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I bersaglieri campani al voto

 

Eletto il direttivo regionale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri

 

Sotto l’attenta regia del presidente interregionale Sud Italia e Sicilia, Eugenio Martone, si sono tenute presso l’hotel Capys di Capua le elezioni per il rinnovo del direttivo campano dell’Associazione Nazionale Bersaglieri.

Otto i candidati per i cinque posti disponibili, tra i quali il dottor Antonio Palladino, presidente uscente, rieletto con una maggioranza bulgara dai responsabili delle sezioni regionali, in qualità di «grandi elettori». Le modalità elettive dell’ANB, infatti,  ricalcano, per certi versi, quelle delle elezioni presidenziali statunitensi: ogni delegato sezionale – il presidente o chi ne fa le veci – esprime tanti voti quanti sono gli iscritti, contribuendo all’elezione dei consiglieri. A questi ultimi, poi, è riservata la scelta del presidente e del vice-presidente, ruoli generalmente conferiti a chi  abbia ricevuto più voti, anche se tale opzione non costituisce un vincolo statutario.

Insieme col capuano Antonio Palladino, ex manager di una importante multinazionale, sono stati eletti Gerardo Corbo di Calabritto (Av), militare di carriera in congedo; Vincenzo De Lucia di San Leucio del Sannio (Bn), avvocato; Maurizio Felicino, di Roscigno (Sa), grafico pubblicitario; Vincenzo Siviero di Napoli, ex funzionario del ministero delle finanze.

A norma di statuto i cinque eletti hanno poi provveduto alla scelta del presidente e del vice presidente. Antonio Palladino è stato confermato nella carica di presidente e sarà coadiuvato dal vice presidente Vincenzo Siviero.

Visibilmente commosso per un attestato di stima e affetto che raramente raggiunge vette di consenso così elevate, Palladino ha ringraziato tutti e ha ribadito il suo impegno affinché l’associazione costituisca in modo sempre più marcato un ponte ideale tra ambienti militari e società civile. Sotto questo profilo ha altresì aggiunto, accompagnato da un sincero e spontaneo tripudio degli astanti, che sarà suo fermo proposito avviare un serio percorso propositivo, coinvolgendo il vertice associativo, per promuovere la reintroduzione del servizio militare obbligatorio, vero e sicuro antidoto contro la degenerazione giovanile, che sta raggiungendo livelli intollerabili sotto qualsivoglia punto di vista, anche tra i minorenni. Sia pure senza citazioni esplicite è stato chiaro il riferimento tanto alle baby gang che seminano il terrore nelle città quanto al terribile fatto di sangue alla ribalta della cronaca, che ha sconvolto la piccola comunità di Monteveglio, dove un sedicenne ha barbaramente trucidato una quasi coetanea, per poi narrare con frasi fredde e scioccanti le modalità con le quali ha compiuto l’efferato crimine.

Sul piano strettamente operativo Palladino ha esortato i dirigenti periferici ad adoperarsi con ogni mezzo possibile per incrementare il numero degli iscritti, che non necessariamente devono essere ex bersaglieri. Da sempre, infatti, il glorioso corpo militare è beneficiario di grande affetto e i suoi esponenti sono accolti festosamente dappertutto. I simpatizzanti coinvolti nell’attività associativa, pertanto, possono svolgere una proficua ed efficace azione di proselitismo.

Non è mancato un riferimento al prossimo raduno nazionale, che avrà luogo a Roma nel mese di settembre, anche se con modalità ancora da stabilire in virtù delle limitazioni imposte dalla pandemia.

                                                                  Lino Lavorgna     

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