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Correlazione tra girovita e cervello

Secondo uno studio recentemente pubblicato su Neurology esiste un’associazione tra i chili di troppo accumulati intorno all’addome  e la riduzione del volume della materia grigia cerebrale. Chiariamo  che l’atrofia della materia grigia sembrerebbe aumentare il rischio di sviluppare forme di demenza.

Scremando i vari fattori che possono influire sul volume del cervello, come età, ipertensione o tabagismo hanno scoperto che c’è una corrispondenza tra obesità e riduzione della quantità di materia grigia. Le perdite sono più cospicue ed evidenti nei soggetti nei quali si combina un BMI superiore a 30 con un alto valore del rapporto vita-fianchi, in sostanza il grasso che si accumula intorno alla pancia. I numeri parlano di 786 centimetri cubici di materia grigia contro i 798 di una persona con un peso regolare. Al contrario, non sono state osservate variazioni significative della sostanza bianca.

Gli scienziati hanno analizzato l’indice di massa corporea  e il rapporto tra vita e fianchi di 9.652 abitanti del Regno Unito dall’età media di 55 anni. I due parametri non danno scampo: chi ha un indice di massa corporea superiore a 30 viene considerato obeso e chi ha un rapporto tra vita e fianchi superiore a 0,90, se si tratta di un uomo, e 0,85, se è donna, ha un girovita pericolosamente fuori misura.

Il volume del cervello è stato poi misurato con la risonanza magnetica.  Le persone che superavano i valori normali di entrambi gli indici avevano un ridotto volume di materia grigia. I ricercatori hanno osservato che il rapporto tra chili di troppo e dimensioni del cervello è inversamente proporzionale:  aumenta il grasso, soprattutto intorno alla vita, diminuisce il volume della materia grigia. Lo dimostrano i numeri che riportiamo di seguito.

Nelle 1.291 persone che avevano un indice di massa corporea superiore a 30 e un elevato rapporto tra vita e fianchi il volume della materia grigia era in media di 786 centimetri cubici, il più basso registrato nello studio. Nelle 514 persone con un Bmi superiore a 30 ma con un girovita nella norma la sostanza grigia misurava in media 793 centimetri cubici. Infine, nei 3mila individui con valori normali di Bmi e Whr le dimensione della materia grigia salivano a 798 centimetri cubici. Insomma, la ‘ciccia’ fa perdere 12 centimetri cubici di materia grigia.

Le immagini della risonanza magnetica hanno dimostrato che il grasso in eccesso produce un restringimento della materia grigia in specifiche regioni del cervello: il globo pallido, il nucleus accumbens, il putamen e il nucleo caudato. Il fatto che tutte queste aree siano coinvolte nei processi di motivazione e ricompensa non può essere sottovalutato.

Il legame tra obesità e cervello non è del tutto nuovo. Era già emerso in precedenti studi ma non era mai stato dimostrato in un campione così ampio. Inoltre, non era ancora stato attribuito un ruolo chiave a uno specifico tipo di grasso, quello che si accumula intorno alla vita.

Restano però ancora un paio di aspetti non marginali da chiarire: qual è il meccanismo che lega il grasso addominale al volume della materia grigia? E poi, soprattutto, perdendo peso le dimensioni del cervello possono aumentare?

Da queste domande prenderanno il via le future ricerche sull’associazione tra obesità e cervello.

I dati raccolti non permettono ancora di trarre delle conclusioni definitive. Non è chiaro se le alterazioni nella struttura del cervello conducano all’obesità o se l’obesità porti a questi cambiamenti cerebrali.  Serviranno insomma ulteriori approfondimenti per capire se e come l’accumulo di grasso sia direttamente responsabile del restringimento di alcune aree specifiche del sistema nervoso.

Antonella Di Pietro

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