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Lo stipendio ai migranti

Il sindaco di Milano scatena il malumore dei disoccupati

Un’altra retata a Milano, con nuove arresti e nove espulsi. Il blitz della Polizia di Stato avvenuto in stazione Centrale due giorni fa ha portato al fermo di altre persone di nazionalità marocchina, romena e tunisina.

Sei persone sono state trattenute nei centri di permanenza perché senza documento o con nazionalità e nove saranno espulsi dall’Italia per reati di danneggiamento, ricettazione, furto e rapina.

Un’operazione che questa volta è stata concordata e promossa anche dal sindaco Beppe Sala, rispetto alla precedente retata del 2 maggio, che era stata subito contestata dalla sinistra.

Il sindaco milanese afferma che: “questa volta hanno trovato meno irregolari rispetto alla volta precedente. Questo vuol dire che continuando a lavorare sulla Centrale, piano piano non diventerà un luogo che raccoglie irregolari e quindi anche per questo l’operazione di ieri è stata veramente brillante.” Ed aggiunge: “Bisogna cercare di farli lavorare, ma perché devono avere una assicurazione e il lavoro va retribuito. Il punto è solamente essere legittimati a farli lavorare: di lavoro a Milano, anche relativo alla manutenzione e al decoro della città, se ne può trovare. Continuo a insistere con il governo perché credo che sia nell’interesse di tutti il Paese, non solo di Milano”.

Con quest’ultima dichiarazione il sindaco scatena la rabbia e il malumore dei disoccupati milanesi, secondo quest’ultimi Sala vuole dare lo stipendio ai migranti, dimenticandosi che nella città lombarda la disoccupazione giovanile, seppur in controtendenza con il resto d’Italia, è al 18% e al 7% quella generale.

Molti hanno aggiunto che se veramente ci sono tanti lavoretti per gli immigrati perché non favorire prima il disoccupato milanese? La priorità a cercar forza lavoro, quindi, secondo Sala non va data ai milanesi, magari ai giovani o a quei cinquantenni che il lavoro l’hanno perso, faticano a ritrovarlo e per loro la pensione è un miraggio, ma va dato ai migranti. Questi sono alcuni dei commenti dell’opinione pubblica milanese e dei suoi cittadini.

Tutto questo ha scatenato anche le contestazioni da parte dei militanti di Casapound, tant’è vero che si parla di scorta nei riguardi del sindaco. Sicuramente per ora ‘la Questura ha disposto un’attività preventiva di vigilanza, a cura della Digos, nei luoghi degli incontri pubblici del Sindaco’.

Largo sentenza ai posteri, nel contempo i disoccupati restato a Milano e 9 immigranti vengono espulsi.

Marco Fiore

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