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Pirati della strada: idee per fermarli

Sono tanti e sono pericolosi. Non vi è uscita in auto, anche di pochi chilometri, che si concluda senza averne incrociato almeno uno, la qual cosa si deve considerare una vera fortuna: di solito il numero è molto più alto.

Pirati della strada che violano i limiti di velocità, azzardano sorpassi impossibili in presenza di linea continua o doppia linea e, manco a dirlo, parlano spassionatamente al telefono, guardano video, inviano messaggi.

Sono loro i principali responsabili dei tanti incidenti che si registrano sulle strade: 90.821 nei primi nove mesi del 2020, con ben 1788 morti, nonostante la sensibile riduzione del traffico veicolare causata dalla pandemia.

Nel 2019 gli incidenti sono stati 172.183, con 3.173 morti e 241.384 feriti. Cifre impressionanti che impongono drastici provvedimenti legislativi più incisivi e severi di quelli attuali che, evidentemente, non spaventano nessuno.

Solo l’inasprimento delle pene, infatti, con condanne che prevedano “realmente” la galera per chi si macchi di violazioni molto gravi, soprattutto se a seguito di esse si verifichino degli incidenti, può fungere da deterrente.

Un valido supporto al necessario inasprimento delle pene, inoltre, potrebbe giungere da un’idea mutuata dal famoso decreto Salva Italia, che sancì la possibilità di denunciare gli evasori fiscali chiamando in anonimato la Guardia di Finanza.

È evidente che le forze dell’ordine non possono monitorare con continuità tutto il nodo stradale nazionale. Da uno studio di qualche anno fa, effettuato dall’Aci, è emerso che in Italia ogni giorno si muovono circa due milioni di pendolari, con serpentoni di auto che, messe una dietro l’altro, coprirebbero la distanza che separa Milano da Pechino.

Il coinvolgimento dei cittadini, pertanto, al fine di contrastare i pirati della strada, risulterebbe oltremodo prezioso. Come fare? È molto semplice. Serve una legge che, prevedendo un compenso, incentivi l’utilizzo della telecamera da cruscotto, meglio nota come “dash cam”, in grado di riprendere tutto ciò che accade all’esterno della vettura nella direzione in cui il dispositivo sia rivolto. L’applicazione più utile, ovviamente, è quella sul cruscotto o sul parabrezza anteriore, al fine di inquadrare il senso di marcia. In commercio sono disponibili vari modelli, con prezzi crescenti a seconda delle caratteristiche.

Contrariamente a quanto si possa pensare, però, i costi sono davvero irrisori! Le più sofisticate si aggirano sui trecento euro; se ne trovano di ottime intorno ai cento euro e addirittura è possibile soddisfare ogni esigenza di ripresa spendendo quaranta-cinquanta euro!

Immaginiamo di marciare su una strada a scorrimento veloce, con sole due corsie, per lunghi tratti divise da una doppia linea che dovrebbe indurre tutti a starsene tranquilli in colonna, rispettando il limite di velocità. Manco a dirlo! A chi non è capitato, in simili circostanze, di vedersi sorpassare da dieci quindici auto, magari rischiando di restare coinvolto in un incidente?

In casi come questi basterebbe portare il video al più vicino commissariato di polizia e i pirati individuati grazie al numero di targa sarebbero facilmente sanzionabili.

Il 20% di ogni multa potrebbe rappresentare il compenso dell’automobilista “civile”. Attualmente le blande sanzioni per il divieto di sorpasso prevedono vari importi, a seconda della tipologia di violazione,  che vanno da un minimo di ottanta euro a un massimo di 646 euro per gli automobilisti e 318-1272 euro per i conducenti di veicoli con peso, carico compreso, superiore a 3,5 tonnellate. In buona sostanza, un automobilista che in un singolo giorno producesse le prove di una decina di sorpassi vietati, con importo medio complessivo di duemila euro, se la legge fosse davvero varata, intascherebbe ben quattrocento euro! Solo per i sorpassi! Se poi si aggiungesse anche l’utilizzo improprio del telefonino, la caccia ai pirati della strada potrebbe diventare una vera e propria professione!

                                                                                    Lino Lavorgna

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