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Muore Marina Ripa di Meana

Una donna anticonformista che lascia un ricordo indelebile

Marina Ripa di Meana, ci lascia a 76 anni, dopo una lunga ed estenuante battaglia con il cancro che è durata per sedici anni. Nata e cresciuta a Reggio Calabria, dopo gli studi si trasferisce a Roma dove apre come stilista un atelier di alta moda in Piazza di Spagna, insieme con l’amica Paola Ruffo di Calabria, che più tardi diverrà principessa di Liegi e poi, dal 1993 al 2013, regina del Belgio. Marina diventa una delle protagoniste della vita mondana di Roma dagli anni sessanta in poi, rientrando nella Dolce Vita e sale alla ribalta della cronaca sposando nella capitale, il 10 giugno 1964, il duca Alessandro Lante della Rovere, appartenente all’importante famiglia aristocratica romana, con tanto di papi (Giulio II e Sisto IV), e da cui avrà una figlia, Lucrezia, divenuta una nota attrice.

L’eclettica marina si è spenta nella sua casa tra l’abbraccio dei suoi cari, dopo aver combattuto una lunga malattia e per suo volere, spiegano fonti della famiglia, non sono previste cerimonie funebri. Lei che è stata una signora da copertina e donna controcorrente, ha deciso di non autocelebrarsi ma andarsene in silenzio e con classe. Ritornando alla sua vita nel 1982 si sposa in seconde nozze con il marchese Carlo Ripa di Meana, testimoni della sposa erano gli scrittori Alberto Moravia e Goffredo Parise, mentre testimone dello sposo era il leader socialista Bettino Craxi. Dopo alcune partecipazioni televisive diviene opinionista o protagonista di trasmissioni in cui mette in risalto il carattere esuberante e la sua natura anticonformista, e dibatte politica sui temi della natura, della tutela del paesaggio, dell’esaltazione del bello e della difesa degli animali.

Dagli anni Novanta ha partecipato a svariate campagne contro lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro l’uso per moda e vanità delle pelli e delle pellicce, contro le corride, contro gli esperimenti nucleari francesi nell’atollo di Mururoa.

Lucrezia Lante della Rovere, l’ha ricordata con queste parole: “Mia madre ha combattuto la malattia come una guerriera, e sarà un grande esempio per me, per le mie figlie e per tutti noi. Mamma, mi mancherai!“. Marina Ripa di Meana ha affidato a Maria Antonietta Farina Coscioni le sue ultime volontà e con lei ha scelto la sedazione palliativa profonda continuata, che ha potuto attuare solo grazie alla legge sul biotestamento, e lo rivela lei stessa in un video testamento registrato qualche giorno fa nella sua casa romana.

Nel video le parole di Marina Ripa di Meana, arrivano al cuore, ma lei resta dolce nel viso, per quanto stanco della malattia, e racconta: “Dopo Natale le mie condizioni di salute sono precipitate. Il respiro, la parola, il mangiare, alzarmi: tutto, ormai, mi è difficile, mi procura dolore insopportabile. Il tumore ormai si è impossessato del mio corpo. Ma non della mia mente, della mia coscienza. Ho chiamato Maria Antonietta Farina Coscioni, persona di cui mi fido e stimo per la sua storia personale, per comunicarle che il momento della fine è davvero giunto. Le ho chiesto di parlarle, lei è venuta. Le ho manifestato l’idea del suicidio assistito in Svizzera. Lei mi ha detto che potevo percorrere la via italiana delle cure palliative con la sedazione profonda. Io che ho viaggiato con la mente e con il corpo per tutta la mia vita, non sapevo, non conoscevo questa via“.

Molti i personaggi noti che hanno esternato il oro affetto, dolore e ricordo per Marina, tra questi riportiamo le parole di Vittorio Sgarbi: “È stata un personaggio di passaggio d’epoca. Un caso interessante di femminismo non classico, non antagonista al maschio. Il modo migliore per piegare un uomo è sedurlo e Marina è riuscita a essere femminista sottomettendo i maschi“. Aldilà degli alterchi che ci sono stati tra i due, continua ricordando: “Era bella, una figura interessante. Ha rappresentato una fase evoluta della femme fatale. È riuscita a rovesciare le parti uomo-donna in un momento in cui la parità era molto complessa. Adesso le donne fanno quello che vogliono. Lei è stata uno dei primi casi“.

Marina Ripa di Meana, resterà nel ricordo quale grande personaggio e signora che ha reso le donne un altro punto fermo in Italia come conquista dei propri diritti e dei propri doveri, in cui la donna è vera espressione di coraggio e forza.

Marco Fiore

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