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“Il Mezzogiorno nel Mediterraneo, con e per l’Europa”

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con un videomessaggio di saluto, ha aperto oggi i lavori del convegno sul tema “Il Mezzogiorno nel Mediterraneo, con e per l’Europa” svoltosi nella Sala delle Assemblee del Banco di Napoli di via Toledo.

Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con un videomessaggio di saluto, ha aperto oggi i lavori del convegno sul tema “Il Mezzogiorno nel Mediterraneo, con e per l’Europa” svoltosi nella Sala delle Assemblee del Banco di Napoli di via Toledo.
    Il convegno, introdotto dal Presidente del Banco di Napoli Enzo Giustino e le cui conclusioni sono state affidate al Direttore Generale del Banco di Napoli Giuseppe Castagna, si è avvalso degli interventi di Enrico Salza, Presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, di Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, di Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, di Lida Viganoni, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, di Cristiana Coppola, Vice Presidente di Confindustria per il Mezzogiorno, di Vincenzo Boccia, Presidente Piccola Industria di Confindustria, e dei contributi di Mahmoud Abdel Latif, Presidente di Bank of Alexandria e Sherine Fahmy, Antenna Cairo-Assafrica&Mediterraneo.
Nel suo saluto, il Presidente del Banco di Napoli, Enzo Giustino, ha sottolineato come oggi con l’ingresso sui mercati dei grandi paesi come India e Cina, il Mediterraneo si sia rivalutato e con esso i nostri mari. “Non a caso – afferma Giustino – si parla del raddoppio di Suez. La globalizzazione dell’economia e la stessa crisi finanziaria ed economica hanno poi rafforzato queste tendenze. Napoli ed il Mezzogiorno devono cogliere questa opportunità ed avere un ruolo economico-finanziario ed al tempo stesso culturale e di proposta di assoluta eccellenza. Naturalmente dipende da come sapremo modernizzare e garantire un efficace governo del territorio per stimolare ed attrarre investimenti.”
    “Rafforzare i rapporti con i Paesi del Mediterraneo – afferma il Presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo Enrico Salza – è una sfida alla nostra portata e Napoli e le imprese del Sud sono le prime a poter beneficiare di questi mercati di sbocco anche alla luce dell’accordo di libera circolazione delle merci con l’Ue. Intesa Sanpaolo è pronta ad assistere ed affiancare le imprese italiane che vogliono operare su questi mercati perché è da anni che crediamo alla centralità del Mediterraneo. Con i fatti e non solo a parole. Lo abbiamo fatto acquisendo nel 2006 la partecipazione di controllo di Bank of Alexandria, primario istituto di credito egiziano. E lo abbiamo fatto lanciando già nel 2006 un partenariato Euromediterraneo tra un pool di banche delle due sponde del Mediterraneo. Anche se questo progetto ha poi preso forma in modo ufficiale nel luglio 2008 mi fa piacere ricordare che fu proprio la nostra banca a lanciare questo partenariato che oggi raggruppa dodici istituti finanziari dell’area e di cui Intesa Sanpaolo è l’unico partner italiano. Siamo infatti una banca europea con una forte rete internazionale, prevalentemente concentrata sull’area continentale e mediterranea, che vanta presenze dirette con nostre controllate estere in 17 paesi e ben 30.000 dipendenti all’estero. Ma siamo anche una grande banca fortemente ancorata al territorio e in particolare al Mezzogiorno, grazie al Banco di Napoli, la realtà più grande all’interno della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo”.
    Nel corso del convegno è stato presentato da Gregorio De Felice, Chief economist di Intesa Sanpaolo, una ricerca sui Paesi del Sud del Mediterraneo. I Paesi oggetto dell’indagine sono undici: Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Libia, Siria, Mauritania e Territori Palestinesi, in altri termini tutti i Paesi del Mediterraneo esterni alla UE e a processi di possibile futura adesione.
Lo studio mostra come i Paesi del Sud del Mediterraneo hanno registrato negli ultimi anni un tasso di aumento del PIL sostenuto. La crescita media dell’area è stata del 4,2% dal 1995 al 2007, superiore all’insieme delle economie mature, in particolare dell’UE-15 (2,4%), e ad altre aree emergenti, come l’America Latina, ed in linea con l’Europa Centro-orientale. All’interno della regione il profilo di crescita è risultato più contenuto per i Paesi esportatori netti di petrolio e più accentuato tra i Paesi che hanno potuto contare su una maggiore diversificazione produttiva. In prospettiva è attesa una crescita tendenziale dell’Area ancora sostenuta, intorno al 5% per il PIL e al 3% per il PIL pro capite sulla base delle ultime previsioni del Fondo Monetario Internazionale.
Nell’ambito dei rapporti commerciali con la UE, particolare dettaglio è fornito sulle relazioni con l’Italia. Con un interscambio di circa 50 miliardi di euro nel 2008 l’Italia copre una quota significativa di importazioni ed esportazioni dei Paesi del Sud del Mediterraneo, occupando nella maggior parte dei casi le primissime posizioni. A loro volta i Paesi del Sud del Mediterraneo sono partner importanti per l’Italia, con una quota del 6,8% dell’interscambio totale. L’Italia importa da questa regione circa il 40% dei minerali energetici acquistati all’estero ed esporta verso di essa circa l’8% delle macchine e degli apparecchi meccanici venduti all’estero. L’Italia registra, per effetto di ampi processi di delocalizzazione, importanti flussi di interscambio nei settori del tessile, degli accessori per l’abbigliamento e delle calzature e delle macchine. Tra le regioni italiane una particolare rilevanza rivestono – per prossimità geografica e più accentuata complementarità sul piano produttivo – le regioni del Mezzogiorno.
A livello settoriale dopo i prodotti petroliferi raffinati (60% del totale delle esportazioni), le esportazioni del Sud Italia verso i Paesi del Sud del Mediterraneo riguardano soprattutto la filiera della metalmeccanica (17%) e, a distanza, delle filiere dell’alimentare, della chimica e della moda. In considerazione dei settori di specializzazione economica, degli incentivi disegnati per attirare gli investimenti – fra gli altri la costituzione di numerose zone franche in diversi Paesi – delle politiche di riforma adottate a sostegno dell’impresa e nel governo istituzionale dell’economia, sono individuati settori e Paesi di interesse operativo. Con riferimento alle diverse aree di specializzazione si va dai settori energetici in Algeria e Libia, a quelli agro-alimentare, del tessile, delle costruzioni e del turismo in Marocco, Tunisia, Egitto e Siria, della lavorazione dei preziosi, della chimica e della farmaceutica in Giordania, Israele e Libano. Per i settori che impiegano tecnologie avanzate, opportunità si rilevano per le biotecnologie in Israele, le telecomunicazioni in Egitto, l’informatica in Libano e Israele, quest’ultimo attivo anche nel campo delle energie rinnovabili. Iniziative di interesse nei settori a tecnologia avanzata sono presenti anche in Egitto, Tunisia e Marocco. Progetti di investimento sono previsti in aggiunta nei Paesi dell’Area nei settori dei trasporti, dell’elettricità, dell’acqua, dell’ambiente, della sanità e della formazione.
In chiusura il Direttore Generale del Banco di Napoli, Giuseppe Castagna, ha sottolineato come il Banco abbia al suo interno specialisti con tutte le competenze e tutti gli strumenti necessari per supportare e sostenere le imprese del meridione che vogliono espandersi nell’area mediterranea. “Il Banco di Napoli può mettere a disposizione della imprese l’esperienza e la presenza internazionale del Gruppo Intesa Sanpaolo la cui rete è composta sia da Filiali, da Uffici di rappresentanza e da banche presenti in oltre 40 paesi, come è il caso di Bank of Alexandria, seconda banca di Egitto e tra le principali nell’area” .

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