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La polizia italiana è autorizzata a usare i Taser

Via libera alla sperimentazione in 11 città italiane del Taser. La pistola elettrica sarà data in dotazione alle forze dell’ordine di Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi. È un’arma di dissuasione non letale,  ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, e il suo utilizzo è un importante deterrente soprattutto per gli operatori della sicurezza che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni border line.

Il decreto che è stato approvato consentirà il suo uso a Polizia di Stato, all’Arma dei carabinieri e alla Guardia di finanza. Trenta invece, per ora, i dispositivi da acquistare. La fase sperimentale seguirà un disciplinare che un apposito gruppo interforze sta mettendo a punto e sulla base del quale saranno formati le donne e gli uomini delle forze dell’ordine coinvolti nella prima fase di utilizzo.

Il decreto è stato firmato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ma il progetto era già dell’amministrazione precedente e in Parlamento avevano votato contro Sel e M5S.

Risale a marzo la presa che posizione, contraria, di Amnesty International.

Il modello scelto è la X2 del Taser, prodotto dalla società americana Axon che, fino all’anno scorso, aveva il nome dell’arma. La pistola spara due dardi che sono legati a due fili conduttori. Trasmettono una scarica elettrica di 5 secondi. Un’indagine dell’agenzia Reuters dice che questo modello trasmette 63 microcoulomb di elettricità, la metà rispetto al passato. Gli effetti però variano a seconda della parte che viene colpita. È diverso se colpisce la pelle o i vestiti. C’è una doppia cartuccia, per replicare il colpo. Si possono inviare più volte gli impulsi.

Nelle norme di utilizzo della prima sperimentazione di febbraio è scritto che è un’arma propria che fa uso di impulsi elettrici con la proiezione a corto raggio di due dardi, che rimangono collegati all’arma per mezzo di fili conduttori, per inibire le funzioni motorie.

Dovrebbe servire per facilitare fermi e arresti di individui che facciano resistenza all’identificazione o siano colti in flagranza. È in grado di immobilizzare una persona fra i due e i cinque secondi inducendo la contrazione muscolare. È anche scritto però che bisogna considerare i rischi associati alla possibile caduta di chi viene colpito e alla condizione di vulnerabilità della persona, disabili per esempio, ma anche anziani e cardiopatici, donne in stato di gravidanza. Esiste anche un rischio infiammabilità se per caso la persona colpita avesse liquidi infiammabili.

Reuters conta 1005 casi di persone morte dopo essere state colpite con un Taser dal 2011, in più di un quinto l’arma è considerata una causa o un fattore che ha contribuito alla morte. Si univa a condizioni mediche particolare, abuso di sostanze e altre forme di trauma.

Molte delle altre autopsie citavano una combinazione di condizioni mediche e cardiache, l’abuso di sostanze e altre forme di trauma.

Negli Usa sono documentati episodi di utilizzo delle scariche oltre il limite consigliato o in contesti dove non era lecito farlo. Sempre secondo l’indagine Reuters un quarto delle persone morte soffrivano di problemi mentali e la vittima non era armata in 9 casi su 10.

Le associazioni per i diritti umani dicono un no netto. Esiste anche una definizione Onu che parla di strumento di tortura. Già a marzo dopo la circolare della Direzione anticrimine Amnesty International Italia aveva chiarito che la definizione di armi ‘meno che letali’ o ‘non letali’ non era accettabile.

Americano di nascita, negli Usa lo possono usare anche i civili.

Le linee guida emesse dal Dipartimento della Pubblica sicurezza definiscono il taser ‘un’arma propria’, che fa uso di impulsi elettrici per inibire i movimenti del soggetto colpito. La distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri. Il taser va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto. Se il tentativo fallisce si spara il colpo, ma occorre considerare per quanto possibile il contesto dell’intervento e i rischi associati con la caduta della persona dopo che la stessa è stata attinta. Bisogna inoltre tener conto della ‘visibile condizione di vulnerabilità’ del soggetto e fare attenzione all’ambiente circostante per il rischio di incendi, esplosioni, scosse elettriche.

Credo che la pistola elettrica sia un valido supporto, come dimostra l’esperienza di molti paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera, ha dichiarato Salvini.  

Antonella Di Pietro

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