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Nasce il movimento politico Sicilia Autonoma

Su iniziativa di un gruppo di cittadini siciliani, coordinati da Eugenio Preta, Presidente dell’associazione L’altra Sicilia e Franco Tiano, messinese, noto esperto del settore turistico, nasce il movimento politico Sicilia Autonoma.

L’idea, che aleggiava da tempo, come spiegano Preta e Tiano, si è concretizzata proprio il giorno in cui si commemorava la festa della liberazione, ovvero il 25 aprile. I promotori di questa iniziativa avevano dato già vita a diversi eventi e, attraverso laboratori permanenti di idee, hanno trovato quei punti di forza necessari per creare “un’aggregazione sia tra soggetti di varie estrazioni politiche sia tra le compagini sicilianiste che copiose popolano il panorama dell’associazionismo siciliano”.

“L’attuale sventurata contingenza della pandemia da covid19  ha dimostrato in maniera palese lo sfascio prodotto dai vari Governi nazionali non solo nel comparto della sanità, ma anche in tutti gli altri settori della vita sociale ed economica: la Sicilia ne uscirà ancor di più tartassata, spezzata, umiliata e ridotta alla povertà più assoluta, nonostante costituisca un grande patrimonio, non solo per i siciliani, ma per l’intera Italia. Ci siamo resi conto – continuano Preta e Tiano – che se si vuol davvero uscire dall’impasse, i siciliani devono rialzare la testa e porre le basi per riprendere le fila del proprio futuro e del proprio destino, senza più accettare il ruolo di servi della gleba a cui sono stati condannati dai loro stessi governanti”.

I coordinatori di Sicilia Autonoma ritengono che “non bisogna più raccattare le briciole che vengono buttate con sufficienza e fastidio ai piedi dei siciliani” e che non bisogna aspettare “miserevoli elemosine nè da parte del Governo di Roma e né dall’Unione Europea” poiché “hanno dimostrato di non essere in grado di soddisfare le esigenze della nostra terra, che continua ad essere preda di saccheggi e di dipendenza”.

Inoltre, Eugenio Preta e Franco Tiano lamentano un luogo comune che paragona la Sicilia alla mafia, come se le infiltrazioni mafiose esistessero solo al Sud, tanto è vero che affermano “ogni volta che la Sicilia avanza richiesta di infrastrutture o di adeguati finanziamenti alle aziende, la risposta è sempre quella che la mafia impera e mette le mani su tutto ciò che potrebbe portare benessere e ricchezza all’isola”.

Una motivazione che Preta e Tiano non giudicano valida e che impone una riflessione “la delinquenza (organizzata e non) prospera solo laddove c’è povertà e mancanza dello Stato, e questo è talmente elementare che fa sorgere il legittimo dubbio che tutto ciò non sia casuale”.

“Sicilia Autonoma – concludono – si propone di creare una struttura organizzativa ufficiale, dislocata su tutto il territorio siciliano, e cominciare una serie di incontri con i rappresentanti delle altre realtà associative siciliane per realizzare un tavolo di lavoro comune. Antudo”.

Antonella Di Pietro

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