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Meloni: “Contro la violenza sulle donne servono più braccialetti elettronici e certezza della pena”

ROMA – “Purtroppo, anche in Italia il quadro rimane preoccupante e impone da parte delle Istituzioni la massima attenzione. Il femminicidio è il gesto finale della violenza sulle donne. È la forma estrema della violenza più brutale, e più evidente, quella fisica, che ha molti possibili modi di esercitarsi: dalle minacce alla persecuzione, dai maltrattamenti agli stupri”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un videomessaggio inviato all’incontro ‘Non più sole – La drammatica attualità della violenza contro le donne’ in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Le donne non sempre denunciano – osserva la premier -, perché sono ricattate dalla presenza dei figli, perché non sono autonome economicamente, perché hanno paura, perché si illudono che l’uomo cambierà, perché c’è di mezzo un rapporto affettivo, perché si credono deboli o perché si sentono sole. Maltrattamenti fisici, limitazioni nell’abbigliamento, divieto di andare a scuola, imposizione di matrimoni non voluti, abusi e omicidi vengono giustificati dagli autori perché ritenuti conformi alla religione o alla cultura del Paese di origine. Un assunto inaccettabile – nota Meloni – perché nessuna cultura può definirsi tale se contempla la violenza sulle donne: è un concetto che non dobbiamo aver paura di ribadire con forza. Così come dobbiamo sostenere il desiderio di libertà e le battaglie che, in alcune Nazioni, dall’Afghanistan all’Iran, le donne stanno portando avanti con coraggio e determinazione e per rivendicare il proprio ruolo nella società“.

LA RICETTA DEL GOVERNO MELONI

La presidente del Consiglio sottolinea come “questo Governo è e sarà sempre in prima linea per combattere la violenza sulle donne e la terribile piaga del femminicidio. C’è molto lavoro da fare e intendiamo portarlo avanti a 360 gradi, incentrando il nostro impegno su tre pilastri d’azione: prevenzione, protezione, certezza della pena“.

Questo esecutivo rifinanzierà i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio – promette Meloni -; ci impegneremo per attuare la legge 53 del 2022 sulla raccolta dei dati statistici sulla violenza contro le donne, che ancora necessita dei decreti attuativi e di attività tecniche. È fondamentale un quadro quanto più dettagliato possibile per costruire politiche efficaci di prevenzione e contrasto, risolvendo le criticità, monitorando il fenomeno e stimando anche la parte sommersa dei diversi tipi di violenza. Faciliteremo l’adozione di protocolli e migliori pratiche nei Tribunali per un’applicazione sempre più efficace della norma sul ‘codice rosso’. Lavoreremo per garantire la certezza della pena, per potenziare le misure di protezione delle vittime e rafforzare il ricorso allo strumento dei braccialetti elettronici, che spesso non vengono applicati perché semplicemente non ce ne sono”.

La premier prosegue: “Investiremo sulla formazione degli operatori – Forze dell’Ordine, magistrati, avvocati, medici, assistenti sociali, docenti e personale sanitario – e sulla cooperazione tra le diverse figure professionali per trovare le soluzioni più adeguate al singolo caso concreto e gli interventi più efficaci per proteggere gli eventuali minori coinvolti. Ci impegneremo in apposite campagne di sensibilizzazione e informazione per far conoscere alle donne gli strumenti di assistenza ai quali possono rivolgersi: dai Centri Antiviolenza e dalle Case Rifugio al numero verde 1522. Così come intendiamo rafforzare il Piano anti-tratta per un’azione più incisiva a difesa e protezione delle vittime”.

MELONI: “LA VIOLENZA INCIDE SUI MINORI, IMPERDONABILE IGNORARLO”

Meloni conclude parlando anche della violenza assistita: “È un tema che non va assolutamente ignorato. Sarebbe imperdonabile farlo: studi e statistiche ci dicono, infatti, che i bambini e gli adolescenti che assistono a episodi di violenza in famiglia possono avere gravissime conseguenze sulla loro crescita e sul loro benessere. E non è difficile crederlo. Si è riscontrato, purtroppo, che bambine e adolescenti femmine tendono nell’età adulta a tollerare la violenza subita, mentre i bambini o adolescenti maschi vittime di violenza assistita hanno maggiori probabilità di diventare partner aggressivi“.

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