Drive to Survive 4, la nuova stagione a tutto gas su Netflix
19 Marzo 2022
Coda, i segni del cuore vince l’Oscar come miglior film
30 Marzo 2022
Mostra tutto

I costituzionalisti da salotto

Incipit nr. 1

In ogni concorso di bellezza, da quelli più importanti come Miss Universo e Miss Mondo, fino a Miss Pollena Trocchia e Miss Castagna di Roccadaspide, le ansiose aspiranti protagoniste dei fascinosi mondi della moda e dello spettacolo, hanno una sola risposta alla domanda su quale sia la cosa più importante di cui la nostra società abbia bisogno: “La pace nel mondo”. Nel film “Miss detective”, Sandra Bullock, agente  sotto copertura inserita tra le partecipanti di Miss America per smascherare un complotto a danno della partecipanti, alla domanda rispose testualmente, dopo una sfilza infinita di “pace nel mondo”: “Punizioni più severe per chi viola la libertà condizionata”. Per poco al conduttore e tutti gli astanti non venne un infarto.  

Incipit nr. 2.

Articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni rivolte a tale scopo”.

Prologo

«Le città ucraine vengono distrutte, alcune del tutto come Mariupol dove c’erano circa 500 mila persone, come nella vostra Genova. Ora a Mariupol non c’è più niente, solo rovine. Immaginate la vostra Genova completamente bruciata dopo tre settimane di assedio, di bombardamenti, di spari. […] L’obiettivo dei russi è l’Europa, influenzare le vostre vite, avere il controllo della vostra politica e distruggere i vostri valori, democrazia, diritti dell’uomo, libertà. L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo, vogliono entrare in Europa». (Discorso di Zelensky al popolo italiano, 22 marzo 2022).

«L’arroganza del governo russo si è scontrata con la dignità del popolo ucraino. La resistenza di Mariupol, Kharkiv, Odessa – e di tutti i luoghi su cui si abbatte la ferocia del presidente Putin – è eroica. […] Gli italiani hanno spalancato le porte delle proprie case ai profughi ucraini, con quel senso di accoglienza che è l’orgoglio del nostro Paese. Continueremo a farlo perché davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte. […] Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell’Unione sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante. Voglio dire al presidente Zelensky che l’Italia è al fianco dell’Ucraina in questo processo: l’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione europea». (Risposta del presidente Draghi a Zelensky)

Basta coi costituzionalisti da salotto

Si dice che i padri costituenti avessero pesato con la bilancia del farmacista ogni parola della Costituzione varata dopo i terribili anni di guerra. È facile crederlo, perché ciascuno di loro portava sulle spalle il peso del ventennio precedente o addirittura, per buona parte, quello ancora più sconvolgente che ingloba entrambe le guerre mondiali. È più che legittimo, quindi, quell’articolo undici scritto con la chiara volontà di preservare il Paese da qualsivoglia “tentazione” bellica, da qualsivoglia “volontà di offesa”, trovandosi ancora tra città in macerie e un popolo allo stremo a causa della sciagurata volontà di dominio perpetrata durante gli anni del fascismo. Affermare in modo perentorio, pertanto, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa agli altri popoli”, aveva un alto senso etico, essendo stati responsabili di “gravi offese” perpetrate a danno di popoli sovrani, che vivevano in pace e desideravano solo continuare a vivere in pace.

Oggi quel concetto viene ripetuto come un mantra dai costituzionalisti da salotto, tra l’altro decontestualizzandolo e privandolo della seconda parte: si dice solo “l’Italia ripudia la guerra” evitando di aggiungere “come strumento di offesa agli altri popoli”, senza rendersi conto che, pronunciata in quel modo, la frase fa lo stesso effetto della “pace nel mondo” auspicata dalle miss dei concorsi di bellezza. La si riduce a un concetto banale, quindi, tanto più irritante quanto più anacronistico rispetto alla straordinaria trasformazione sociale registratasi negli ultimi decenni.

Riporta alla mente anche una altro significativo esempio, citato da Benigni in un celebre monologo, nel quale si poneva il problema che forse nessun Dio avrebbe concepito i dieci comandamenti così come ci sono stati tramandati, quando sarebbe bastato diffondere il principio da Gesù suggerito ai farisei: «Ama il prossimo tuo come te stesso».  

Le costituzioni non sono “per sempre” ed è inevitabile che debbano essere adeguate alla mutevolezza dei tempi. L’articolo undici oggi non solo è anacronistico, ma addirittura ridicolo nella sua banalità. Dire che l’Italia ripudia la guerra è più scontato del dire che gli “italiani si fermano tutti quando gioca la nazionale di calcio”, perché qualcuno di sicuro non si può fermare per motivi di lavoro e vi sarà senz’altro qualche migliaio di italiani che non seguono il calcio. In quanto alla possibilità di offendere gli altri popoli, siamo seri, viene da ridere solo a esprimerlo un concetto simile. Le guerre scoppiano nostro malgrado e difenderci dai folli che le scatenano è un “dovere”, prima ancora che un “diritto”. In Ucraina stanno combattendo e morendo anche per difendere la nostra libertà.

I costituzionalisti da salotto (televisivo e non), che con la saccenteria tipica dei babbei e il tono tronfio degli ignoranti che si sentono colti, un giorno sì e l’altro puro ci ammorbano con le loro teorie tese a impedire di prestare soccorso al povero popolo ucraino, pertanto, se ne andassero affettuosamente a quel paese.

Vi sarà tempo per una sana revisione costituzionale, magari prodromica di una vera riforma dello Stato che investa anche gli altri aspetti zoppicanti, ma ora vi è la casa che brucia e occorre spegnere l’incendio. Si tacitino i ciarlatani che parlano a vanvera e si faccia il possibile per assicurare il massimo sostegno al popolo ucraino, in tutte le forme e quindi inviando anche armi che consentano un’adeguata “resistenza” all’offensiva dell’invasore. Ci si adoperi inoltre, con fatti concreti, al di là del pur nobile proposito espresso ieri da Draghi, affinché l’Ucraina entri presto nella Ue. E intanto questa sera non manchiamo di guardarci la puntata de le “Iene”: si parla di Giulia Shiff (nella foto), 23enne ex pilota dell’Aeronautica militare arruolatasi volontaria in Ucraina nelle Forze Speciali della Legione Internazionale. Onore a lei.

                                                                  Lino Lavorgna 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *