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L’Ecosocial scende in campo contro il G20

In occasione del G20 sull’ambiente che si sta svolgendo a Napoli il movimento Bees Against G20, che unisce molti coordinamenti ambientalisti di Napoli e non solo, ha organizzato una due giorni con un Ecosocial forum di apertura, con personalità come Vandana Shiva, attivisti di Black Lives Matter in videoconferenza, Sonia Guajajara, ambientalista brasiliana, studenti e studentesse del Fridays for Future e il Comitato No Grandi Navi.

Oggi è in corso un corteo di risposta alla delegazione G20 che conta migliaia di manifestanti.

Dal comunicato social del movimento si legge questo:

“Il G20-Ambiente non si svolge a Palazzo Reale, ma sul Titanic…”

Dal 20 al 23 luglio, negli stessi giorni in cui ricorre il ventennale del G8 di Genova, si terrà a Napoli il vertice dei ministri dell’ambiente del G20. In vent’anni non è cambiato nulla nel metodo e nel merito: un’élite di governi e di autocrati, in alcuni casi autentiche dittature, che sta conducendo il pianeta verso il disastro ecologico (e di conseguenza anche sanitario) e che invece autocelebra sé stessa con il divieto di esprimere il dissenso sotto i palazzi in cui si determina il destino di miliardi di persone.

Quello che vent’anni fa era una (pre)visione sugli effetti nefasti del neoliberismo, oggi è sempre più una drammatica realtà, con l’emergere di nuove pandemie, con l’innalzarsi delle temperature, con il moltiplicarsi di disastri ambientali (l’ultimo in Germania), con il deteriorarsi delle condizioni di sopravvivenza di molte specie sul pianeta, compresa la nostra.

CHI E’ PARTE DEL PROBLEMA NON E’ PARTE DELLA SOLUZIONE!

Impossibile riassumere in poche righe tutte le ipocrisie dei G20 rispetto all’avvicinarsi del disastro climatico. Il rinvio di vent’anni degli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 e dell’uso di combustibili fossili, la costruzione incessante di nuovi gasdotti, a partire dall’Italia, con l’alibi che un giorno “serviranno per l’idrogeno”, la continua aggressione alle risorse naturali, grandi opere invasive al posto della messa in sicurezza dei territori…

Per l’Italia basta ricordare che “il ministro dell’ambiente” è Roberto Cingolani.

I più potenti governi del mondo in realtà ballano sul Titanic e cercano di strumentalizzare la domanda di cambiamento per speculare con politiche di greenwashing e misure di facciata, mentre i paesi più poveri, i ceti più deboli, i sud del mondo pagano il prezzo più alto di queste scelte.  Perché giustizia ambientale e giustizia sociale, sfruttamento dei territori e sfruttamento degli esseri umani sono strettamente interconnessi. Basterebbe forse un terzo dei trilioni stanziati nell’anno della pandemia per un radicale cambio di rotta sui combustibili fossili, che però richiede una radicale messa in discussione di questo modello di sviluppo estrattivo e speculativo sull’uomo e sulla natura, capace di moltiplicare solo la devastazione del pianeta, la diseguaglianza e la precarietà esistenziale e lavorativa delle persone.

Il VERTICE G20 NELLA REGIONE DEL DISASTRO AMBIENTALE

Come qualificare se non come una provocazione questo vertice nella regione dove interi territori continuano ad essere assaltati dagli accordi tra imprenditoria speculativa, politiche opache, multinazionali petrolifere (per ultima l’ipotesi di impianto GNL a Vigliena) ed ecomafie. Per questo ci siamo incontrati in tante e tanti per mobilitarci e smascherare questa ignobile parata”.

Matteo Giacca

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