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La prima donna nello spazio e le quote rosa di oggi

Era il 14 giugno 1963 quando la prima donna nella storia ha messo piede nello spazio. Siamo nella Russia comunista, e ora nell’anniversario alla luce delle conquiste raggiunte e di una storia incredibile ormai scritta, la vicenda di questa donna assurge ad esempio collettivo. Valentina Tereshkova aveva 26 anni, una passione sfrenata per il paracadutismo e tutti i requisiti per essere scelta come prima astronauta alla volta dello spazio. Coraggio e tempra dura le furono indispensabili per orbitare tre giorni attorno alla Terra, compiendo ben 49 giri, in quello che lei stessa definì un viaggio sofferto. Dal l’atterraggio complesso appesa al suo paracadute, al volo prolungato in orbita che l’aveva costretta a rimanere legata al sedile per oltre 70 ore, tutto contribuì a delinearne i tratti da eroina. 
Ma in realtà la vicenda della Tereshkova ha avviato un percorso minato sulla strada di faticosi traguardi raggiunti da donne di successo. E se da quel 1963 altre 70 astronaute indosseranno tuta e casco alla volta dell’ignoto spaziale, non ultima l’italiana Samantha Cristoforetti, ognuna di loro ha metaforicamente conquistato una piccola fetta di luna . Mestieri prerogativa degli uomini per attitudine e forza fisica, poi sdoganati e divenuti banco di prova per donne simbolo di diritti acquisiti in anni di lotte paritarie. E mentre l’opinione pubblica ha spesso nicchiato o peggio ancora sottovalutato il fenomeno, la percezione che si insinua è ancora quella di categorie professionali appannaggio quasi del tutto maschile. Dall’editoria alla politica, al management, le quote rosa scarseggiano ancora. Ed è solo quando a sollevarsi dal coro è qualche voce autorevole che pone critici interrogativi, a far compierei timidi passi avanti. Perché in questa lotta simbolica tutta al femminile volta ad affermare il diritto di contare e ricoprire ruoli di responsabilità al pari degli uomini, i pregiudizi sono ancora di carattere culturale ed antropologico.
E il solo fatto di dover porre l’accento su storie di donne meritevoli e dibattere ancora sulle discriminazioni di genere è di per sé un ostacolo verso un percorso di riconoscimento paritetico non del tutto compiuto. Valentina Tereshkova, a 80 anni suonati con uno spirito indomabile, ha manifestato ancora il suo sogno di compiere missioni su pianeti inesplorati, magari su Marte. E chissà che non siano altre avventuriere con la stessa innata intraprendenza a raggiungerlo, lasciandosi la Terra alle spalle senza farci più ritorno.
 
Marita Langella

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