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L’ultima di Zuckerberg: i social si parleranno

Scambiarsi messaggi mantenendo la privacy, è la sfida lanciata da Facebook. Quanto svelato qualche mese fa dal New York Times, ora trova conferma nelle parole del suo fondatore Mark Zuckerberg. Cadono le barriere tra un social e l’altro, per lasciare spazio ad un mondo di connessioni tra diverse piattaforme.

Interscambio virtuale che ha azzerato barriere comunicative, distanze relazionali, e soprattutto ridefinito la percezione comune di riservatezza. “Una visione focalizzata sulla privacy per il social networking”, si legge in un post dettagliato di Zuckerberg, che ha da tempo dovuto avviare una riflessione sulla circolazione spesso incontrollata dei dati online. Materia questa divenuta oggetto di norme restrittive da parte della comunità europea, sintomo di un problema da affrontare nella sua complessità.

Dati sensibili, sono chiamati, e rientrano nella sfera privata di informazioni che marcano caratteristiche e tendenze degli utenti. “Dimmi che profilo hai e ti dirò chi sei”, per usare uno slogan divenuto lo spettro su cui si può esercitare  il controllo sulla vita degli internauti.

Instagram e Facebook in 15 anni hanno raccolto rispettivamente 1 miliardo e 2,5 miliardi di utenti, per non citare la rivoluzione nella messaggistica introdotta dalla chat di WhatsApp. Fenomeni globali radicati nell’era in cui il racconto quotidiano si costruisce attraverso foto, video e audio.

Una grande città abitata da connessioni è l’immagine utilizzata dal giovane ideatore del social network, che racchiude il suo elemento collettivo ma anche i rischi insiti nella comunità virtuale. Da qui nasce il proposito di creare un canale relazionale ristretto e riservato a coloro che vorranno come “in salotto” conversare con discrezione. 

Servizi  criptati a sostegno della privacy che si muoveranno da una piattaforma all’altra attraverso nuovi strumenti di crittografia, riduzione del tempo di permanenza e archiviazione sicura dei dati. Comunicare scegliendo come e con chi farlo sarà la scommessa futura, per tutelare una dimensione spesso intima di pensieri, sentimenti e parole che non possono essere alla mercé di tutti. 

Marita Langella

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