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L’inquinamento che uccide: un allarme globale

 

Quando parliamo di inquinamento globale ci scontriamo ormai con dati e percentuali sempre più preoccupanti.

Nove milioni di morti nel solo 2015 sono una cifra spaventosa se si pensa che a causarlo sono malattie generate da ciò che respiriamo: lo dice dagli Stati Uniti un rapporto della Lancet Commission on Pollution and Health. Aids, malaria, tubercolosi, o guerre e altre forme di violenze producono tre volte in meno degli effetti delle malattie per inquinamento.

A pagarne le conseguenze sono in maggioranza Paesi a basso o medio reddito come India, Cina, Pakistan e Bangladesh, dove la perdita in termini di vite umane e anche dal punto di vista economico è troppo alta.

A livello mondiale le conseguenze sull’economia del mancato benessere causato dall’inquinamento raggiungono i 4,6 trilioni di dollari all’anno.

Il quadro globale presenta intanto scenari che continuano a cambiare in peggio a causa del cambiamento climatico ormai in atto, la siccità in primis che ha instaurato equilibri troppo labili nel nostro ecosistema e i combustibili fossili, primi responsabili di questo allarme sanitario, che producono l’85% del particolato e di altri agenti inquinanti.

Le malattie cardiovascolari e respiratorie e i tumori ai polmoni non cesseranno nei prossimi anni se non ci si avvierà sulla strada di leggi mirate alla salvaguardia ambientale, regolando e limitando l’uso di alcune sostanze chimiche nocive come i metalli pesanti.

L’Europa e L’Italia sono il fanalino di coda di questo processo di arginamento del clima malato per via delle lobby dei settori industriali, recalcitranti all’applicazione di norme atte a contenere i processi inquinanti.

Nelle grandi città il fenomeno di degenerazione ambientale è più allarmante a causa di un’urbanizzazione sconsiderata, lo abbiamo visto ad esempio nei giorni scorsi in una Torino che ha toccato livelli di polveri sottili rilevanti.

Il tasso di smog non è da meno a Roma, dove Greenpeace recentemente ha riscontrato davanti a molte scuole biossido di azoto oltre le soglie consentite, sostanza cancerogena devastante in età infantile.

E se da una parte gli amministratori locali continuano a lanciare appelli e a promuovere iniziative finalizzate allo stop della circolazione dei veicoli più inquinanti come i diesel, e limitare l’impatto di agenti nocivi sulle nostre città, dall’altra ci auguriamo di procedere verso una sensibilizzazione e una consapevolezza crescente di come in generale comportamenti virtuosi mirati possano preservare la nostra salute e migliorare le condizioni di vita.

Marita Langella

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