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Milano, Bernardo presenta la sua lista civica: “Sono i miei ambasciatori”

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Di Nicolò Rubeis

MILANO – Ci sono esponenti della società civile, del volontariato e del mondo dell’associazionismo, con a capo una coppia di capilista: Antonio Genovese, allenatore di calcio disabile, e Maria Sole Brivio Sforza, l’avvocata che vuole portare la cultura in periferia. Al Palazzo delle Stelline di Milano il candidato sindaco del centrodestra Luca Bernardo sfoggia la lista civica che lo accompagnerà in questo ultimo mese scarso di campagna elettorale.

Una compagine “di persone che lavorano e producono – li presenta Bernardo – molti sono anche vicini alla vita del volontariato e a servizio degli altri. Questo è il bello di Milano, una città inclusiva che ha un gran cuore”. Ora, per il frontman del centrodestra, è fondamentale raccogliere consensi per quelli che lui definisce “ambasciatori” della città metropolitana: “Cercheremo di ottenere il miglior risultato perché vogliamo che queste persone siano riconosciute”.

La ricetta di Bernardo prevede un coinvolgimento più puntuale del mondo privato: “Non possiamo immaginare che non riescano a investire perché abbiamo un’amministrazione lentissima”. Per questo, promette il direttore della Casa di Pediatria del Fatenebenefratelli, “diventeremo capitale della digitalizzazione”, con la tecnologia “che ci permetterà di essere veloci e semplificare le pratiche”. In tal senso “per gli esercenti vogliamo creare un manager di strada – rilancia l’idea – non un burocrate, ma un tecnico che va in giro nelle nove zone della città e cura i rapporti tra le persone e il Comune”. Il candidato immagina infatti un interlocutore privilegiato di bar, ristoranti o negozi, che con cadenza settimanale batta il territorio raccogliendo le istanze dei commercianti, una figura comunque interna alla Giunta che sia il punto di riferimento delle attività. E “devono tornare i vigili di quartiere”.

GENOVESE: “MILANO NON È ANCORA A MISURA DI DISABILI”

Bernardo poi assicura che farà di tutto per “staccare quella parte moderata di sinistra e farla venire con noi”. Un altro tema sul quale il candidato sta spingendo è quello della disabilità, con l’obiettivo di eliminare in cinque anni di mandato tutte le barriere architettoniche presenti nel capoluogo lombardo. E non è un caso che il capolista della sua civica sia una persona in carrozzina, ossia Antonio Genovese, allenatore di calcio disabile: “Milano, che è quella messa meglio a livello di barriere architettoniche in Italia – dice Genovese – è indietro anni luce rispetto ad altri Paesi”. I mezzi pubblici “spesso non vanno – continua il capolista – con ascensori e montascale che non funzionano. Sono anni che ho deciso di non prenderli, uso i pulmini delle cooperative”. E comunque “per vedere le barriere architettoniche basta andare in giro per la città, ci sono scivoli molto ripidi”. Un discorso che vale tanto per i disabili quanto “per le mamme con i passeggini. Io ho vissuto cinque mesi a Londra ed era tutto un altro pianeta. Mi piacerebbe che Milano diventasse un simbolo europeo di inclusività da questo punto di vista”.

BRIVIO SFORZA: “LA CULTURA ARRIVI ANCHE IN PERIFERIA”

Parola anche all’altra capolista: “Ho parlato a lungo con Bernardo prima di compiere questo passo di candidarmi – commenta Maria Sole Brivio Sforza – ho visto che è un uomo del fare. Ho letto il programma e a me ha attirato la parte sul portare la cultura nelle periferie”, dato che “ho una compagnia teatrale amatoriale composta da dieci persone tra avvocati, notai e farmacisti. Vediamo tutte le difficoltà che ci sono a trovare uno spazio pubblico o ad avere disponibilità per andare in periferia e fare formazione coi bambini”. Insomma, “la cultura non è solo nel centro e va portata anche in periferia”.

A lanciare il guanto di sfida nei confronti del sindaco e sfidante di Bernardo, Giuseppe Sala, ci pensa poi il deputato di Coraggio Italia, Guido Della Frera: “Sala ci consegni il bilancio delle azioni e dei fatti realizzati in questi anni – attacca – il centrodestra ha dato alla città i depuratori o la piazza Gae Aulenti. Il centrosinistra deve dirci cosa hanno fatto in dieci anni (considerando anche la giunta ‘arancione’ di Giuliano Pisapia, ndr)”.

In lista poi anche Franco De Angelis, storico rappresentate del Partito repubblicano milanese, già consigliere comunale e assessore meneghino all’Educazione nel 1985 nell’ultima giunta del sindaco socialista Carlo Tognoli (secondo il quale l’idea di Sala di una ‘citta a 15 minuti’ è “una delle più grandi prese in giro”), e Manfredi Palmeri, presidente del Consiglio comunale dal 2006 al 2011, quando a Palazzo Marino c’era Letizia Moratti. “Non possono darci il bilancio degli ultimi anni perché ridurrebbero tutto a quattro piste ciclabili – affonda Palmeri -. Noi vediamo solo la Milano che è stata costruita nei primi due mandati di Gabriele Albertini e poi in quello di Moratti”. Per il candidato “abbiamo vinto, se gli avversari di sinistra utilizzano le immagini delle cose fatte dal centrodestra per dire quanto è bella la città”. Palmeri una stoccata la riserva direttamente a Sala: “Aveva sciolto la sua civica a febbraio 2020 perché, forse, era il periodo in cui il sindaco aveva altre ambizioni invece che ricandidarsi”. Nella compagine civica di Bernardo figura anche la giornalista Lilia Ciccarelli Zampaglione, moglie di Domenico, l’ex assessore all’ambiente delle due giunte Albertini deceduto lo scorso novembre.

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