Tagliavini (Besta): “Sul glioblastoma l’impegno della comunità scientifica”
14 Dicembre 2019
Giochi, subito un tavolo di confronto con i gestori delle ‘awp’ e le associazioni
18 Dicembre 2019
Mostra tutto

La Giornata per i Migranti: tra diritti e doveri

Il 1972 era l’anno del tremendo incidente del camion “merci” nel tunnel del Monte Bianco. Al suo interno infatti non vi erano macchine da cucire, ma 28 lavoratori del Mali, che persero tutti la vita nel terribile impatto. Episodio quello che innescò tavoli di incontro e negoziazioni in sede di Nazioni Unite, culminate in una convenzione entrata in vigore a distanza di anni, nel 2003. Nei 93 articoli del testo veniva riconosciuta la vulnerabilità dei lavoratori migranti e promossa una cultura dei diritti conto abusi e sfruttamento. La Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti, che coincide con la sigla della convenzione il 18 dicembre del 1990, festeggia quest’anno il diciannovesimo anniversario. Eppure mai come oggi risuonano attuali le parole del sociologo polacco Zygmunt Bauman che scriveva: “L’uniformità nutre il conformismo, e l’altra faccia del conformismo è l’intolleranza”.  Tratto distintivo di una cultura che ha costruito l’Europa come fortezza, baluardo di civiltà che esclude il resto del mondo, frutto dei rapporti di forza tra Occidente e continente sub-sahariano.

Già Friedrich Hegel nelle sue “Lezioni sulla Filosofia della Storia” pubblicate nel 1837, parlava dell’Africa come continente chiuso al resto del mondo, la terra dell’oro ripiegata su se stessa, fuori dalla storia, il “cuore di tenebra” del mondo. Condanna quella hegeliana che pur stridendo con assunti storici, antropologici e politologici, parte da un ‘ottica etnocentrica, e conduce fino alla concezione dell’Africa come “umanità in eccesso”. Immemori di un passato di conquista coloniale e occupazione militare, o del ruolo che il continente africano ha avuto su scala globale nell’espansione del capitalismo occidentale. Il fenomeno odierno delle migrazioni ci pone di fronte alla necessità di spostare lo sguardo oltre la disinformazione e la strumentalizzazione politica. Perché mentre l’Unione europea si divide tra tutela dei diritti umani e protezionismo dei propri confini, solo in Italia i dati mostrano che i lavoratori stranieri sono più di 1600. Questo secondo uno studio dalla società di consulenza Eca Italia, condotto su un campione di 51 aziende. Cifra di una globalizzazione che porta ad una rilettura delle “diaspore” in termini di risorse e opportunità da valorizzare.

La Giornata Internazionale dei Migranti dovrebbe indurci a riflettere sulla migrazione come trasformazione e flusso di capitali sopratutto simbolici, che ristrutturano valori, aspettative e relazioni. Non si esaurisce ai meri aspetti materiali ed economici, è la ricerca inquieta di un continente demograficamente giovane che chiede un futuro di maggiore equità sociale. 

Marita Langella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *