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Minori e tecnologia: i rischi da evitare

Che il telefono sia lo strumento più usato del nostro tempo è ormai scontato, ma che anche i bambini comincino molto presto ad adoperarlo è il tema controverso che solleva non pochi quesiti tra gli adulti. Perché in ballo non c’è più il suo possesso in tenera età, oggi non averlo sarebbe il paradosso, ma le modalità che si adoperano nel suo utilizzo. Smartphone, tablet e pc sono la nuova frontiera delle possibilità umane, oggetti che racchiudono molteplici funzioni intelligenti, superando la sfera di semplice apparecchio per le chiamate. Assurgono invece a piccoli “bignami” da consultare sempre e dovunque ci si trovi. Vedersi in uno schermo ai due opposti del mondo, scambiare immagini, chattare in gruppo, trovare luoghi, inviare mail, studiare e fare calcoli, giocare ai videogame; la lista delle possibilità insite in uno smartphone è infinita. Ma quanto questo incida ad esempio sulla crescita e sullo sviluppo mentale dei più piccoli è oggetto costante di ricerche e dibattiti scientifici.

Ha sorpreso il contenuto dell’ultima relazione redatta dal Royal College of Pediatrics and Child Health, l’associazione dei pediatri britannici, nella quale viene ridimensionato il rischio di un tempo prolungato trascorso durante la giornata davanti a tablet e schermi. Non ci sono elementi secondo la ricerca che proverebbero che tale attività sia nociva alla salute, ma vengono tuttavia dettate linee guida da seguire. Perché le ore spese su un pc o davanti alla PlayStation sono quelle che il bambino sottrae ad altre attività importanti come l’interazione con i coetanei, lo studio e lo sport. Alienazione e percezione distorta dalla realtà possono nel caso di menti fragili sfociare in depressione, quando un ragazzo è ostinatamente chiuso in un mondo virtuale che non trova riscontro nella realtà . E ancora, continuano i pediatri dell’ RCPCH, tutto ciò che è usato in modo esasperato può divenire fonte di degenerazioni patologiche e disturbi.

È il caso dell’obesità che pare essere più diffusa tra i minori dediti ad attività statiche davanti ad un pc. Da tenere a debita distanza anche prima di dormire, visto che la luce blu da esso prodotta interferisce con la secrezione di melatonina, l’ormone del sonno. Insomma se vale il detto latino secondo cui “la virtù sta nel mezzo”, spetta agli adulti vigilare sul corretto utilizzo della tecnologia da parte dei propri figli, stabilirne limitazioni ed il giusto equilibrio che contribuisca ad una crescita coscienziosa. Porre divieti restrittivi ad un fenomeno ormai inarrestabile non è la soluzione auspicabile. Lo è però spiegare alle nuove generazioni che oltre la  tecnologia c’è un mondo di attività, interessi culturali, relazioni e creatività tutto da scoprire. 

Marita Langella

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