regioni, soprattutto al sud, si arriva a uno ogni 40mila. Troppo pochi rispetto ai bisogni della popolazione.

I consultori risultano,  da questa  analisi,  un servizio unico per la tutela della salute della donna, del bambino e degli adolescenti nonostante la frequente indisponibilità di risorse dedicate e la carenza di organico. I consultori svolgono un’insostituibile funzione di informazione a sostegno della prevenzione e della promozione della salute della donna e in età evolutiva.

I consultori hanno rivoluzionato  l’assistenza alla maternità offrendo gratuitamente una serie di servizi concentrati in un’unica struttura a tutela della salute della donna e del bambino.

Con la legge del n. 40 19 febbraio 2004, in materia di procreazione medicalmente assistita, si sono aggiunte informazioni e assistenza sui problemi di sterilità e di infertilità, sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita, sulle procedure per l’adozione e l’affidamento familiare.

Nell’ambito della promozione della procreazione consapevole e responsabile, i consultori hanno contribuito a ridurre le Interruzioni Volontarie di Gravidanza nel Paese di oltre il 65 per cento dal 1982 al 2017,  rimane critica l’offerta gratuita dei contraccettivi che è garantita dal 25 per cento dei consultori e l’offerta di interventi di educazione all’affettività e di promozione delle salute nelle scuole che riguardano meno della metà dei servizi.

L’indagine svolta parla dei consultori italiani visti  da tre prospettive: regionale, di Asl e di singolo consultorio, pubblico o privato accreditato.

È emerso che in 5 regioni i consultori sono incardinati nel Dipartimento materno infantile, in 2 regioni nel Dipartimento delle cure primarie, in 7 regioni fanno capo a Dipartimenti diversi nelle diverse ASL e in 5 non fanno parte di un Dipartimento ma di un Distretto. I consultori privati sono presenti in 6 regioni e una PA e sono più numerosi nelle regioni del Nord.

Quasi tutte le regioni hanno istituito i Comitati Percorso Nascita aziendali dedicati al monitoraggio e miglioramento dell’assistenza in gravidanza, parto e puerperio in collaborazione con il livello regionale.

In tutta Italia, nessuna regione esclusa, una serie di prestazioni risultano sempre gratuite: assistenza al percorso nascita, percorso d’interruzione volontaria di gravidanza e l’accesso allo spazio giovani. Cinque regioni prevedono il pagamento di un ticket per alcuni servizi: esami per infezioni/malattie sessualmente trasmissibili, visite per menopausa, consulenza psicologica e sessuologica, psicoterapie e contraccezione.

La quasi totalità dei consultori (1.535 su 1.800, 622 al Nord, 382 al Centro e 531 al Sud) si dedica principalmente alla tutela della salute della donna. Più del 75 per cento delle strutture analizzate si occupa di sessualità, contraccezione, percorso Ivg, salute preconcezionale, percorso nascita, malattie sessualmente trasmissibili, screening oncologici e menopausa e postmenopausa. Nell’ambito del percorso nascita il consultorio prende in carico le gravidanze a basso rischio ostetrico e offre attivamente Corsi di Accompagnamento alla Nascita (CAN) e sostegno all’allattamento materno.

Più di mille consultori, distribuiti però in modo disomogeneo sul territorio (Nord 504, Centro 224, Sud 498), promuovono servizi specifici per le coppie, la famiglie e i giovani. Gli interventi sono principalmente concentrati su contraccezione, sessualità e salute riproduttiva, infezioni/malattie sessualmente trasmissibili e disagio relazionale. Quando non sono i giovani a rivolgersi a un consultorio capita che sia il consultorio ad andare dai giovani. Con attività nelle scuole, per esempio, dove vengono affrontati i temi dell’educazione affettiva e sessuale (il 94%), degli stili di vita, del bullismo e cyberbullismo.

Ginecologi, ostetriche, psicologi, assistenti sociali sono le figure professionali più rappresentate nei consultori. 

Prendendo ad indicatore il numero medio di ore lavorative settimanali per 20mila abitanti previste per le diverse figure professionali per rispondere al mandato istituzionale, solo 5 regioni del Nord raggiungono lo standard atteso per la figura dell’ostetrica, 2 per il ginecologo, 6 per lo psicologo e nessuna per l’assistente sociale che al Sud registra un numero medio di ore settimanali (14) che è quasi il doppio rispetto al Centro (8 ore) e al Nord (9 ore), si legge nell’indagine dell’Iss.

Antonella Di Pietro

 

 

 

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