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Inquinamento da plastica: emergenza mondiale

Viviamo in un mondo di rifiuti in plastica. È questo l’allarme lanciato da Greenpeace Italia per i livelli di inquinamento che ormai producono effetti disastrosi sui nostri corsi d’acqua. Al pari del sud-est asiatico, i fiumi italiani sono discariche a cielo aperto, ricettori di tonnellate di spazzatura di plastica.
Ogni minuto della giornata finisce in mare l’equivalente di un camion pieno di rifiuti, e si tratta principalmente dell’80% della produzione mondiale. Contenitori, imballaggi monouso, cannucce, tappi e bastoncini sono solo alcuni degli oggetti plastificati di difficile riciclo che finiscono a galleggiare nei mari. Celebre lo scatto del fotografo Justin Hofman che ritrae un cavalluccio marino nelle acque di Sumbara in Indonesia mentre nuota aggrappato ad un cotton fioc.
Essi da soli rappresentano il 9% dei rifiuti depositati sulle spiagge italiane assieme a lattine e reti da pesca abbandonate che si trasformano in trappole per gli animali.
Spingere le grandi multinazionali a intervenire sull’inquinamento crescente da plastica è l’obbiettivo della petizione promossa da Greenpeace e firmata da più di tre milioni di persone in tutto il mondo. Si rivolge ai colossi di Coca-Cola, Pepsi, Colgate, Danone, Mars, San Benedetto e molti altri affinché si muovano verso una produzione ecosostenibile e riciclabile. Perché meno spazzatura in plastica significa preservare la vita in fondo ai mari ma anche evitare livelli di inquinamento tali da causare scarsità idrica.
Una problematica che sta colpendo da diverso tempo i corsi d’acqua del nord Italia, in particolare quelli del bacino idrico del Po, invasi da imballaggi e contenitori usa e getta. A tal proposito Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea hanno deliberato in materia, stabilendo già dal 2021 nuove regole riguardanti 10 prodotti in plastica da mettere al bando. Programmi di sostituzione, smaltimento e rimozione dei rifiuti da spiagge e oceano, per evitare una spesa di 22 miliardi di euro in misure ambientali oltre alll’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 fino al 2030. 
Più responsabilità e meno danni al pianeta, è l’equazione sulla quale riflettere. Eliminare sacchetti, salviettine, confezioni di merendine, palloncini in plastica, ma anche filtri di sigarette gettati ovunque, è un passo indispensabile per immaginare un mondo più pulito nel quale vivere. 
 
Marita Langella

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