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Pertosse politica e ministri…

La nuova fuga in avanti di Matteo Salvini sui vaccini dove afferma che dieci vaccini obbligatori sono inutili,  e talvolta dannosi,  mi offre la stura per informare che vaccinarsi durante la gravidanza contro tetano, pertosse e difterite, è la strategia utile per proteggere i bambini, come afferma l’American Journal of Preventive Medicine dimostrando che l’immunità passa dalla mamma al feto dimezzando le probabilità che il neonato si ammali di pertosse nei primi mesi di vita.

Generalmente il vaccino Dtpa viene somministrato in una serie di dosi a due, quattro e sei mesi dalla nascita a cui seguono due richiami più avanti negli anni (a 6 anni e a 14 anni).

Nel 2013 gli statunitensi Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) avevano iniziato a raccomandare la somministrazione del vaccino contro tetano, difterite e pertosse a tutte le donne in gravidanza per trasmettere al feto gli anticorpi sviluppati in seguito all’immunizzazione materna.

Alcuni studi immunologici avevano infatti dimostrato che le difese della madre contro la pertosse introdotte nell’organismo dal vaccino vengono trasferite al feto attraverso la placenta. Finora però mancavano dati sulla reale efficacia di questa strategia di prevenzione indiretta. Quanti casi di pertosse nei neonati vengono evitati vaccinando le mamme? A questa domanda ha risposto il team di epidemiologi guidati da Sylvia Becker-Dreps della Unc Gillings School of Global Public Health dopo aver raccolto informazioni su 675mila donne in gravidanza tra il 2010 e il 2014.

I ricercatori hanno messo a confronto il numero di donne vaccinate, ricavando le informazioni dai rimborsi assicurativi,  con il numero di ricoveri a causa della pertosse di neonati fino a 18 mesi di età. I dati sono eloquenti: tra i piccoli nati da madri vaccinate si assiste a una riduzione del 75 per cento di ospedalizzazioni nei primi sei mesi di vita e  una riduzione del 46 per cento di tutti i casi di pertosse.

Inoltre, e si tratta di un aspetto non trascurabile, i bambini immunizzati per via materna non corrono il rischio di sviluppare risposte meno efficaci alla vaccinazione vera e propria come alcuni immunologi sospettavano.

 Secondo i calcoli dei ricercatori, il periodo migliore per vaccinare le mamme è durante il terzo trimestre di gravidanza, almeno due settimane prima del parto. Con questa tempistica si ottimizzano i risultati dell’immunizzazione per via materna.  I dati del nuovo studio sono in accordo con le linee guida dei Cdc che invitano le donne incinte a vaccinarsi per tetano, difterite e pertosse tra la 27esima e la 36esima settimana di gravidanza.

 La vaccinazione è un fondamentale intervento di Sanità pubblica, che si prefigge di proteggere sia l’individuo che la comunità. Le vaccinazioni sono un presidio preventivo fondamentale per la salute, la cui introduzione ha permesso di ridurre in pochi decenni, in modo sicuro ed estremamente rilevante, l’incidenza di malattie gravi e potenzialmente letali che erano diffuse da millenni, la mortalità dei bambini vaccinati e varie forme di disabilità nel mondo.

I vaccini utilizzati correntemente rispondono a rigorosi criteri di efficacia dell’azione vaccinale e di sicurezza clinica del preparato.

A fine articolo mi chiedo se esiste un vaccino che possa rendere immune dalla pertosse politica, malattia che affligge a tutt’oggi esponenti di rilievo che gestiscono a loro piacere e diletto diversi ministeri senza produrre alcunché di concreto e di utile per la cittadinanza…

Antonella Di Pietro

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