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Il mondo è un campo minato

Nel 2019 ci sono state almeno 5.554 vittime di mine o altri congegni residuali di tipo bellico. Il mondo è ancora oggi un campo minato. Più della metà degli incidenti sono causati dagli ordigni improvvisati (2.949). Otto vittime su dieci sono civili e in quasi la metà dei casi (circa il 43%) si tratta di bambini. Un dato che di certo allarma, soprattutto i paesi che non possono ancora dichiararsi decontaminati. Inoltre, la preoccupazione più grande è l’incidenza di bambini tra le vittime dei dispositivi. Si tratta di ragazzi che, presumibilmente nell’intento di giocare, si imbattono in questi marchingegni non considerandone la natura o probabilmente ritenendoli ormai non funzionanti.

Oggi, nel giorno del Mine Awareness Day, una giornata internazionale indetta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sui territori minati e sui progressi verso la loro bonifica, un’analisi è doverosa. La Convenzione di Ottawa, ratificata da ben 164 stati, prevede la messa al bando delle mine antipersona vietandone l’uso, la detenzione, la produzione ed il trasferimento ed imponendo la distruzione degli stock esistenti. Inoltre, essa impone, ad i paesi ratificanti, l’obbligo di assistenza alle vittime del loro uso.

Nell’anno 2019 sono stati dichiarati decontaminati 156 km² di terra e più di 123.000 mine sono state distrutte. Un risultato senza dubbio positivo, ma non è ancora abbastanza. Per quanto concerne il nostro Paese, non vi sono evidenze della presenza di mine o altri congegni militari pericolosi, tale per cui l’attenzione è piuttosto bassa, così come in altri paesi quali Spagna, Malta, Grecia ecc. Altri nostri vicini, si pensi alla Francia ed alla Germania hanno dichiarato lo stato di decontaminazione, così pure altri paesi come la Mongolia, l’Uzbekistan, gli USA, il Canada ecc.

Altri ancora, invece, sono dichiarati contaminati e non sono ancora riusciti nell’intento di affermare la sicurezza dei propri territori. Primi tra questi la Cina, l’India, il Venezuela, il Peru e molti, troppi, paesi per la maggior parte appartenenti all’Africa, al Centro e Sud-America, ma soprattutto all’Asia.

Giorgia Cremona

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