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Posticipata l’entrata in vigore della riforma della professione forense

La riforma della professione forense ha, fra le altre cose, reso obbligatoria la formazione per i praticanti avvocati.  Il Decreto del Ministero della Giustizia 9 giugno 2020, n. 80, (Regolamento concernente modifiche al decreto 9 febbraio 2018, n. 17, recante la disciplina dei corsi di formazione per l’accesso alla professione di avvocato, ai sensi dell’articolo 43, comma 2, della legge 31 dicembre 2012, n. 247), in G.U. 27 luglio 2020, ha previsto una modifica del precedente Decreto del Ministro della Giustizia 9 febbraio 2018, n. 17.

Tale ultimo provvedimento aveva disciplinato i corsi di formazione per l’accesso alla professione di avvocato.

La modifica introdotta nel mese di luglio 2020  ha posticipato l’entrata in vigore della disciplina sui corsi di formazione obbligatori al 2022: i corsi saranno obbligatori per gli iscritti nel registro dei praticanti dal giorno successivo alla scadenza del primo quadriennio dall’entrata in vigore del regolamento, prevista per il 31 marzo 2022.

I corsi di formazione

Ricordiamo brevemente cosa aveva previsto la riforma.

i corsi di formazione possono essere organizzati dai consigli dell’ordine, dalle associazioni forensi giudicate idonee e dagli altri soggetti previsti dalla legge, incluse le scuole di specializzazione per le professioni legali.

La durata minima dei corsi è di 160 ore in 18 mesi, con frequenza obbligatoria per l’80 percento; le lezioni on line sono limitate a 50 ore e sono previste due verifiche intermedie e una finale.

Il mancato superamento della verifica finale impedisce il rilascio del certificato di compiuto tirocinio, con conseguente ripetizione dell’ultimo ciclo semestrale di formazione e della relativa verifica.

I corsi prevedono approfondimenti sulle seguenti materie:

  1. a) diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo;
  2. b) diritto processuale civile, penale e amministrativo, anche con riferimento al processo telematico, alle tecniche impugnatorie e alle procedure alternative per la risoluzione delle controversie;
  3. c) ordinamento e deontologia forense;
  4. d) tecnica di redazione degli atti giudiziari in conformità al principio di sinteticità e dei pareri stragiudiziali nelle varie materie del diritto sostanziale e processuale;
  5. e) tecniche della ricerca anche telematica delle fonti e del precedente giurisprudenziale;
  6. f) teoria e pratica del linguaggio giuridico; argomentazione forense;
  7. g) diritto costituzionale, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico;
  8. h) organizzazione e amministrazione dello studio professionale;
  9. i) profili contributivi e tributari della professione di avvocato; previdenza forense;
  10. l) elementi di ordinamento giudiziario e penitenziario.

Lucia Nacciarone

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